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giovedì 11 febbraio 2016

Inps – Contributi 2016 per i Pescatori Autonomi

Inps, Circolare n.24 del 09 febbraio 2016

OGGETTO:
Pescatori autonomi. Aliquota contributiva per l’anno 2016
SOMMARIO:
Con la presente circolare l’Istituto comunica, relativamente all’anno 2016, le aliquote vigenti per i lavoratori autonomi che svolgono attività di pesca e rammenta le modalità e termini per il versamento

lunedì 25 gennaio 2016

Federpesca – Sgravi Legge n.30 del 27 febbraio 1998

Federpesca, Nota del 20 gennaio 2016

I benefici di cui all’art.6 del DL 30/12/1997 n.457, convertito, dalla legge 27 febbraio 1998 n.30, sono corrisposti nella misura del 50,30% a decorrere dall’anno 2016. Lo stabilisce il comma 74 dell’art.1, legge n.228/2012.

Trattasi degli sgravi contributivi per le imprese che esercitano la pesca costiera nonché per quelle che esercitano la pesca in acque interne e lagunari che, dall’anno 2016 anziché il 57,50% applicheranno il 50,30%.

Federpesca – Aggiornamento Uniemens armatori imbarcati

Federpesca, Nota del 21 gennaio 2016

Facendo seguito all’iniziativa di Federpesca (v. precedente news) la Direzione Generale dell’INPS ha provveduto a verificare e risolvere i problemi riscontrati nell’invio telematico dei modelli UNIEMENS per gli armatori individuali imbarcati.

sabato 12 dicembre 2015

Inail - Salute dei marittimi, presentati in Puglia i risultati del progetto “Pesca sicura”

Inail, News del 7 dicembre 2015

Illustrati gli esiti delle rilevazioni condotte direttamente in fase di navigazione a bordo dei pescherecci. Il monitoraggio ha consentito di realizzare una mappatura dei fattori di rischio all’interno del comparto e la predisposizione di specifiche strategie di intervento per la promozione della cultura della prevenzione

mercoledì 9 dicembre 2015

Autorizzazione allo svolgimento dell'attività di pesca nelle giornate 8, 19 e 20 dicembre 2015 nonché 6 gennaio 2016 e 2 giugno 2016

Ministero delle Politiche Agricole, Decreto Ministeriale del 23 novembre 2015 (Provvedimento pubblicato nella G.U. 4 dicembre 2015, n. 283)

Art.1
1. In deroga al disposto di cui all'art. 3, comma 1 del decreto 3 luglio 2015, è consentito, facoltativamente e per singola impresa, in tutti i Compartimenti marittimi lo svolgimento dell'attività di pesca con i sistemi strascico e/o volante e circuizione nei giorni di martedì 8, sabato, 19 e domenica 20 dicembre 2015 nonché di mercoledì 6 gennaio e di giovedì 2 giugno 2016.

domenica 6 dicembre 2015

Pesca autorizzata nelle festività di dicembre e gennaio

Federpesca, Nota del 2 dicembre 2015

Autorizzazione allo svolgimento dell’attività di pesca nelle giornate del 8, 19 e 20 dicembre 2015 nonché 6 gennaio 2016 e 2 giugno 2016

Pubblichiamo il decreto 23 novembre 2015 in merito all’oggetto (vedere allegato) direttamente dalla Direzione Generale Pesca e Acquacoltura.

domenica 29 novembre 2015

Federpesca – Chiesta la deroga al fermo pesca per le festività di fine anno

Federpesca, Nota del 24 novembre 2015

Con propria nota del 23 novembre, Federpesca ha richiesto al Mipaaf – DG Pesca e Acquacoltura l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di pesca in deroga nelle giornate di sabato, domenica e festivi in coincidenza con le festività di fine anno.

sabato 31 ottobre 2015

Siglato il protocollo d’intesa tra Assoittica Italia ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto

Federpesca, Nota del 9 ottobre 2015

Il 7 ottobre 2015 presso gli uffici di Federpesca-Assoittica Italia è stato siglato il “Protocollo di intesa per iniziative comuni tese allo sviluppo del settore ittico mediante il supporto agli operatori della filiera ittica da parte delle autorità competenti in materia di etichettatura, tracciabilità e protezione delle risorse ittiche e più in generale per l’implementazione e la valorizzazione della filiera dei prodotti ittici” sottoscritto tra il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera ed Assoittica Italia.

lunedì 19 ottobre 2015

Consumi: Coldiretti, torna pesce fresco, finito fermo in Italia

Coldiretti, Nota del 18 ottobre 2015

​Tornano finalmente in mare i pescherecci lungo la costa dell’intera Penisola per rifornire di pesce fresco dall'inizio della settimana i mercati, la filiera e la ristorazione, con la fine del fermo pesca lungo lo ionio e il tirreno, da Brindisi ad Imperia, che è stato l’ultimo tratto di mare ad essere interessato dal provvedimento di blocco delle attività che ha riguardato quest’estate anche l’adriatico. Lo rende noto Impresa Pesca Coldiretti che auspica che

domenica 27 settembre 2015

Salute e sicurezza nella pesca: Inail organizza un incontro per i lavoratori del settore

Inail, News del 25 settembre 2015

Occupati in un comparto dall’elevata rischiosità, sono sempre più soggetti alle tecnopatie. Il 26 settembre, presso la Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, una giornata informativa per la promozione di un’informazione corretta e il trasferimento di strumenti pratici e procedure utili alla prevenzione

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) – Si svolgerà il 26 settembre, presso la Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, l’incontro “I lavoratori marittimi – Lavoro, rischi e tutele” organizzato da Inail, Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, Asur - Azienda sanitaria unica regionale 2 e 5 e dalle parti sociali con l’obiettivo di promuovere un’informazione corretta e il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nel settore.

Occupate circa 29mila unità.
Secondo i dati forniti dall’Irepa, l’Istituto di ricerche economiche per la pesca e l'acquacoltura, nel 2012 gli occupati nel settore peschereccio nazionale erano pari a circa 29mila unità, con una perdita di circa 6mila posti di lavoro dal 2004 al 2012. “L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Comitato consultivo provinciale presso l’Inail di Ascoli Piceno – spiega Fabio Valente, direttore territoriale Inail  – per avviare un’azione informativa a beneficio dei lavoratori marittimi, impegnati in un settore produttivo caratterizzato da un’elevata rischiosità riconducibile, forse ancor più che in altri comparti, a una scarsa cultura della sicurezza da parte di armatori, conduttori di unità e marittimi imbarcati. Ciò ha trovato conferma, purtroppo, in alcuni tragici eventi avvenuti nell’ultimo anno sulla nostra costa”. Nel corso dell’incontro i temi affrontati riguarderanno, così, i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori del settore, i dati degli infortuni e delle malattie professionali e l’assistenza medica in mare.

Nel comparto pesca il 70% di tutti gli eventi mortali del settore navigazione.
Secondo i dati dell’Inail le navi da pesca rappresentano il 48,5% di tutte le imbarcazioni assicurate: la quasi totalità - il 47% del totale - è costituta dalle imbarcazioni da pesca costiera, cioè svolta lungo le coste continentali e insulari italiane a distanza non superiore alle venti miglia. I dati sono forniti sia dal Settore navigazione Inail (ex Ipsema) sia dalla Consulenza statistica attuariale dell’Istituto. “Per quanto riguarda il comparto marittimo ex Ipsema – spiega Rosaria Bongarzone dirigente medico Inail e referente prevenzione per le Marche – si assiste a una rilevante riduzione del fenomeno infortunistico a fronte di una sostanziale stabilità del dato sui casi mortali relativo all’ultimo decennio. È da notare che nel comparto pesca si verifica il 70% di tutti gli eventi mortali del settore navigazione”.

Infortuni in calo, ma aumentano le malattie professionali.
“Anche i dati riguardanti la piccola pesca, tradizionalmente assicurata dall’Inail, mostrano una significativa riduzione del fenomeno infortunistico in genere ed una parallela crescita del fenomeno tecnopatico – continua Bongarzone – Le malattie professionali indennizzate nell’ultimo quinquennio riguardano in maniera prevalente l’apparato muscolo-scheletrico e sono correlate al sovraccarico funzionale che si concretizza in tutte le fasi della pesca”. Le patologie a livello della colonna vertebrale e degli arti superiori rappresentano, infatti, rispettivamente il 55% ed il 35% del totale di quelle indennizzate dal 2005 al 2014. Il restante 10% riguarda gli effetti uditivi conseguenti alla cronica esposizione al rumore (soprattutto nella sala macchine), le patologie della cutem da esposizione alle radiazioni solari e da contatto, e le patologie pleuriche asbesto correlate, manifestazioni della remota esposizione ad amianto che, in un recente passato, era ampiamente utilizzato dall’ingegneria delle costruzioni navali.

martedì 22 settembre 2015

Consumi: Coldiretti, stop pesce fresco, scatta fermo Tirreno e Ionio

Coldiretti, Nota del 19 settembre 2015

​Stop al pesce fresco a tavola per l’avvio del fermo pesca che porta al blocco delle attività della flotta da pesca italiana lungo lo ionio e il tirreno, da Brindisi ad Imperia per 30 giorni consecutivi fino al 18 ottobre. A darne notizia è Coldiretti Impresapesca in occasione dell’avvio del provvedimento che cade in un momento difficile per le marinerie, le quali negli ultimi 30 anni hanno perso il 35 per cento delle imbarcazioni e 18.000 posti di lavoro, mentre si è progressivamente ridotto il grado di autoapprovvigionamento del pescato.

Con il fermo biologico aumenta peraltro anche il rischio - sottolinea Impresapesca Coldiretti - di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare. Tra l’altro nei primi tre mesi del 2015 sono stati importati in Italia oltre 233 milioni di chili di pesci e crostacei, molluschi e altri invertebrati acquatici con un aumento del 3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo un’analisi Coldiretti Impresapesca su dati Istat.

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è dunque di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si può anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica.

Il blocco delle attività era scattato dal 26 luglio al 6 settembre per l’alto Adriatico – spiega Impresapesca Coldiretti -, nel tratto da Trieste a Rimini per una durata di 43 giorni, mentre per le navi, iscritte nei compartimenti marittimi da Pesaro a Bari, l'interruzione dell'attività è iniziata il 16 agosto e terminerà il 27 settembre dopo 43 giorni consecutivi. Sardegna e Sicilia decidono autonomamente, con uno stop di almeno trenta giorni nel rispetto dei periodi previsti dai piani di gestione.

Resta il fatto – denuncia Coldiretti Impresapesca - che l’attuale format del fermo pesca, inaugurato esattamente 30 anni fa, ha ampiamente dimostrato di essere inadeguato, poiché non tiene conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo, mentre per la maggior parte delle altre si verifica in date differenti durante il resto dell’anno. Da qui la proposta di Coldiretti Impresapesca di differenziare il blocco delle attività a seconda delle specie, mentre le imprese ittiche potrebbero scegliere ciascuna quando fermarsi in un periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 ottobre.

domenica 13 settembre 2015

Individuazione delle risorse e dei criteri per l'erogazione degli aiuti alle imprese di pesca che effettuano l'interruzione temporanea obbligatoria di cui al decreto del 3 luglio 2015

Ministero delle Politiche Agricole, Decreto Ministeriale del 6 agosto 2015 (Provvedimento pubblicato nella G.U. 7 settembre 2015, n. 207)

Individuazione delle risorse e dei criteri per l'erogazione degli aiuti alle imprese di pesca che effettuano l'interruzione temporanea obbligatoria di cui al decreto del 3 luglio 2015

Art.1 - Aiuto alle imprese di pesca
1. Per le imprese di pesca, autorizzate all'esercizio dell'attività di pesca con il sistema «strascico» includente le reti a strascico a divergenti, le sfogliare rapidi, le reti gemelle a divergenti, che hanno attuato il fermo obbligatorio di cui al decreto ministeriale del 3 luglio 2015 e rispettato le misure tecniche successive all'interruzione temporanea di cui all'art. 4, comma 1, del predetto decreto è erogato un aiuto con le modalità indicate nel presente articolo.

2. All'onere derivante dall'attuazione della misura di fermo obbligatorio di cui al comma 1 del presente articolo, fino a concorrenza massima di € 15.000.000,00, si provvede con le specifiche assegnazioni della Priorità 1 «Promuovere una pesca sostenibile sotto il profilo ambientale, efficiente in termini di risorse, innovativa, competitiva e basata sulle conoscenze», articoli 33, 34 e 41 del Regolamento (UE) n. 508/2014.

3. Gli aiuti di cui al comma 1 sono concessi in applicazione dell'art. 33, paragrafo 1, lettera c) del Regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

4. Gli aiuti di cui al presente articolo sono corrisposti nella misura indicata nella tabella allegata al presente decreto, calcolati per il numero di giorni lavorativi di fermo effettuati nei periodi stabiliti dall'art. 2 del decreto del 3 luglio 2015, in conformità al disposto del Programma operativo dell'intervento comunitario del Fondo europeo per gli affari marittimi e della pesca in Italia per il periodo di programmazione 2014-2020.

5. Non accedono agli aiuti previsti dal presente articolo le imprese che non abbiano rispettato le misure tecniche successive all'interruzione temporanea e/o che abbiano sbarcato personale imbarcato alla data di inizio dell'interruzione temporanea obbligatoria, fatti salvi i casi di malattia, infortunio o sbarco volontario del lavoratore ovvero per motivi non imputabili al beneficiario dell'aiuto di cui al presente decreto che pertanto avrà diritto all'aiuto.

6. Ai fini del rispetto di quanto previsto dall'art. 65, comma 6, del Reg. (UE) n. 1303/2013, l'impresa di pesca autorizzata all'esercizio dell'attività di pesca con il sistema «strascico» includente le reti a strascico a divergenti, le sfogliare rapidi, le reti gemelle a divergenti, che attua il fermo obbligatorio di cui al decreto ministeriale del 3 luglio 2015 per la corresponsione dell'aiuto di cui al presente articolo, deve presentare, entro e non oltre la fine del periodo di arresto obbligatorio ovvero delle misure tecniche successive all'interruzione temporanea, apposita manifestazione di interesse di cui all'allegato 2 del presente decreto. In caso di proprietario non coincidente con l'impresa di pesca, lo stesso è tenuto a sottoscrivere l'apposita sezione del predetto allegato, pena la non ricevibilità del medesimo.

7. L'aiuto previsto dal presente articolo non sarà corrisposto alle imprese che rientrano nelle fattispecie previste dall'art. 10 del Reg. (UE) 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 e del relativo Regolamento delegato (UE) 288/2015 della Commissione del 17 dicembre 2014.

8. Con decreto del direttore generale della pesca marittima e dell'acquacoltura sono stabilite le modalità attuative del presente decreto.

9. Gli eventuali aiuti concessi alle imprese di pesca che effettuano l'interruzione temporanea, disposta con provvedimento regionale ai sensi dell'art. 7 del decreto del 3 luglio 2015, gravano in via esclusiva sui pertinenti fondi regionali nel rispetto della normativa vigente in materia di aiuti di stato.

Art.2 - Ammortizzatori sociali in deroga
1. In relazione alla sospensione obbligatoria dell'attività di pesca non imputabile alla volontà dell'armatore, per i marittimi imbarcati sulle unità che eseguono l'interruzione temporanea di cui al decreto del 3 luglio 2015, verrà attivata presso il competente Ministero del lavoro e delle politiche sociali la procedura per la erogazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga, a copertura dell'intero periodo di interruzione obbligatoria dell'attività di pesca.

Allegato 1

TABELLA 1 PER LA DETERMINAZIONE DELL'AIUTO

Categoria di navi per stazza (GT)
Importo giornaliero per nave (euro) escluso sabato e festivi
 
Valori * GT                                            +
0 < 10
5,2                                                         20
10 < 25
4,3                                                         30
25 < 50
3,2                                                         55
50 < 100
2,5                                                         90
100 < 250
2                                                          140
250 < 500
1,5                                                       265
500 < 1.500
1,1                                                       465
1.500 < 2.500
0,9                                                       765
2.500 e oltre
0,67                                                  1.340

Allegato 2

MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER L'ACCESSO AI BENEFICI DEL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE PESCA - FONDO FEAMP 2014/2020

Arresto temporaneo delle attività di pesca - Art. 33 del Reg. (UE) n. 508/2014

lunedì 7 settembre 2015

Consiglio Ue agricoltura e pesca: Governo italiano già in campo da settimane con piano da 120 milioni di euro

Ministero delle Politiche Agricole, Comunicato Stampa del 7 settembre 2015

Martina, "chiediamo misure straordinarie di aiuto per allevatori"

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si svolgerà nella giornata di oggi a Bruxelles il Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura e della Pesca della Ue. All'appuntamento l'Italia avanzerà un pacchetto di proposte concordato con altri Paesi, tra cui Francia, Spagna e Portogallo.

"Penso sia evidente che quella del latte e della carne sia una crisi di dimensione europea - ha dichiarato al suo arrivo a Bruxelles il Ministro Maurizio Martina incontrando le delegazioni di agricoltori e allevatori italiani -, con una dinamica dei prezzi che va sotto i costi di produzione e mette in difficoltà gli allevatori. Servono risposte semplici e concrete. Il rapporto tra costi di produzione e prezzi riconosciuti alla stalla è insufficiente. Il mio obiettivo è uscire dal Consiglio Ue di oggi con misure straordinarie per gli allevatori. Il Governo italiano è già in campo da settimane con un piano senza precedenti da 120 milioni di euro che rappresenta il primo tassello di una strategia complessiva che deve vedere in campo Bruxelles. Durante il semestre di presidenza abbiamo battagliato perché restassero 500 milioni di euro di budget per l'agricoltura. Se oggi possiamo discutere di risorse da stanziare per intervenire è anche grazie a quella battaglia portata avanti dall'Italia".

"E' necessario - ha aggiunto Martina - predisporre un piano equilibrato di interventi, non molti ma sufficienti per rispondere alle giuste esigenze degli allevatori. Mi aspetto da Consiglio lo stanziamento di un budget chiaro e misure operative a cui gli Stati potranno accedere".

LE SEI PROPOSTE ALLA COMMISSIONE UE
Sono sei le proposte comuni emerse dal vertice e che saranno presentate alla Commissione europea:

- Miglioramento dei sistemi di tracciabilità ed etichettatura dell'origine del latte.

- Stoccaggio privato dei formaggi e delle carni, che è stato utile lo scorso anno come azione di contrasto all'embargo russo.

- Una misura straordinaria e limitata nel tempo di aumento del prezzo di intervento per il latte in polvere.

- Una campagna di promozione straordinaria sul latte e le carni suine sul mercato europeo e sui Paesi terzi per il rilancio dei consumi e il sostegno alle esportazioni. Le misure di promozione dovranno prevedere procedure flessibili e semplificate.

- Creazione di un Gruppo di alto livello europeo per analisi costante del mercato del latte europeo dopo la fine del regime delle quote.

-Sviluppo di piattaforme logistiche nei Paesi terzi, con un finanziamento ad hoc dalla Banca europea degli investimenti.

lunedì 17 agosto 2015

Inps - Cassa integrazione guadagni per il settore pesca

Inps,  Comunicato Stampa del 14 agosto 2015

In data 11 agosto 2015 è stato trasmesso all’Istituto il decreto interministeriale n.91411 del 7 agosto 2015, relativo alla cassa integrazione guadagni per il settore pesca.

La prestazione è erogata al personale imbarcato, dipendente e socio lavoratore di cui alla legge n. 142/2001 delle imprese di pesca interessate dallo stato di crisi che ha investito il settore.

In particolare, il decreto prevede preliminarmente la liquidazione delle istanze riferite all’annualità 2014, presentate entro il 26 gennaio 2015. Il decreto prevede altresì il termine del 25 gennaio 2016 per la presentazione delle istanze riferite all’annualità 2015.

In data 13 agosto 2015, all’uopo l’Istituto ha pubblicato su internet il messaggio n. 5313 e ha impartito le istruzioni operative alle sedi territoriali per la gestione delle istanze relative all’annualità 2014, operazione questa che, tenuto conto dei tempi tecnici di preparazione e trasmissione dei flussi finanziari, nonché di successiva gestione da parte del sistema bancario, consentirà l’effettiva liquidazione della prestazione, a favore dei lavoratori interessati, a partire dai primi giorni di settembre.

giovedì 13 agosto 2015

Inps - Ammortizzatori in deroga nel settore pesca: assegnazione risorse anno 2015

Inps, Messaggio n.5313 del 13 agosto 2015

OGGETTO: 
Ammortizzatori in deroga nel settore pesca - decreto n.91411 del 7 agosto 2015 - Assegnazione risorse anno 2015.

La legge 23 dicembre 2014, n.190 (legge di stabilità 2015) ha previsto, all’art.1, comma 109, che nell’ambito delle risorse del Fondo sociale per l’occupazione e formazione di cui all’art. 18, comma 1 del decreto legge 29 novembre 2008, n.185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n.2, destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’art.2, commi 64, 65 e 66 della legge 28 giugno 2012, n.92, per l’anno 2015, è assegnata la somma di 30 milioni di euro al finanziamento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore pesca. Tale somma è stata incrementata di ulteriori 5 milioni di euro dall’art.3 del Decreto legge 21 maggio 2015, n.65.

In attuazione degli accordi in sede governativa, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’8 e del 18 giugno 2015, il decreto interministeriale n.91411 del 7 agosto 2015 ha disposto l’utilizzo della somma complessiva di 35 milioni di euro per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, tenendo conto preliminarmente, fino ad esaurimento delle risorse assegnate, delle istanze riferite alla annualità 2014 e presentate entro e non oltre il 26 gennaio 2015, come previsto dagli accordi governativi del 3 e 18 luglio 2014.

In applicazione dei sopracitati accordi governativi si conferma che la CIG in deroga è erogata, secondo le disposizioni in materia, al personale imbarcato, dipendente e socio lavoratore di cui alla legge 3 aprile 2001, n.142 delle imprese di pesca interessate dallo stato di crisi che ha investito il settore, che benefici di un sistema retributivo con minimo monetario garantito.

In particolare, si conferma che la concessione della prestazione di CIG in deroga è subordinata alla verifica della presenza della suddetta clausola “del sistema retributivo con minimo monetario garantito” nel relativo contratto di lavoro dei beneficiari e che l’accesso alle misure di sostegno al reddito potrà avvenire sulla base di specifici accordi, comprensivi degli elenchi nominativi dei lavoratori beneficiari, sottoscritti dalle parti sociali presso le locali Autorità marittime.

Il trattamento di integrazione salariale è riconosciuto in tutte le situazioni di crisi del settore – anche collegate ai periodi di fermo biologico – in cui si renda necessario sospendere l’attività lavorativa per cause non imputabili al datore di lavoro e, comunque, per un periodo non superiore al numero di giornate retribuite al lavoratore nel corso dell’anno precedente.

Le sedi dell’Istituto territorialmente competenti verificheranno che agli specifici accordi aziendali, sottoscritti dalle parti sociali presso le locali Autorità marittime, sia allegato l’elenco nominativo dei beneficiari della prestazione e che nel suddetto accordo sia prevista l’indicazione che i lavoratori presenti nell’elenco beneficino “del sistema retributivo con minimo monetario garantito”. Solo a seguito di tali controlli preventivi sarà avviata la rituale verifica dei requisiti di ammissione alla prestazione di CIG in deroga.

Ai fini del periodo massimo indennizzabile, con il trattamento di CIG in deroga, si farà riferimento al numero di giornate retribuite al lavoratore nel corso dell’anno precedente.

Si ribadisce, inoltre, che il requisito di carattere generale, previsto dall’art.7 ter, c.6, del decreto legge 10 febbraio 2009, n.5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n.33, e dall’art.2, c.139, della legge 23 dicembre 2009, n.191 (anzianità lavorativa di 90 giorni), si applica con modalità particolari in considerazione della specificità del settore pesca per il quale è previsto lo speciale “limite del numero di giornate retribuite ad ogni lavoratore nel corso dell’anno precedente”, dove per “giornate retribuite” si intendono tutte quelle effettuate nel relativo settore anche se con datori di lavoro diversi.

Come specificato nel decreto in oggetto, le istanze relative all’annualità 2015 – che verranno liquidate in una fase successiva rispetto al completamento dei pagamenti relativi all’annualità 2014 – dovranno necessariamente indicare l’effettivo numero di ore di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per ogni lavoratore.

Le aziende dovranno inviare telematicamente, entro e non oltre la data del 25 gennaio 2016, le istanze relative all’annualità 2015 utilizzando il software INPS “DIGIWEB”. La domanda in automatico sarà indirizzata alla sede territorialmente competente.

Pertanto, le istanze dovranno riferirsi a periodi di intervento di CIG cosiddetti “scaduti”, intendendosi come tali i periodi antecedenti alla data di presentazione dell’istanza stessa. Si precisa, conseguentemente, che non potranno essere prese in considerazione le istanze che non presentano i suddetti requisiti.

Si rappresenta, infine, che, a seguito della chiusura dei pagamenti relativi all’annualità 2014, l’Istituto procederà al monitoraggio della spesa ed alla quantificazione del residuo delle risorse assegnate con il decreto in oggetto, fornendone comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il Ministero, nel caso in cui il residuo risulti inferiore all’ammontare delle spese preventivate per i pagamenti relativi all’annualità 2015, provvederà ad autorizzare i pagamenti nei limiti delle risorse disponibili, fornendo i criteri di utilizzo di tali risorse nel rispetto della parità di accesso al trattamento dell’integrazione salariale.

Pertanto, solo dopo aver ricevuto la comunicazione da parte del Ministero dei criteri da adottare per l’utilizzo delle succitate risorse, verranno impartite istruzioni operative, con specifico messaggio della Direzione Centrale prestazioni a sostegno del reddito, per l’autorizzazione e l’erogazione delle prestazioni di integrazione salariale per periodi di intervento relativi all’annualità 2015.

Conseguentemente, non sarà possibile, fino al completamento delle suddette fasi preliminari, autorizzare periodi relativi all’annualità 2015.

Si evidenzia infine che – ai fini del monitoraggio e del rispetto del limite delle disponibilità finanziarie – è previsto esclusivamente il pagamento diretto da parte dell’INPS dei trattamenti di sostegno al reddito.

venerdì 26 giugno 2015

Inps: Ammortizzatori sociali in deroga nel settore pesca - Accordi in sede governativa dell’8 e del 18 giugno 2015

INPS - Messaggio n.4311 del 24 giugno 2015

La legge 23 dicembre 2014, n.190 (legge di stabilità 2015) ha previsto, all’art.1, comma 109, che nell’ambito delle risorse del Fondo sociale per l’occupazione e formazione di cui all’art. 18, comma 1 del decreto legge del 29 novembre 2008, n.185, convertito con modificazioni dalla legge del 28 gennaio 2009, n.2, destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’art.2, commi 64, 65 e 66 della legge 28 giugno 2012, n.92, per l’anno 2015, è assegnata la somma di trenta milioni di euro per il finanziamento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore pesca, incrementata di ulteriori cinque milioni di euro, come previsto dall’art.3 del D.L. 21 maggio 2015, n.65.

In data 8 giugno e 18 giugno 2015 sono stati sottoscritti i verbali di accordo in sede governativa presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per l’accesso, per l’anno 2015, agli ammortizzatori sociali in deroga nel Settore Pesca (che si allegano).

Il relativo decreto di concessione è in corso di emanazione da parte dei Ministeri vigilanti e solo dopo l’adozione di tale provvedimento saranno definiti gli indirizzi gestionali, rivolti alle aziende, per la presentazione delle domande 2015 e le istruzioni operative rivolte alle sedi territorialmente competenti per l’effettuazione dei pagamenti sia in riferimento all’anno di competenza 2015, sia all’annualità 2014, in particolare per le istanze presentate nei termini, entro e non oltre il 26 gennaio 2015.

Tutto ciò premesso, si anticipa alle sedi territoriali il contenuto dei suddetti accordi. Con i sopracitati verbali è stato previsto l’utilizzo del finanziamento complessivo pari a 35 milioni di euro per la CIG in deroga del settore pesca, per gli interventi relativi all’anno in corso e comunque, sino ad esaurimento delle risorse assegnate, tenuto conto preliminarmente delle istanze ad oggi giacenti, riferite alle annualità 2014 e presentate entro e non oltre il 26 gennaio 2015, come previsto dall’accordo governativo di settore del 3 luglio 2014.

Si conferma che la CIG in deroga è erogata secondo le disposizioni in materia per il personale imbarcato, dipendente e socio lavoratore di cui alla legge 3 aprile 2001, n.142 delle imprese di pesca interessate dallo stato di crisi che ha investito il settore e che benefici di un sistema retributivo con minimo monetario garantito.

Il trattamento di integrazione salariale per l’annualità 2015 è riconosciuto in tutte le situazioni di crisi del settore, anche collegate al fermo biologico, in cui si renda necessario sospendere l’attività lavorativa per cause non imputabili al datore di lavoro. Nei sopracitati verbali di accordo, per assicurare l’autorizzazione e l’erogazione della prestazione di CIG in deroga, è espressamente prevista la stipula di specifici accordi, comprensivi degli elenchi nominativi dei lavoratori beneficiari, sottoscritti dalle parti sociali presso le locali Autorità marittime. Si fa presente che le domande dovranno, altresì, indicare il numero di ore di effettiva sospensione per ogni lavoratore e dovranno essere presentate alle sedi Inps competenti per territorio entro e non oltre la data del 25 gennaio 2016.

L’Inps viene, inoltre, incaricata di effettuare, entro il mese di marzo 2016, il monitoraggio e la quantificazione della previsione di spesa necessaria per effettuare i pagamenti di competenza 2015. Di tale monitoraggio l’Inps darà comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che provvederà ad autorizzare i pagamenti nei limiti delle risorse disponibili.

Pertanto, solo a seguito della suddetta autorizzazione da parte del Ministero vigilante sarà possibile procedere ai pagamenti per i periodi di competenza 2015.

Si evidenzia, che al fine di facilitare il monitoraggio, è previsto esclusivamente il pagamento diretto da parte dell’INPS dei trattamenti di sostegno al reddito.

Tutto ciò premesso, si ribadisce che, a seguito dell’emanazione del decreto di concessione della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca per l’anno 2015, questa Direzione provvederà, con appositi messaggi, a fornire le specifiche indicazioni per la presentazione delle domande relative a periodi di competenza 2015 e le istruzioni operative per i pagamenti delle istanze relative ai periodi di competenza 2014, presentate nei termini di cui all’accordo governativo di settore del 3 luglio 2014.

lunedì 8 giugno 2015

Imprese del settore della pesca, accordo per la Cig in deroga

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Comunicato Stampa dell’8 giugno 2015

Dichiarazione della Sottosegretaria Teresa Bellanova

La Sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova ha firmato questa mattina, presso il Ministero del Lavoro, l'accordo per la cassa integrazione in deroga per i lavoratori della pesca, un settore caratterizzato prevalentemente da micro imprese che sta affrontando una crisi molto dura e soggetto al cosiddetto fermo biologico (non dipendente cioè dalla volontà del datore di lavoro, ma dal fisiologico ciclo naturale annuale).

A tale scopo, la Legge di Stabilità 2015 ha stanziato 30 milioni di euro; a questi – come previsto dall'accordo odierno – vanno ad aggiungersi 5 milioni di euro assegnati dal Decreto Pensioni del 21 maggio scorso e, infine, 10 milioni di euro residui delle annualità precedenti. Con la firma dell'accordo odierno si completa dunque l'iter di copertura della Cig in deroga residua del 2014 e del  2015.

Destinatari della misura il personale imbarcato, dipendente o socio lavoratore delle imprese di pesca interessate dallo stato di crisi. L'intesa è stata sottoscritta dalle parti sociali datoriali e sindacali.

"La crisi economica, che sembra essere ai suoi colpi di coda finali, fa però tuttora sentire i suoi effetti in particolare nelle piccole realtà produttive che non beneficiano delle stesse tutele delle grandi aziende. Con l'accordo di questa mattina, andiamo a garantire il reddito dei lavoratori delle imprese di un settore che sta pagando prezzi molto alti alla recessione già da diverso tempo".

Così la Sottosegretaria Bellanova ha commentato a margine della firma. "La pesca è un settore fondamentale e caratterizzante dell'economia del nostro Paese, e insieme alla garanzia degli ammortizzatori sociali abbiamo assicurato l'impegno delle istituzioni ad approfondire tutte le problematiche in questo ambito legate al riassetto del mercato del lavoro".  

mercoledì 11 marzo 2015

Pescatori autonomi: aliquota contributiva per l’anno 2015

Nella Circolare n.55 del 10 marzo 2015, l’Inps ha ricordato che i lavoratori autonomi che svolgono l'attività di pesca, anche quando non siano associati in cooperativa, sono soggetti alla Legge n.250 del 13 marzo 1958,  e sono tenuti a versare all'Istituto un contributo mensile, soggetto ad adeguamento annuale, commisurato alla misura del salario convenzionale per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne associati in cooperativa.

In relazione al 2015, poiché la variazione dell’indice dei prezzi al consumo è stata accertata dall’Istat nello 0,2%, la misura del salario giornaliero convenzionale per i pescatori soggetti alla norma suddetta risulta essere il seguente:

Anno 2014
Retribuzione convenzionale
Misura giornaliera
26,49 €
Misura mensile (25 gg.)
662,00 €

Di conseguenza, per l’anno in corso i contributi dovuti dai pescatori “autonomi” devono  essere calcolati sulla predetta retribuzione mensile.

Aliquota contributiva dovuta al FPLD
I pescatori autonomi sono soggetti all’aumento di 4,29 punti percentuali (1); tale incremento è applicato gradualmente in ragione di 0,50% ogni due anni a partire dal 1° gennaio 1997, con ultimo aumento di 0,29 % dal 1° gennaio 2013.

Conseguentemente a decorrere dal 1° gennaio 2014 e per l’anno 2015 nei confronti dei pescatori l’aliquota contributiva resta ferma nella misura del 14,90%.

 Tale aliquota risulta determinata come segue:

Gestione F.P.L.D.
Aliquote
Coefficienti di ripartizione
Base
0,11
0,007383
Adeguamento
14,79
0,992617
Totale
14,90
1,000000

Il contributo mensile per l'anno 2015, risultante dall'applicazione dell'aliquota contributiva alla retribuzione convenzionale, è pari a  98,64 €, così suddiviso:

F.P.L.D.
Contributo mensile
Base
0,73
Adeguamento
97,91
Totale
98,64

Sgravio contributivo ex art.2, comma 2, della legge 22 dicembre 2008, n.203
La Legge di Stabilità 2013 ha disposto che i benefici di cui all'art.6 del D.L. n.457 del 30  dicembre 1997 (2)  sono corrisposti nel limite del 63,2 %  per  gli anni 2013 e 2014, del 57,5 % per l'anno 2015 e del 50,3 % a decorrere dall'anno 2016.

A far tempo dal periodo “gennaio 2013”, quindi, le imprese in questione sono tenute a diminuire la percentuale del beneficio spettante, che - in conseguenza - si attesterà sulle seguenti percentuali:

-         63,20%  per gli anni 2013 e 2014;

-         57,50%  per il 2015;

-         50,30%  per il 2016.          

Conseguentemente, il contributo mensile, al netto della predetta agevolazione, deve essere corrisposto in misura pari a  41,92 €, così suddiviso:

F.P.L.D.
Contributo mensile
Base
0,31 €
Adeguamento
41,61 €
Totale
41,92 €

Riscossione del contributo di maternità
Con la Circolare n.130 del 16 settembre 2013, l’Istituto ha  disciplinato l’estensione del diritto all’indennità di maternità alle pescatrici autonome della piccola pesca e delle acque interne (3).

Ai sensi del nuovo comma 1-bis inserito nell’art.82 del D.Lgs. n.151/2001, alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del predetto beneficio si provvede con il versamento di un contributo, la cui misura a carico di ogni iscritto al fondo di cui all’art.12, comma 3, della Legge n.250/1958 è uguale a quella prevista per ogni iscritto all’assicurazione IVS per le gestioni dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani ed esercenti attività commerciali, ossia pari all’importo mensile di  0,62 €. Lo stesso è riscosso congiuntamente al contributo IVS.

Modalità di versamento
Nulla è stato innovato in materia di versamento del contributo che, si rammenta, deve essere effettuato in rate mensili aventi scadenza il giorno 16 di ogni mese.

L’Istituto provvederà ad inviare agli assicurati le comunicazioni contenenti i dati utili per il versamento della contribuzione dovuta per l’anno 2015.

Da ultimo, la Circolare in commento ha ribadito che ai pescatori autonomi titolari di partita Iva non verranno più inviati i modelli F24 (4).

Valerio Pollastrini

1)      - in base alle disposizioni di cui al Decreto Interministeriale del 21 febbraio 1996 – emanato in attuazione dell’art.3, comma 23, della Legge n.335 dell’8 agosto 1995 – e dell’art.27, comma 2-bis, della Legge n.30 del 28 febbraio 1997;
2)      - convertito, con modificazioni, dalla Legge n.30 del 27  febbraio 1998;
3)      - di cui alla Legge n.250 del 13 marzo 1958  e s.m.i.;
4)      in applicazione di quanto disposto dall’art.37, comma 49, del D.L. n.223 del 4 luglio 2006,  convertito, con modificazioni, dalla Legge n.248 del 4 agosto 2006,  e dall’art.1 del Decreto del Presidente del Consiglio del 4 ottobre 2006;