Chi siamo


MEDIA-LABOR Srl - News dal mondo del lavoro e dell'economia


Visualizzazione post con etichetta Buoni pasto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Buoni pasto. Mostra tutti i post

venerdì 5 febbraio 2016

Estensione degli obblighi di acquisto tramite strumenti centralizzati alla categoria merceologica dei buoni pasto

Ministero delle Finanze, Decreto Ministeriale del 22 dicembre 2015 (Provvedimento pubblicato nella G.U. 04 febbraio 2016, n. 28)

Art.1
1. In attuazione di quanto disposto dall'art. 1, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per le finalità di cui in premessa, la prestazione del servizio sostitutivo di mensa mediante l'erogazione di buoni-pasto, sia cartacei che elettronici, è individuata quale ulteriore categoria

lunedì 7 settembre 2015

Dai Cdl una guida su come gestire i buoni pasto

Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro, Nota del 7 settembre 2015  

I valori dei buoni pasto elettronici sono cambiati da poco, vediamo come gestire le relative attività, vecchie e nuove, con l’aiuto dei Consulenti del Lavoro.

I buoni pasto, o per meglio dire i servizi sostitutivi di mensa, sono previsti dalla contrattazione collettiva quali forma di retribuzione “aggiuntiva” spettante al lavoratore ogni qualvolta non viene erogato direttamente il servizio di mensa. La mancata erogazione del servizio di mensa può anche dipendere da una scelta aziendale, in ogni caso il legislatore ha previsto una franchigia di € 5.29, in esenzione di imposte e contributi, da intendersi come valore facciale del buono pasto (o ticket).

Il ticket, che, ricordiamo, non è cedibile né cumulabile, da diritto al consumo di un pasto la cui composizione e qualità è oggetto degli accordi tra le società erogatrici e gli esercizi convenzionati; la composizione di un pasto “tipo” è comunque disponibile sui siti web delle varie società.

Infine, bisogna ricordare che al buono pasto non possono essere applicate commissioni di nessun tipo, l’esercente convenzionato deve garantire il controvalore facciale senza alcuna trattenuta a carico del lavoratore. Ricordiamo anche che le società erogatrici vendono il ticket al datore di lavoro con uno sconto, calcolato proprio sul valore facciale, sconto che ribaltano (con le proprie commissioni) in capo all’esercente, che però non deve nuovamente far ricadere tali oneri sui lavoratori.

Fin ora abbiamo parlato di buoni pasto pensando esclusivamente ai buoni cartacei, ma esistono anche i c.d. buoni elettronici, per i quali la franchigia, dallo scorso 1° luglio, passa da € 5.29 a € 7.00. Viene da chiedersi perché la franchigia è più alta per i buoni elettronici? La risposta è piuttosto semplice, i buoni elettronici (che si concretizzano in una scheda tipo bancomat) permetterebbero il monitoraggio dei buoni spesi rendendo di fatto impossibile la loro cumulabilità; in teoria questa misura rispetta perfettamente la legislazione vigente. Ma cosa accadrebbe in caso di erogazione dei buoni in ritardo (come accade in parecchie pubbliche amministrazioni)? Un’interpretazione letterale della norma farebbe pensare all’impossibilità di spendere i buoni, in questo caso però i lavoratori ci rimetterebbero, senza colpa alcuna.

sabato 5 settembre 2015

Anseb: "Su utilizzo buoni pasto regole non cambiano"

Confcommercio, Nota del 1° settembre 2015

"Il buono pasto"e' tra i benefici piu' richiesti dai lavoratori: il ticket e' usato nel 70% dei casi in bar, gastronomie e ristoranti e, per il restante 30%, nella grande distribuzione. Circa il 25% dei buoni pasto in circolazione e' in formato elettronico".

"Il buono pasto "e' tra i benefici piu' richiesti dai lavoratori: il ticket e' usato nel 70% dei casi in bar, gastronomie e ristoranti e, per il restante 30%, nella grande distribuzione. Circa il 25% dei buoni pasto in circolazione e' in formato elettronico". Lo sostiene una indagine centro Studi di Anseb (Associazione nazionale societa' emettitrici buoni pasto), secondo cui "non c'e' nessun cambiamento di regole" riguardo all'utilizzo cumulato dei buoni. "Nelle scorse settimane sono circolate molte informazioni parziali sul buono pasto - si legge in una nota - Per questo ANSEB ritiene doveroso chiarire alcuni punti chiave utili per inquadrare correttamente le regole che presiedono al mercato dei buoni pasto". Sul fronte della detassazione dei buoni pasto elettronici dal 1 luglio scorso, l'Anseb sottolinea che "sempre piu' frequentemente le aziende scelgono di consegnare ai propri dipendenti buoni pasto in formato elettronico. Il Governo ha quindi inteso sostenere la diffusione di questo supporto per modernizzare il mercato, permettere la digitalizzazione della rete degli esercenti, favorire rimborsi piu' veloci e offrire maggiore protezione dalla falsificazione dei buoni. Per motivi di privacy e riservatezza della vita personale dei dipendenti, gli emettitori non dispongono delle informazioni in grado di tracciare le abitudini di consumo degli utenti". Riguardo all'utilizzo cumulato dei buoni "non c'e' nessun cambiamento di regole". "L'utilizzo - comunque anomalo sul piano strettamente legale - di piu' buoni nella stessa transazione, ovvero, piu' propriamente, la somma di piu' titoli oltre il valore economico medio di un pasto, e' comunque un fenomeno residuale e non rappresenta una criticita' del mercato. Ciononostante ANSEB da sempre auspica un chiarimento interpretativo o normativo su questa materia - conclude la nota - di modo che questo strumento possa essere sempre piu' fruibile, comprensibile e utile tanto ai lavoratori quanto ai bar/ristoranti e ai supermercati"

mercoledì 1 luglio 2015

Aumenta la quota esentasse dei buoni pasto in formato elettronico

Da oggi scatta l’incremento del valore esente da tassazione dei buoni pasto, da 5,29 a 7 euro. La predetta soglia esentasse, tuttavia, è applicabile solamente ai buoni emessi in formato elettronico.

Valerio Pollastrini

lunedì 1 dicembre 2014

Approvata alla Camera la Legge di Stabilità 2015: le novità sul lavoro


Con 324 voti favorevoli e 108 contrari la Camera ha approvato il Disegno di Legge di Stabilità 2015. Il provvedimento passerà ora all’esame del Senato.

 

Oltre all’accoglimento di numerosi emendamenti, durante questo passaggio sono state apportate alcune modifiche al testo approvato lo scorso 16 ottobre dal Consiglio dei Ministri, con le quali sono state recepite  le osservazioni formulate  dalla Commissione Europea.

 

Per quanto riguarda la materia lavoro, all’interno del testo approvato dalla Camera si segnalano le numerose misure contenute  relative alle politiche sociali, alla previdenza, al pubblico impiego e alla rimodulazione del prelievo fiscale.

 

Queste, in sostanza,  le novità sul fronte lavoro:

-         Buoni pasto - A decorrere dal 1° luglio 2015, la quota non sottoposta a tassazione è elevata da 5,29 € a 7,00 €, nel solo caso in cui i buoni pasto siano in formato elettronico;

-         Crediti certificati nei confronti della PA - Estesa al 2015 la possibilità di compensazione con le cartelle esattoriali;

-         Bonus di 80 euro – Sarà reso strutturale,  ma sotto forma di detrazione, il credito Irpef in favore dei lavoratori dipendenti e dei percettori di taluni redditi assimilati;

-         Tfr in busta – Introdotta, in via temporanea, la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato di percepire in busta paga la quota mensile del Tfr, sottoposta a tassazione ordinaria;

-         Irap - Integralmente deducibile dall’IRAP il costo sostenuto per lavoro subordinato a tempo indeterminato che eccede le vigenti deduzioni;

-         Sgravio contributivo per le nuove assunzioni - Per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, decorrenti dal 1° gennaio 2015 e stipulati entro il 31 dicembre 2015, i datori di lavoro potranno beneficiare  dell’esonero dei contributi previdenziali a carico dell’azienda con esclusione dei premi Inail, nel limite massimo di  8.060,00 € su base annua, per un periodo massimo di trentasei mesi;

-         Pubblico impiego - Prorogato fino al 31 dicembre 2015 il blocco economico della contrattazione nel pubblico impiego.

 

Valerio Pollastrini

domenica 19 gennaio 2014

Buoni pasto: l’esenzione non aumenta


In materia lavoro si segnala l’ennesimo primato negativo del nostro Paese rispetto alle altre nazioni dell’Unione Europea.

Da oltre 15 anni, infatti, il valore dei buoni pasto che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente è rimasto ancorato a 5,29 € giornalieri, senza alcun adeguamento al costo della vita. Si tratta della soglia di esenzione da imposizione fiscale dei c.d. “Ticket Restaurant”.

La questione è stata oggetto dell’Interrogazione n.5-01804 dell’8 gennaio 2014 alla Camera dei deputati – Commissione Finanze, nella quale è stata fatta presente la disparita di trattamento riservata ai nostri lavoratori rispetto a quelli di altri Paesi, in particolare  Spagna e Francia.

Laconica la risposta del Sottosegretario all’Economia che, nel corso del question time, ha semplicemente affermato che per il momento non è previsto alcun aumento al valore dei buoni pasto esente da imposta IRPEF.

Valerio Pollastrini