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OGGETTO:
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Pescatori
autonomi. Aliquota contributiva per l’anno 2016
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SOMMARIO:
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A cura del Dott. Valerio Pollastrini, Consulente del Lavoro
Chi siamo
MEDIA-LABOR Srl - News dal mondo del lavoro e dell'economia
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giovedì 11 febbraio 2016
Inps – Contributi 2016 per i Pescatori Autonomi
Inps, Circolare
n.24 del 09 febbraio 2016
lunedì 25 gennaio 2016
Federpesca – Sgravi Legge n.30 del 27 febbraio 1998
Federpesca, Nota
del 20 gennaio 2016
I benefici di cui all’art.6 del DL 30/12/1997 n.457,
convertito, dalla legge 27 febbraio 1998 n.30, sono corrisposti nella misura
del 50,30% a decorrere dall’anno 2016. Lo stabilisce il comma 74 dell’art.1,
legge n.228/2012.
Trattasi degli sgravi contributivi per le imprese che
esercitano la pesca costiera nonché per quelle che esercitano la pesca in acque
interne e lagunari che, dall’anno 2016 anziché il 57,50% applicheranno il
50,30%.
Federpesca – Aggiornamento Uniemens armatori imbarcati
Federpesca, Nota
del 21 gennaio 2016
Facendo seguito all’iniziativa di Federpesca (v. precedente
news) la Direzione Generale dell’INPS ha provveduto a verificare e risolvere i
problemi riscontrati nell’invio telematico dei modelli UNIEMENS per gli
armatori individuali imbarcati.
Etichette:
Contributi,
Federpesca,
Inps,
Marittimi,
Pesca
sabato 12 dicembre 2015
Inail - Salute dei marittimi, presentati in Puglia i risultati del progetto “Pesca sicura”
Inail, News del 7
dicembre 2015
Illustrati gli esiti delle rilevazioni condotte direttamente
in fase di navigazione a bordo dei pescherecci. Il monitoraggio ha consentito
di realizzare una mappatura dei fattori di rischio all’interno del comparto e
la predisposizione di specifiche strategie di intervento per la promozione
della cultura della prevenzione
mercoledì 9 dicembre 2015
Autorizzazione allo svolgimento dell'attività di pesca nelle giornate 8, 19 e 20 dicembre 2015 nonché 6 gennaio 2016 e 2 giugno 2016
Ministero delle
Politiche Agricole, Decreto Ministeriale del 23 novembre 2015 (Provvedimento
pubblicato nella G.U. 4 dicembre 2015, n. 283)
Art.1
1. In deroga al disposto di cui all'art. 3, comma 1 del
decreto 3 luglio 2015, è consentito, facoltativamente e per singola impresa, in
tutti i Compartimenti marittimi lo svolgimento dell'attività di pesca con i
sistemi strascico e/o volante e circuizione nei giorni di martedì 8, sabato, 19
e domenica 20 dicembre 2015 nonché di mercoledì 6 gennaio e di giovedì 2 giugno
2016.
domenica 6 dicembre 2015
Pesca autorizzata nelle festività di dicembre e gennaio
Federpesca, Nota
del 2 dicembre 2015
Autorizzazione allo svolgimento dell’attività di pesca nelle
giornate del 8, 19 e 20 dicembre 2015 nonché 6 gennaio 2016 e 2 giugno 2016
Autorizzazione allo svolgimento dell’attività di pesca nelle
giornate del 8, 19 e 20 dicembre 2015 nonché 6 gennaio 2016 e 2 giugno 2016
Pubblichiamo il decreto 23 novembre 2015 in merito
all’oggetto (vedere allegato) direttamente dalla Direzione Generale Pesca e
Acquacoltura.
domenica 29 novembre 2015
Federpesca – Chiesta la deroga al fermo pesca per le festività di fine anno
Federpesca, Nota
del 24 novembre 2015
sabato 31 ottobre 2015
Siglato il protocollo d’intesa tra Assoittica Italia ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto
Federpesca, Nota
del 9 ottobre 2015
Il 7 ottobre 2015 presso gli uffici di Federpesca-Assoittica
Italia è stato siglato il “Protocollo di intesa per iniziative comuni tese allo
sviluppo del settore ittico mediante il supporto agli operatori della filiera
ittica da parte delle autorità competenti in materia di etichettatura,
tracciabilità e protezione delle risorse ittiche e più in generale per
l’implementazione e la valorizzazione della filiera dei prodotti ittici”
sottoscritto tra il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto –
Guardia Costiera ed Assoittica Italia.
lunedì 19 ottobre 2015
Consumi: Coldiretti, torna pesce fresco, finito fermo in Italia
Coldiretti, Nota
del 18 ottobre 2015
Tornano finalmente in mare i pescherecci lungo la costa
dell’intera Penisola per rifornire di pesce fresco dall'inizio della settimana
i mercati, la filiera e la ristorazione, con la fine del fermo pesca lungo lo
ionio e il tirreno, da Brindisi ad Imperia, che è stato l’ultimo tratto di mare
ad essere interessato dal provvedimento di blocco delle attività che ha
riguardato quest’estate anche l’adriatico. Lo rende noto Impresa Pesca
Coldiretti che auspica che
domenica 27 settembre 2015
Salute e sicurezza nella pesca: Inail organizza un incontro per i lavoratori del settore
Inail, News del 25
settembre 2015
Occupati in un comparto dall’elevata rischiosità, sono
sempre più soggetti alle tecnopatie. Il 26 settembre, presso la Capitaneria di porto
di San Benedetto del Tronto, una giornata informativa per la promozione di
un’informazione corretta e il trasferimento di strumenti pratici e procedure
utili alla prevenzione
SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) – Si svolgerà il 26 settembre,
presso la Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, l’incontro “I
lavoratori marittimi – Lavoro, rischi e tutele” organizzato da Inail,
Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, Asur - Azienda sanitaria
unica regionale 2 e 5 e dalle parti sociali con l’obiettivo di promuovere
un’informazione corretta e il miglioramento delle condizioni di salute e
sicurezza nel settore.
Occupate circa 29mila
unità.
Secondo i dati forniti dall’Irepa, l’Istituto di ricerche
economiche per la pesca e l'acquacoltura, nel 2012 gli occupati nel settore
peschereccio nazionale erano pari a circa 29mila unità, con una perdita di
circa 6mila posti di lavoro dal 2004 al 2012. “L’iniziativa è stata fortemente
voluta dal Comitato consultivo provinciale presso l’Inail di Ascoli Piceno –
spiega Fabio Valente, direttore territoriale Inail – per avviare un’azione informativa a
beneficio dei lavoratori marittimi, impegnati in un settore produttivo
caratterizzato da un’elevata rischiosità riconducibile, forse ancor più che in
altri comparti, a una scarsa cultura della sicurezza da parte di armatori,
conduttori di unità e marittimi imbarcati. Ciò ha trovato conferma, purtroppo,
in alcuni tragici eventi avvenuti nell’ultimo anno sulla nostra costa”. Nel
corso dell’incontro i temi affrontati riguarderanno, così, i rischi per la
salute e sicurezza dei lavoratori del settore, i dati degli infortuni e delle
malattie professionali e l’assistenza medica in mare.
Nel comparto pesca il
70% di tutti gli eventi mortali del settore navigazione.
Secondo i dati dell’Inail le navi da pesca rappresentano il
48,5% di tutte le imbarcazioni assicurate: la quasi totalità - il 47% del
totale - è costituta dalle imbarcazioni da pesca costiera, cioè svolta lungo le
coste continentali e insulari italiane a distanza non superiore alle venti
miglia. I dati sono forniti sia dal Settore navigazione Inail (ex Ipsema) sia
dalla Consulenza statistica attuariale dell’Istituto. “Per quanto riguarda il
comparto marittimo ex Ipsema – spiega Rosaria Bongarzone dirigente medico Inail
e referente prevenzione per le Marche – si assiste a una rilevante riduzione
del fenomeno infortunistico a fronte di una sostanziale stabilità del dato sui
casi mortali relativo all’ultimo decennio. È da notare che nel comparto pesca
si verifica il 70% di tutti gli eventi mortali del settore navigazione”.
Infortuni in calo, ma
aumentano le malattie professionali.
“Anche i dati riguardanti la piccola pesca, tradizionalmente
assicurata dall’Inail, mostrano una significativa riduzione del fenomeno
infortunistico in genere ed una parallela crescita del fenomeno tecnopatico –
continua Bongarzone – Le malattie professionali indennizzate nell’ultimo
quinquennio riguardano in maniera prevalente l’apparato muscolo-scheletrico e
sono correlate al sovraccarico funzionale che si concretizza in tutte le fasi
della pesca”. Le patologie a livello della colonna vertebrale e degli arti
superiori rappresentano, infatti, rispettivamente il 55% ed il 35% del totale
di quelle indennizzate dal 2005 al 2014. Il restante 10% riguarda gli effetti
uditivi conseguenti alla cronica esposizione al rumore (soprattutto nella sala
macchine), le patologie della cutem da esposizione alle radiazioni solari e da
contatto, e le patologie pleuriche asbesto correlate, manifestazioni della
remota esposizione ad amianto che, in un recente passato, era ampiamente
utilizzato dall’ingegneria delle costruzioni navali.
martedì 22 settembre 2015
Consumi: Coldiretti, stop pesce fresco, scatta fermo Tirreno e Ionio
Coldiretti, Nota
del 19 settembre 2015
Stop
al pesce fresco a tavola per l’avvio del fermo pesca che porta al blocco delle
attività della flotta da pesca italiana lungo lo ionio e il tirreno, da
Brindisi ad Imperia per 30 giorni consecutivi fino al 18 ottobre. A darne
notizia è Coldiretti Impresapesca in occasione dell’avvio del provvedimento che
cade in un momento difficile per le marinerie, le quali negli ultimi 30 anni
hanno perso il 35 per cento delle imbarcazioni e 18.000 posti di lavoro, mentre
si è progressivamente ridotto il grado di autoapprovvigionamento del pescato.
Con
il fermo biologico aumenta peraltro anche il rischio - sottolinea Impresapesca
Coldiretti - di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al
ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco
Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca,
dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta
alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare. Tra l’altro nei
primi tre mesi del 2015 sono stati importati in Italia oltre 233 milioni di
chili di pesci e crostacei, molluschi e altri invertebrati acquatici con un
aumento del 3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente,
secondo un’analisi Coldiretti Impresapesca su dati Istat.
Per
effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti
Impresapesca è dunque di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve
prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle
Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di
Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale),
18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7
(Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si può anche rivolgersi alle
esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti
Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica.
Il
blocco delle attività era scattato dal 26 luglio al 6 settembre per l’alto
Adriatico – spiega Impresapesca Coldiretti -, nel tratto da Trieste a Rimini
per una durata di 43 giorni, mentre per le navi, iscritte nei compartimenti
marittimi da Pesaro a Bari, l'interruzione dell'attività è iniziata il 16
agosto e terminerà il 27 settembre dopo 43 giorni consecutivi. Sardegna e
Sicilia decidono autonomamente, con uno stop di almeno trenta giorni nel
rispetto dei periodi previsti dai piani di gestione.
Resta
il fatto – denuncia Coldiretti Impresapesca - che l’attuale format del fermo
pesca, inaugurato esattamente 30 anni fa, ha ampiamente dimostrato di essere
inadeguato, poiché non tiene conto del fatto che solo alcune specie ittiche si
riproducono in questo periodo, mentre per la maggior parte delle altre si
verifica in date differenti durante il resto dell’anno. Da qui la proposta di
Coldiretti Impresapesca di differenziare il blocco delle attività a seconda
delle specie, mentre le imprese ittiche potrebbero scegliere ciascuna quando
fermarsi in un periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 ottobre.
domenica 13 settembre 2015
Individuazione delle risorse e dei criteri per l'erogazione degli aiuti alle imprese di pesca che effettuano l'interruzione temporanea obbligatoria di cui al decreto del 3 luglio 2015
Ministero delle
Politiche Agricole, Decreto Ministeriale del 6 agosto 2015 (Provvedimento
pubblicato nella G.U. 7 settembre 2015, n. 207)
Individuazione delle risorse e dei criteri per l'erogazione
degli aiuti alle imprese di pesca che effettuano l'interruzione temporanea
obbligatoria di cui al decreto del 3 luglio 2015
Art.1 - Aiuto alle
imprese di pesca
1. Per le imprese di pesca, autorizzate all'esercizio
dell'attività di pesca con il sistema «strascico» includente le reti a
strascico a divergenti, le sfogliare rapidi, le reti gemelle a divergenti, che
hanno attuato il fermo obbligatorio di cui al decreto ministeriale del 3 luglio
2015 e rispettato le misure tecniche successive all'interruzione temporanea di
cui all'art. 4, comma 1, del predetto decreto è erogato un aiuto con le
modalità indicate nel presente articolo.
2. All'onere derivante dall'attuazione della misura di fermo
obbligatorio di cui al comma 1 del presente articolo, fino a concorrenza
massima di € 15.000.000,00, si provvede con le specifiche assegnazioni della
Priorità 1 «Promuovere una pesca sostenibile sotto il profilo ambientale,
efficiente in termini di risorse, innovativa, competitiva e basata sulle
conoscenze», articoli 33, 34 e 41 del Regolamento (UE) n. 508/2014.
3. Gli aiuti di cui al comma 1 sono concessi in applicazione
dell'art. 33, paragrafo 1, lettera c) del Regolamento (UE) n. 508/2014 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 relativo al Fondo europeo
per gli affari marittimi e la pesca.
4. Gli aiuti di cui al presente articolo sono corrisposti
nella misura indicata nella tabella allegata al presente decreto, calcolati per
il numero di giorni lavorativi di fermo effettuati nei periodi stabiliti
dall'art. 2 del decreto del 3 luglio 2015, in conformità al disposto del
Programma operativo dell'intervento comunitario del Fondo europeo per gli
affari marittimi e della pesca in Italia per il periodo di programmazione
2014-2020.
5. Non accedono agli aiuti previsti dal presente articolo le
imprese che non abbiano rispettato le misure tecniche successive
all'interruzione temporanea e/o che abbiano sbarcato personale imbarcato alla
data di inizio dell'interruzione temporanea obbligatoria, fatti salvi i casi di
malattia, infortunio o sbarco volontario del lavoratore ovvero per motivi non
imputabili al beneficiario dell'aiuto di cui al presente decreto che pertanto
avrà diritto all'aiuto.
6. Ai fini del rispetto di quanto previsto dall'art. 65,
comma 6, del Reg. (UE) n. 1303/2013, l'impresa di pesca autorizzata
all'esercizio dell'attività di pesca con il sistema «strascico» includente le
reti a strascico a divergenti, le sfogliare rapidi, le reti gemelle a
divergenti, che attua il fermo obbligatorio di cui al decreto ministeriale del
3 luglio 2015 per la corresponsione dell'aiuto di cui al presente articolo,
deve presentare, entro e non oltre la fine del periodo di arresto obbligatorio
ovvero delle misure tecniche successive all'interruzione temporanea, apposita
manifestazione di interesse di cui all'allegato 2 del presente decreto. In caso
di proprietario non coincidente con l'impresa di pesca, lo stesso è tenuto a
sottoscrivere l'apposita sezione del predetto allegato, pena la non
ricevibilità del medesimo.
7. L'aiuto previsto dal presente articolo non sarà
corrisposto alle imprese che rientrano nelle fattispecie previste dall'art. 10
del Reg. (UE) 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio
2014 e del relativo Regolamento delegato (UE) 288/2015 della Commissione del 17
dicembre 2014.
8. Con decreto del direttore generale della pesca marittima
e dell'acquacoltura sono stabilite le modalità attuative del presente decreto.
9. Gli eventuali aiuti concessi alle imprese di pesca che
effettuano l'interruzione temporanea, disposta con provvedimento regionale ai
sensi dell'art. 7 del decreto del 3 luglio 2015, gravano in via esclusiva sui
pertinenti fondi regionali nel rispetto della normativa vigente in materia di
aiuti di stato.
Art.2 - Ammortizzatori
sociali in deroga
1. In relazione alla sospensione obbligatoria dell'attività
di pesca non imputabile alla volontà dell'armatore, per i marittimi imbarcati
sulle unità che eseguono l'interruzione temporanea di cui al decreto del 3
luglio 2015, verrà attivata presso il competente Ministero del lavoro e delle
politiche sociali la procedura per la erogazione del trattamento di Cassa
integrazione guadagni straordinaria in deroga, a copertura dell'intero periodo
di interruzione obbligatoria dell'attività di pesca.
Allegato 1
TABELLA 1 PER LA DETERMINAZIONE DELL'AIUTO
|
Categoria di navi
per stazza (GT)
|
Importo giornaliero
per nave (euro) escluso sabato e festivi
|
|
|
Valori * GT +
|
|
0 < 10
|
5,2 20
|
|
10 < 25
|
4,3 30
|
|
25 < 50
|
3,2 55
|
|
50 < 100
|
2,5 90
|
|
100 < 250
|
2 140
|
|
250 < 500
|
1,5 265
|
|
500 < 1.500
|
1,1 465
|
|
1.500 < 2.500
|
0,9 765
|
|
2.500 e oltre
|
0,67 1.340
|
Allegato 2
MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER L'ACCESSO AI BENEFICI DEL
PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE PESCA - FONDO FEAMP 2014/2020
Arresto temporaneo delle attività di pesca - Art. 33 del
Reg. (UE) n. 508/2014
lunedì 7 settembre 2015
Consiglio Ue agricoltura e pesca: Governo italiano già in campo da settimane con piano da 120 milioni di euro
Ministero delle
Politiche Agricole, Comunicato Stampa del 7 settembre 2015
Martina, "chiediamo misure straordinarie di aiuto per
allevatori"
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
rende noto che si svolgerà nella giornata di oggi a Bruxelles il Consiglio dei
Ministri dell'Agricoltura e della Pesca della Ue. All'appuntamento l'Italia
avanzerà un pacchetto di proposte concordato con altri Paesi, tra cui Francia,
Spagna e Portogallo.
"Penso sia evidente che quella del latte e della carne
sia una crisi di dimensione europea - ha dichiarato al suo arrivo a Bruxelles
il Ministro Maurizio Martina incontrando le delegazioni di agricoltori e
allevatori italiani -, con una dinamica dei prezzi che va sotto i costi di
produzione e mette in difficoltà gli allevatori. Servono risposte semplici e
concrete. Il rapporto tra costi di produzione e prezzi riconosciuti alla stalla
è insufficiente. Il mio obiettivo è uscire dal Consiglio Ue di oggi con misure
straordinarie per gli allevatori. Il Governo italiano è già in campo da
settimane con un piano senza precedenti da 120 milioni di euro che rappresenta
il primo tassello di una strategia complessiva che deve vedere in campo
Bruxelles. Durante il semestre di presidenza abbiamo battagliato perché
restassero 500 milioni di euro di budget per l'agricoltura. Se oggi possiamo
discutere di risorse da stanziare per intervenire è anche grazie a quella
battaglia portata avanti dall'Italia".
"E' necessario - ha aggiunto Martina - predisporre un
piano equilibrato di interventi, non molti ma sufficienti per rispondere alle
giuste esigenze degli allevatori. Mi aspetto da Consiglio lo stanziamento di un
budget chiaro e misure operative a cui gli Stati potranno accedere".
LE SEI PROPOSTE ALLA
COMMISSIONE UE
Sono sei le proposte comuni emerse dal vertice e che saranno
presentate alla Commissione europea:
- Miglioramento dei sistemi di tracciabilità ed
etichettatura dell'origine del latte.
- Stoccaggio privato dei formaggi e delle carni, che è stato
utile lo scorso anno come azione di contrasto all'embargo russo.
- Una misura straordinaria e limitata nel tempo di aumento
del prezzo di intervento per il latte in polvere.
- Una campagna di promozione straordinaria sul latte e le
carni suine sul mercato europeo e sui Paesi terzi per il rilancio dei consumi e
il sostegno alle esportazioni. Le misure di promozione dovranno prevedere
procedure flessibili e semplificate.
- Creazione di un Gruppo di alto livello europeo per analisi
costante del mercato del latte europeo dopo la fine del regime delle quote.
-Sviluppo di piattaforme logistiche nei Paesi terzi, con un
finanziamento ad hoc dalla Banca europea degli investimenti.
lunedì 17 agosto 2015
Inps - Cassa integrazione guadagni per il settore pesca
Inps, Comunicato Stampa del 14 agosto 2015
In data 11 agosto 2015 è stato trasmesso all’Istituto il
decreto interministeriale n.91411 del 7 agosto 2015, relativo alla cassa
integrazione guadagni per il settore pesca.
La prestazione è erogata al personale imbarcato, dipendente
e socio lavoratore di cui alla legge n. 142/2001 delle imprese di pesca
interessate dallo stato di crisi che ha investito il settore.
In particolare, il decreto prevede preliminarmente la
liquidazione delle istanze riferite all’annualità 2014, presentate entro il 26
gennaio 2015. Il decreto prevede altresì il termine del 25 gennaio 2016 per la
presentazione delle istanze riferite all’annualità 2015.
In data 13 agosto 2015, all’uopo l’Istituto ha pubblicato su
internet il messaggio n. 5313 e ha impartito le istruzioni operative alle sedi
territoriali per la gestione delle istanze relative all’annualità 2014,
operazione questa che, tenuto conto dei tempi tecnici di preparazione e trasmissione
dei flussi finanziari, nonché di successiva gestione da parte del sistema
bancario, consentirà l’effettiva liquidazione della prestazione, a favore dei
lavoratori interessati, a partire dai primi giorni di settembre.
giovedì 13 agosto 2015
Inps - Ammortizzatori in deroga nel settore pesca: assegnazione risorse anno 2015
Inps, Messaggio n.5313
del 13 agosto 2015
OGGETTO:
Ammortizzatori in deroga nel settore pesca - decreto n.91411
del 7 agosto 2015 - Assegnazione risorse anno 2015.
La legge 23 dicembre 2014, n.190 (legge di stabilità 2015)
ha previsto, all’art.1, comma 109, che nell’ambito delle risorse del Fondo
sociale per l’occupazione e formazione di cui all’art. 18, comma 1 del decreto
legge 29 novembre 2008, n.185, convertito con modificazioni dalla legge 28
gennaio 2009, n.2, destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in
deroga di cui all’art.2, commi 64, 65 e 66 della legge 28 giugno 2012, n.92,
per l’anno 2015, è assegnata la somma di 30 milioni di euro al finanziamento
della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore pesca. Tale somma è
stata incrementata di ulteriori 5 milioni di euro dall’art.3 del Decreto legge
21 maggio 2015, n.65.
In attuazione degli accordi in sede governativa, presso il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’8 e del 18 giugno 2015, il
decreto interministeriale n.91411 del 7 agosto 2015 ha disposto l’utilizzo
della somma complessiva di 35 milioni di euro per il finanziamento degli
ammortizzatori sociali in deroga, tenendo conto preliminarmente, fino ad esaurimento
delle risorse assegnate, delle istanze riferite alla annualità 2014 e
presentate entro e non oltre il 26 gennaio 2015, come previsto dagli accordi
governativi del 3 e 18 luglio 2014.
In applicazione dei sopracitati accordi governativi si conferma
che la CIG in deroga è erogata, secondo le disposizioni in materia, al
personale imbarcato, dipendente e socio lavoratore di cui alla legge 3 aprile
2001, n.142 delle imprese di pesca interessate dallo stato di crisi che ha
investito il settore, che benefici di un sistema retributivo con minimo
monetario garantito.
In particolare, si conferma che la concessione della
prestazione di CIG in deroga è subordinata alla verifica della presenza della
suddetta clausola “del sistema retributivo con minimo monetario garantito” nel
relativo contratto di lavoro dei beneficiari e che l’accesso alle misure di
sostegno al reddito potrà avvenire sulla base di specifici accordi, comprensivi
degli elenchi nominativi dei lavoratori beneficiari, sottoscritti dalle parti
sociali presso le locali Autorità marittime.
Il trattamento di integrazione salariale è riconosciuto in
tutte le situazioni di crisi del settore – anche collegate ai periodi di fermo
biologico – in cui si renda necessario sospendere l’attività lavorativa per
cause non imputabili al datore di lavoro e, comunque, per un periodo non
superiore al numero di giornate retribuite al lavoratore nel corso dell’anno
precedente.
Le sedi dell’Istituto territorialmente competenti
verificheranno che agli specifici accordi aziendali, sottoscritti dalle parti
sociali presso le locali Autorità marittime, sia allegato l’elenco nominativo
dei beneficiari della prestazione e che nel suddetto accordo sia prevista
l’indicazione che i lavoratori presenti nell’elenco beneficino “del sistema
retributivo con minimo monetario garantito”. Solo a seguito di tali controlli
preventivi sarà avviata la rituale verifica dei requisiti di ammissione alla
prestazione di CIG in deroga.
Ai fini del periodo massimo indennizzabile, con il
trattamento di CIG in deroga, si farà riferimento al numero di giornate
retribuite al lavoratore nel corso dell’anno precedente.
Si ribadisce, inoltre, che il requisito di carattere
generale, previsto dall’art.7 ter, c.6, del decreto legge 10 febbraio 2009,
n.5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n.33, e
dall’art.2, c.139, della legge 23 dicembre 2009, n.191 (anzianità lavorativa di
90 giorni), si applica con modalità particolari in considerazione della
specificità del settore pesca per il quale è previsto lo speciale “limite del
numero di giornate retribuite ad ogni lavoratore nel corso dell’anno
precedente”, dove per “giornate retribuite” si intendono tutte quelle
effettuate nel relativo settore anche se con datori di lavoro diversi.
Come specificato nel decreto in oggetto, le istanze relative
all’annualità 2015 – che verranno liquidate in una fase successiva rispetto al
completamento dei pagamenti relativi all’annualità 2014 – dovranno
necessariamente indicare l’effettivo numero di ore di sospensione o riduzione
dell’attività lavorativa per ogni lavoratore.
Le aziende dovranno inviare telematicamente, entro e non
oltre la data del 25 gennaio 2016, le istanze relative all’annualità 2015
utilizzando il software INPS “DIGIWEB”. La domanda in automatico sarà
indirizzata alla sede territorialmente competente.
Pertanto, le istanze dovranno riferirsi a periodi di
intervento di CIG cosiddetti “scaduti”, intendendosi come tali i periodi
antecedenti alla data di presentazione dell’istanza stessa. Si precisa,
conseguentemente, che non potranno essere prese in considerazione le istanze
che non presentano i suddetti requisiti.
Si rappresenta, infine, che, a seguito della chiusura dei
pagamenti relativi all’annualità 2014, l’Istituto procederà al monitoraggio
della spesa ed alla quantificazione del residuo delle risorse assegnate con il
decreto in oggetto, fornendone comunicazione al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali. Il Ministero, nel caso in cui il residuo risulti inferiore
all’ammontare delle spese preventivate per i pagamenti relativi all’annualità
2015, provvederà ad autorizzare i pagamenti nei limiti delle risorse
disponibili, fornendo i criteri di utilizzo di tali risorse nel rispetto della
parità di accesso al trattamento dell’integrazione salariale.
Pertanto, solo dopo aver ricevuto la comunicazione da parte
del Ministero dei criteri da adottare per l’utilizzo delle succitate risorse,
verranno impartite istruzioni operative, con specifico messaggio della
Direzione Centrale prestazioni a sostegno del reddito, per l’autorizzazione e
l’erogazione delle prestazioni di integrazione salariale per periodi di
intervento relativi all’annualità 2015.
Conseguentemente, non sarà possibile, fino al completamento
delle suddette fasi preliminari, autorizzare periodi relativi all’annualità
2015.
Si evidenzia infine che – ai fini del monitoraggio e del
rispetto del limite delle disponibilità finanziarie – è previsto esclusivamente
il pagamento diretto da parte dell’INPS dei trattamenti di sostegno al reddito.
venerdì 26 giugno 2015
Inps: Ammortizzatori sociali in deroga nel settore pesca - Accordi in sede governativa dell’8 e del 18 giugno 2015
INPS - Messaggio
n.4311 del 24 giugno 2015
La
legge 23 dicembre 2014, n.190 (legge di stabilità 2015) ha previsto, all’art.1,
comma 109, che nell’ambito delle risorse del Fondo sociale per l’occupazione e
formazione di cui all’art. 18, comma 1 del decreto legge del 29 novembre 2008,
n.185, convertito con modificazioni dalla legge del 28 gennaio 2009, n.2,
destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui
all’art.2, commi 64, 65 e 66 della legge 28 giugno 2012, n.92, per l’anno 2015,
è assegnata la somma di trenta milioni di euro per il finanziamento della cassa
integrazione guadagni in deroga per il settore pesca, incrementata di ulteriori
cinque milioni di euro, come previsto dall’art.3 del D.L. 21 maggio 2015, n.65.
In
data 8 giugno e 18 giugno 2015 sono stati sottoscritti i verbali di accordo in
sede governativa presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per
l’accesso, per l’anno 2015, agli ammortizzatori sociali in deroga nel Settore
Pesca (che si allegano).
Il
relativo decreto di concessione è in corso di emanazione da parte dei Ministeri
vigilanti e solo dopo l’adozione di tale provvedimento saranno definiti gli
indirizzi gestionali, rivolti alle aziende, per la presentazione delle domande
2015 e le istruzioni operative rivolte alle sedi territorialmente competenti
per l’effettuazione dei pagamenti sia in riferimento all’anno di competenza
2015, sia all’annualità 2014, in particolare per le istanze presentate nei
termini, entro e non oltre il 26 gennaio 2015.
Tutto
ciò premesso, si anticipa alle sedi territoriali il contenuto dei suddetti
accordi. Con i sopracitati verbali è stato previsto l’utilizzo del
finanziamento complessivo pari a 35 milioni di euro per la CIG in deroga del
settore pesca, per gli interventi relativi all’anno in corso e comunque, sino
ad esaurimento delle risorse assegnate, tenuto conto preliminarmente delle
istanze ad oggi giacenti, riferite alle annualità 2014 e presentate entro e non
oltre il 26 gennaio 2015, come previsto dall’accordo governativo di settore del
3 luglio 2014.
Si
conferma che la CIG in deroga è erogata secondo le disposizioni in materia per
il personale imbarcato, dipendente e socio lavoratore di cui alla legge 3
aprile 2001, n.142 delle imprese di pesca interessate dallo stato di crisi che
ha investito il settore e che benefici di un sistema retributivo con minimo
monetario garantito.
Il
trattamento di integrazione salariale per l’annualità 2015 è riconosciuto in
tutte le situazioni di crisi del settore, anche collegate al fermo biologico,
in cui si renda necessario sospendere l’attività lavorativa per cause non
imputabili al datore di lavoro. Nei sopracitati verbali di accordo, per
assicurare l’autorizzazione e l’erogazione della prestazione di CIG in deroga,
è espressamente prevista la stipula di specifici accordi, comprensivi degli
elenchi nominativi dei lavoratori beneficiari, sottoscritti dalle parti sociali
presso le locali Autorità marittime. Si fa presente che le domande dovranno,
altresì, indicare il numero di ore di effettiva sospensione per ogni lavoratore
e dovranno essere presentate alle sedi Inps competenti per territorio entro e
non oltre la data del 25 gennaio 2016.
L’Inps
viene, inoltre, incaricata di effettuare, entro il mese di marzo 2016, il
monitoraggio e la quantificazione della previsione di spesa necessaria per
effettuare i pagamenti di competenza 2015. Di tale monitoraggio l’Inps darà
comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che provvederà
ad autorizzare i pagamenti nei limiti delle risorse disponibili.
Pertanto,
solo a seguito della suddetta autorizzazione da parte del Ministero vigilante
sarà possibile procedere ai pagamenti per i periodi di competenza 2015.
Si
evidenzia, che al fine di facilitare il monitoraggio, è previsto esclusivamente
il pagamento diretto da parte dell’INPS dei trattamenti di sostegno al reddito.
Tutto
ciò premesso, si ribadisce che, a seguito dell’emanazione del decreto di
concessione della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della
pesca per l’anno 2015, questa Direzione provvederà, con appositi messaggi, a
fornire le specifiche indicazioni per la presentazione delle domande relative a
periodi di competenza 2015 e le istruzioni operative per i pagamenti delle
istanze relative ai periodi di competenza 2014, presentate nei termini di cui
all’accordo governativo di settore del 3 luglio 2014.
lunedì 8 giugno 2015
Imprese del settore della pesca, accordo per la Cig in deroga
Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali, Comunicato Stampa dell’8 giugno 2015
Dichiarazione
della Sottosegretaria Teresa Bellanova
La
Sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova ha firmato questa mattina, presso il
Ministero del Lavoro, l'accordo per la cassa integrazione in deroga per i
lavoratori della pesca, un settore caratterizzato prevalentemente da micro
imprese che sta affrontando una crisi molto dura e soggetto al cosiddetto fermo
biologico (non dipendente cioè dalla volontà del datore di lavoro, ma dal
fisiologico ciclo naturale annuale).
A
tale scopo, la Legge di Stabilità 2015 ha stanziato 30 milioni di euro; a
questi – come previsto dall'accordo odierno – vanno ad aggiungersi 5 milioni di
euro assegnati dal Decreto Pensioni del 21 maggio scorso e, infine, 10 milioni
di euro residui delle annualità precedenti. Con la firma dell'accordo odierno
si completa dunque l'iter di copertura della Cig in deroga residua del 2014 e
del 2015.
Destinatari
della misura il personale imbarcato, dipendente o socio lavoratore delle
imprese di pesca interessate dallo stato di crisi. L'intesa è stata
sottoscritta dalle parti sociali datoriali e sindacali.
"La
crisi economica, che sembra essere ai suoi colpi di coda finali, fa però
tuttora sentire i suoi effetti in particolare nelle piccole realtà produttive
che non beneficiano delle stesse tutele delle grandi aziende. Con l'accordo di
questa mattina, andiamo a garantire il reddito dei lavoratori delle imprese di
un settore che sta pagando prezzi molto alti alla recessione già da diverso
tempo".
Così
la Sottosegretaria Bellanova ha commentato a margine della firma. "La
pesca è un settore fondamentale e caratterizzante dell'economia del nostro
Paese, e insieme alla garanzia degli ammortizzatori sociali abbiamo assicurato
l'impegno delle istituzioni ad approfondire tutte le problematiche in questo
ambito legate al riassetto del mercato del lavoro".
mercoledì 11 marzo 2015
Pescatori autonomi: aliquota contributiva per l’anno 2015
Nella
Circolare n.55 del 10 marzo 2015, l’Inps ha ricordato che i lavoratori autonomi
che svolgono l'attività di pesca, anche quando non siano associati in cooperativa,
sono soggetti alla Legge n.250 del 13 marzo 1958, e sono tenuti a versare all'Istituto un
contributo mensile, soggetto ad adeguamento annuale, commisurato alla misura
del salario convenzionale per i pescatori della piccola pesca marittima e delle
acque interne associati in cooperativa.
In
relazione al 2015, poiché la variazione dell’indice dei prezzi al consumo è
stata accertata dall’Istat nello 0,2%, la misura del salario giornaliero
convenzionale per i pescatori soggetti alla norma suddetta risulta essere il
seguente:
|
Anno 2014
|
Retribuzione
convenzionale
|
|
Misura
giornaliera
|
26,49
€
|
|
Misura
mensile (25 gg.)
|
662,00
€
|
Di
conseguenza, per l’anno in corso i contributi dovuti dai pescatori “autonomi”
devono essere calcolati sulla predetta
retribuzione mensile.
Aliquota
contributiva dovuta al FPLD
I
pescatori autonomi sono soggetti all’aumento di 4,29 punti percentuali (1); tale
incremento è applicato gradualmente in ragione di 0,50% ogni due anni a partire
dal 1° gennaio 1997, con ultimo aumento di 0,29 % dal 1° gennaio 2013.
Conseguentemente
a decorrere dal 1° gennaio 2014 e per l’anno 2015 nei confronti dei pescatori
l’aliquota contributiva resta ferma nella misura del 14,90%.
Tale aliquota risulta determinata come segue:
|
Gestione
F.P.L.D.
|
Aliquote
|
Coefficienti
di ripartizione
|
|
Base
|
0,11
|
0,007383
|
|
Adeguamento
|
14,79
|
0,992617
|
|
Totale
|
14,90
|
1,000000
|
Il
contributo mensile per l'anno 2015, risultante dall'applicazione dell'aliquota
contributiva alla retribuzione convenzionale, è pari a 98,64 €, così suddiviso:
|
F.P.L.D.
|
Contributo
mensile
|
|
Base
|
0,73
|
|
Adeguamento
|
97,91
|
|
Totale
|
98,64
|
Sgravio
contributivo ex art.2, comma 2, della legge 22 dicembre 2008, n.203
La
Legge di Stabilità 2013 ha disposto che i benefici di cui all'art.6 del D.L.
n.457 del 30 dicembre 1997 (2) sono corrisposti nel limite del 63,2 % per
gli anni 2013 e 2014, del 57,5 % per l'anno 2015 e del 50,3 % a
decorrere dall'anno 2016.
A
far tempo dal periodo “gennaio 2013”, quindi, le imprese in questione sono
tenute a diminuire la percentuale del beneficio spettante, che - in conseguenza
- si attesterà sulle seguenti percentuali:
-
63,20%
per gli anni 2013 e 2014;
-
57,50%
per il 2015;
-
50,30%
per il 2016.
Conseguentemente,
il contributo mensile, al netto della predetta agevolazione, deve essere
corrisposto in misura pari a 41,92 €, così
suddiviso:
|
F.P.L.D.
|
Contributo
mensile
|
|
Base
|
0,31
€
|
|
Adeguamento
|
41,61
€
|
|
Totale
|
41,92 €
|
Riscossione del
contributo di maternità
Con
la Circolare n.130 del 16 settembre 2013, l’Istituto ha disciplinato l’estensione del diritto
all’indennità di maternità alle pescatrici autonome della piccola pesca e delle
acque interne (3).
Ai
sensi del nuovo comma 1-bis inserito nell’art.82 del D.Lgs. n.151/2001, alla
copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del predetto beneficio si
provvede con il versamento di un contributo, la cui misura a carico di ogni
iscritto al fondo di cui all’art.12, comma 3, della Legge n.250/1958 è uguale a
quella prevista per ogni iscritto all’assicurazione IVS per le gestioni dei
coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani ed esercenti attività
commerciali, ossia pari all’importo mensile di 0,62 €. Lo stesso è riscosso congiuntamente al
contributo IVS.
Modalità di
versamento
Nulla
è stato innovato in materia di versamento del contributo che, si rammenta, deve
essere effettuato in rate mensili aventi scadenza il giorno 16 di ogni mese.
L’Istituto
provvederà ad inviare agli assicurati le comunicazioni contenenti i dati utili
per il versamento della contribuzione dovuta per l’anno 2015.
Da
ultimo, la Circolare in commento ha ribadito che ai pescatori autonomi titolari
di partita Iva non verranno più inviati i modelli F24 (4).
Valerio
Pollastrini
1)
-
in base alle disposizioni di cui al Decreto Interministeriale del 21 febbraio
1996 – emanato in attuazione dell’art.3, comma 23, della Legge n.335 dell’8
agosto 1995 – e dell’art.27, comma 2-bis, della Legge n.30 del 28 febbraio
1997;
2)
-
convertito, con modificazioni, dalla Legge n.30 del 27 febbraio 1998;
3)
-
di cui alla Legge n.250 del 13 marzo 1958
e s.m.i.;
4)
in
applicazione di quanto disposto dall’art.37, comma 49, del D.L. n.223 del 4
luglio 2006, convertito, con modificazioni,
dalla Legge n.248 del 4 agosto 2006, e
dall’art.1 del Decreto del Presidente del Consiglio del 4 ottobre 2006;
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