Chi siamo


MEDIA-LABOR Srl - News dal mondo del lavoro e dell'economia


Visualizzazione post con etichetta Confcooperative. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Confcooperative. Mostra tutti i post

lunedì 8 febbraio 2016

Confcooperative - Marcia indietro su tassa licenziamento, Stronati: evitato ko delle multiservizi

Confcooperative, Nota del 5 febbraio 2016

Avrebbe innescato un disastroso effetto domino su oltre 30.000 imprese e 2,5 milioni di lavoratori

«Rientrato l’allarme sulla tassa di licenziamento ci concentriamo sulle sfide del mercato. Abbiamo rischiato l’effetto domino del settore. Un vero salasso viste le cifre: 30.000 imprese che danno lavoro a 2,5 milioni di persone interessate dal cambio appalti per una cifra che oscilla tra i 490 e i 1470 euro a seconda dell’anzianità dei lavoratori», così Massimo Stronati, presidente di Federlavoro

lunedì 18 gennaio 2016

Confcooperative - Il no alla tassa del paradosso

Confcooperative, Nota del 13 gennaio 2016

L'allarme di Federlavoro Servizi Confcooperative alla "tassa del paradosso"

Federlavoro e Servizi, è ancora allarme sulla tassa di licenziamento

Continua a lanciare l’allarme sulla tassa di licenziamento Federlavoro e Servizi-Confcooperative, denunciando il paradosso del contributo previsto dalla legge

domenica 27 dicembre 2015

Gardini «Le politiche di conciliazione sono un indicatore di civiltà e un moltiplicatore di PIL»

Confcooperative, Nota del 23 dicembre 2015

"La Rubrica": Donne, Lavoro, Iva e Cooperfidi

Donne e politiche di conciliazione «Favorire le politiche di conciliazione vita – lavoro è un indicatore di civiltà oltre che un moltiplicatore di PIL. Dobbiamo fare di più». Cosi Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative commenta i dati Istat secondo i quali sono circa 10 milioni le donne che, nel corso della vita, hanno interrotto la propria esperienza professionale. «Lisbona 2020 chiede di arrivare al 75%, siamo poco

domenica 6 dicembre 2015

Confcooperative - BCC: da Ue salasso da 225 mln, a rischio credito a pmi e famiglie

Confcooperative, Nota del 2 dicembre 2015

Dopo aver elargito 6 miliardi di aiuti alle banche ora Bruxelles chiede al Credito cooperativo un insostenibile contributo per salvare i quattro istituti di credito sull'orlo del fallimento

Un salasso da 225 milioni di euro,  solo nel 2015. E’ il conto che pagheranno le Bcc per salvare quattro banche a rischio fallimento: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca

Confcooperative - Economia: Istat, il "nero" vale il 12% del Pil, il sommerso fattura 190 mld

Confcooperative, Nota del 4 dicembre 2015

Dati in crescita nel 2013 rispetto agli anni precedenti : 11,7% nel 2012 e 11,4% nel 2011

Servizi professionali, costruzioni, commercio, trasporti e r istorazione. Sono questi i settori in cui, secondo l’Istat, si annida nella nostra economia il sommerso. Nel complesso, il valore aggiunto generato dall'economia informale vale, nel 2013, circa 190 miliardi di euro, pari all'11,9% del Pil, in aumento rispetto agli anni precedenti (11,7% nel 2012, 11,4% nel 2011).

venerdì 27 novembre 2015

Confcooperative - Occupati nelle cooperative sono il 10% del totale delle imprese private

Confcooperative, Nota del 21 novembre 2015

Gardini: "La crisi economica ha amplificato e accelerato scenari che ci impongono nuove riflessioni sul ruolo delle associazioni di rappresentanza che non è in crisi solo perché non vengono più convocate le associazioni a Palazzo Chigi. La rappresentanza deve

venerdì 6 novembre 2015

martedì 3 novembre 2015

Donne, lavoro e rappresentanza

Confcooperative, Nota del 3 novembre 2015

Al via domani a Roma la due giorni dedicata alle pari opportunità

lunedì 26 ottobre 2015

Expo: nuovi modelli per integrare cooperazione allo sviluppo e internazionalizzazione

Confcooperative, Nota del 21 ottobre 2015

L'appuntamento di Coopermondo sulle partnership innovative tra pubblico e privato

Coniugare l’internazionalizzazione d’impresa con i progetti di cooperazione allo sviluppo, creando forme di collaborazione innovative tra imprese italiane ed estere che grazie al contributo delle cooperative possano portare a uno sviluppo sostenibile dei territori. Se ne è parlato a “Partnership pubblico-privato per una

lunedì 19 ottobre 2015

Confcooperative su reddito d’inclusione e Legge di Stabilità

Confcooperative, Nota del 14 ottobre 2015

Gardini «Sarebbe importante che muovesse i primi passi per riorganizzare welfare del paese»

«Il Reis rappresenti un reale reinserimento nell’economia e nella società delle persone che vivono ai margini. Non siamo interessati a interventi assistenzialistici, non darebbero soluzione, occorre dare

domenica 11 ottobre 2015

Stop False Cooperative, accordo con Avviso Pubblico per contrastare l’illegalità

Confcooperative, Nota del 6 ottobre 2015

Lavoro, protocollo di collaborazione tra Avviso Pubblico e Alleanza delle Cooperative: insieme contro le false coop

«Siamo vicini alle 70.000 firme e puntiamo alle 80.000. Per chi cerca scorciatoie alla legalità non c’è spazio nell’Alleanza delle Cooperative. Con le istituzioni e con gli enti locali siamo in prima linea per contrastare la criminalità diffusa in troppi settori dell’economia e presente su tutto il territorio nazionale». Così Rosario Altieri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative e i copresidenti Maurizio Gardini e Mauro Lusetti commentano la sigla del protocollo  di collaborazione con Avviso Pubblico che raccoglie oltre 350 tra Enti locali e Regioni.

L’Alleanza delle Cooperative è impegnata da qualche mese nella raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative un fenomeno che il Centro studi dell’Alleanza delle Cooperative stima che interessi oltre 100 mila lavoratori che operano all'interno di false cooperative che applicano contratti di lavoro pirata con sigle sindacali minori e determinano una perdita netta, in termini fiscali e previdenziali, di oltre 750 milioni di euro l'anno. «Un danno economico, di immagine e di mortificazione del lavoratore a cui mettere fine» dicono i vertici dell’Alleanza.

«La cooperazione annovera moltissime esperienze positive. I fatti di cronaca rischiano di gettare via l’acqua sporca con tutto il bambino. Questo protocollo di collaborazione con l’Alleanza rientra pienamente nel filo conduttore delle nostre azioni: formazione civile contro la criminalità». Questo il commento di Paolo Masini, vicepresidente di Avviso Pubblico alla sigla dell’accordo avvenuta alla Sala Stampa di Montecitorio.

domenica 27 settembre 2015

Confcooperative - Per ogni prepensionamento un giovane al lavoro

Confcooperative, Comunicato Stampa del 23 settembre 2015

Presentato Coop4Job. Realizzati già 11 mila matching. Oltre il portale mettiamo a disposizione dei ragazzi una rete di 60 sportelli in tutta Italia

«Coop4job è un nuovo tassello del mosaico che in questi mesi stiamo costruendo, con il programma Garanzia Giovani, per dare ai nostri ragazzi un’opportunità per crescere, mettersi alla prova e trovare un’occupazione». Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti intervenendo questa mattina a Roma alla presentazione di www.coop4job.it, il portale di Confcooperative per favorire il matching tra domanda e offerta di lavoro.

In tema di disoccupazione giovanile il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini è intervenuto sulla questione dei prepensionamenti all’esame del governo «All’esecutivo chiediamo di creare le condizioni affinché a ogni nuovo prepensionamento corrisponda un nuovo contratto stabile per un giovane dove l’impresa concorre a incentivare il prepensionamento».

«La cooperazione – ha sottolineato Gardini -  nasce per soddisfare dei bisogni, crea sinergie per dare risposte condivise. Con www.coop4job.it la nostra organizzazione intende favorire l’incontro tra le cooperative che offrono e i giovani che cercano lavoro. Quella di oggi è la presentazione ufficiale di uno strumento di cui abbiamo già testato la validità nelle scorse settimane. In pochi giorni sono stati oltre 11mila i giovani entrati in contatto con il portale e con i servizi per l’impiego a esso collegati”. “Coop4job, infatti, non è solo un luogo virtuale ma, grazie alla collaborazione con la rete di consorzi di cooperative sociali “Mestieri” e “Idea Lavoro”, la prima agenzia di lavoro non profit nata su iniziativa di Confcooperative, può contare su una rete di oltre 60 sedi sul territorio nazionale accreditate a erogare servizi per l’occupazione”.

Dalla sua attivazione sono oltre 761 mila i giovani entrati in contatto con Garanzia Giovani, «15mila – ha ricordato Poletti – solo nell’ultima settimana. Di questi, più di 460mila, sono stati presi in carico dai centri per l’impiego. Grazie a questi risultati stiamo lavorando perché l’Unione Europea renda strutturale Garanzia Giovani, che per il nostro paese rappresenta il primo, vero strumento di politiche attive per il lavoro rivolte ai giovani. In ogni caso, anche se la Commissione UE decidesse di non destinare altre risorse al programma – ha annunciato il ministro -  ne manterremo l’infrastruttura, valutando anche la possibilità di mettere sul tavolo risorse nazionali».

giovedì 17 settembre 2015

Confcooperative - Expo, cooperazione sociale a confronto con Cantone su legalità e appalti

Confcooperative, Nota del 17 settembre 2015

Appalti e mercati pubblici sono una leva per la crescita, ma serve semplificare per rendere più trasparente il sistema

«Per il ripristino della legalità nella gestione degli appalti e nello sviluppo locale c’è una doppia necessità: da un lato la cooperazione deve lavorare sulla governance favorendo il ricambio e la qualità della dirigenza, prestando attenzione ad una crescita equilibrata e ad un reale controllo democratico dei soci. La PA, dal canto suo, deve qualificare e migliorare i sistemi di affidamento e selezione, snellire le normative sugli appalti, responsabilizzare i dirigenti e sviluppare idonei sistemi di valutazione». È quanto emerge da “Sviluppo locale e legalità” il workshop organizzato a Expo Milano 2015,a Cascina Triulza, da Federsolidarietà Confcooperative che ha visto a confronto
Raffaele Cantone, presidente Anac;
Giuseppe Guerini, presidente Federsolidarietà Confcooperative;
Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e
Umberto Ranieri, presidente Fondazione Mezzogiorno Europa.

Programmazione e affidamenti
«Lo sviluppo locale é strettamente collegato al tema della legalità. Gli appalti pubblici rappresentano una componente enorme del mercato, ma purtroppo alcuni meccanismi burocratici, nati per selezionare i fornitori  migliori,  sono stati  piegati e fatti degenerare  in circuiti viziosi. Bisogna allora regolamentare le cose in modo diverso. L'Anac ha iniziato a farlo molto bene con le Linee Guida di cui condividiamo l'impianto complessivo. Resta in ogni caso necessario collocare adeguatamente la tutela della legalità al margine di discrezionalità che naturalmente deve essere riconosciuta a chi esercita la Funzione pubblica. La discrezionalità di per sé non è un disvalore: se la classe dirigente, sia politica sia tecnica, opera delle scelte secondo una programmazione e persegue delle priorità allora va bene. Ecco perché riteniamo che l’Anac abbia centrato il tema con l'introduzione della “programmazione” nelle Linee Guida».

Il Cara di Mineo va chiuso
«La dimensione deve essere congrua rispetto alla tipologia di servizio, rispetto ai mercati, ai valori cooperativi ed identitari e di legame con il territorio. Un conto è ospitare 10 persone, magari dentro un percorso di integrazione, altro conto è organizzare strutture come il Cara di Mineo: è ormai evidente che in questo caso l’errore è stato di programmazione pubblica e del modello di accoglienza che ha prodotto. Per noi i modelli tipo Cara di Mineo andrebbero chiusi».

Appalti: cosa modificare
Bisognerebbe snellire l'impianto normativo sugli appalti: troppe leggi e regolamenti, a volte di dubbia interpretazione e persino in conflitto, non solo determinano una grande quantità di contenziosi amministrativi, ma spesso sono la "selva" dentro cui con maggior abilità si muovono i furbi. Sarebbe più utile lavorare su programmazione, trasparenza e margini di discrezionalità dei dipendenti pubblici. Ma il tema, inutile nasconderselo, è il ricambio della classe dirigente pubblica e politica. Il caso "Mafia Capitale" insegna che i corrotti non sono meno responsabili dei corruttori, se c'è chi é pronto a offrire del denaro, c'é chi é pronto a prenderlo o a richiederlo. La sfida è politica. Il nostro impegno civile ci impone di escludere i corrotti chiunque essi siano, cooperatori, imprenditori, politici, dirigenti della PA».

L’impegno della cooperazione
«Riteniamo che la cooperazione sociale debba crescere e irrobustirsi, ma esistono forme e dimensioni della crescita che debbono essere distinte per tipologie di mercato. Alcuni settori economici, in cui opera la cooperazione, hanno logiche diverse dove la grande dimensione é fondamentale per seguire politiche di crescita, di export e di internazionalizzazione. Nel settore sociale invece occorre prestare attenzione alle dimensioni di relazioni, con le persone utenti e le comunità locali, dove non sempre la grande dimensione, ma sopratutto le crescite rapide ed improvvise sono compatibili con la funzione sociale della cooperativa.  Le esplosioni di fatturato e le crescite dimensionali repentine, in mercati sociali dove prevale l'acquisto sui mercati della P.A. troppe volte finiscono per distorcere il legame con la funzione sociale della cooperativa e comportano l'imporsi di forme di opportunismo dove è più facile l'infiltrazione di  logiche distorsive». 

La corruzione in Italia
«Il fenomeno della corruzione è strutturale e richiede risposte strutturali. Non é certamente un fenomeno recente, ma nasce molto prima delle  cooperative sociali che hanno 20 anni di storia. La cooperazione sociale dà lavoro a oltre 400.000 persone. Parliamo di lavoro a tempo indeterminato, che eroga servizi di welfare a 7 milioni di famiglie e che improvvisamente si trova a veder inquinata, in modo importante, il rapporto con la PA a causa di alcune eclatanti situazioni di delinquenza. Dobbiamo evitare che la cooperazione sociale possa essere fagocitata e strumentalmente confusa con chi delinque e chi ha rientra nel più ampio fenomeno della corruzione. Vogliamo lavorare per bonificare tutto il mercato pubblico, perché la legalità avvicina, e non allontana, le imprese dalla PA. Nella cooperazione che é sana nella sua natura, nella sua spinta ideale, ma anche nella sua quotidianità non vanno fatti entrare i delinquenti, e vanno cacciati quelli che si individuano».

Confcooperative - Agricoltura sociale: la legge necessita già di manutenzione

Confcooperative, Nota del 17 settembre 2015

Guerini «Il paradosso è che chi coltiva cocomeri ha i requisiti per fare welfare, ma non vale il contrario»

L’innovazione sociale in Italia sta facendo la differenza, anche in agricoltura. Sono letteralmente “germogliate” una molteplicità di esperienze di agricoltura sociale, dal basso, che si sono guadagnate l’attenzione della stampa e delle Istituzioni. Iniziative che connettono strettamente l’agricoltura con il welfare locale, facendola diventare uno strumento di coesione territoriale e sviluppo.

La cooperazione sociale è stata la protagonista di questo fermento: sono oltre 500 le cooperative sociali che operano in agricoltura sociale, a cui bisogna aggiungere all’incirca altre 400 unità che lavorano nel campo dell’agricoltura sociale in maniera strumentale per attività educative (nidi, fattorie sociali), riabilitazione, ergoterapia e inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili.

Si tratta, ad esempio, di comunità di accoglienza di tossicodipendenti, attività non residenziali e residenziali per persone con problemi di salute mentale e disabili etc. Si stima che in questo settore siano occupati oltre 5000 lavoratori, con un potenziale occupazionale in espansione e dati crescenti.

Le Istituzioni Nazionali sono state spinte a fornire una cornice quadro all’agricoltura sociale, un settore che fino a qualche settimana fa non aveva neanche una definizione unica e condivisa. A monte c’è stato un importante lavoro di confronto e dibattito, ma rischia di essere l’ennesima occasione persa di promozione e sviluppo, mancando della capacità di riconoscere gli elementi più innovativi già presenti in Italia.

«La legge ha il merito di porre attenzione sulla materia, ma occorre rimetterci le mani, perché l’effetto paradossale di questa legge – dice Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative – è che, ad oggi, un agricoltore potrebbe improvvisarsi operatore sociale, insegnante, formatore, pur senza le professionalità e i requisiti che deve rispettare una cooperativa sociale per aprire un centro diurno, un nido. Al contrario, si opera una selezione ed uno sbarramento tra le cooperative sociali che fanno agricoltura, rendendo possibile fregiarsi del riconoscimento di operatore nell’agricoltura sociale solo ad alcune cooperative sociali in possesso di alcuni requisiti. Insomma, l’agricoltura per legge può occupare gli spazi del sociale, attraverso una bizzarra interpretazione del concetto di connessione, mentre il sociale non può fare altrettanto. Questo è il classico caso in cui per legge di assegna un mercato ad alcuni che forse lo realizzeranno in futuro, e si tengono fuori invece quelli che lo hanno presidiato fino ad oggi».

«La legge – continua Guerini – contraddice anche la genesi dell’agricoltura sociale in Italia, non tiene conto delle sperimentazioni di agricoltura sociale del mondo della cooperazione sociale che, conseguentemente, continua ad essere penalizzata. Tutte le ricerche hanno dimostrato che le cooperative sociali sono tra i soggetti economici che più di tutti hanno contribuito alla nascita dell’agricoltura sociale in Italia. Si tratta di attività che utilizzano la produzione agricola per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, o di attività educative, sociali, sociosanitarie collegate alla produzione agricola».

lunedì 7 settembre 2015

Confcooperative - Crescere per competere e fuori le mele marce. Tutelare parte sana che é maggioritaria

Confcooperative, Comunicato Stampa del 5 settembre 2015

Gardini al 40esimo del CAPAC "Più aggregazione per crescere e per competere. Fuori chi prostituisce la cooperazione, tutelare parte sana che é stragrande maggioranza"

"Le diverse facce della agricoltura italiana devono necessariamente vincere la sfida delle dimensioni necessarie per poter competere in tutti i comparti produttivi. Abbiamo ancora un'agricoltura frammentata che vede crescere la dimensione delle proprie imprese, ma che deve sempre inseguire gli altri Paesi europei che crescono maggiormente". Lo dice il presidente Gardini nel messaggio di auguri per i 40 anni del consorzio cerealicolo CAPAC.

 "In agricoltura vince chi ha le risorse e l'organizzazione per poter fare investimenti ed innovazione. Proprio in questi mesi - continua Gardini - abbiamo realizzato in Emilia Romagna un'aggregazione nel settore delle pere che permette ai produttori di guadagnare 20 centesimi in più rispetto allo scorso anno solo per avere creato un'aggregazione che aumenta la competitività e la capacità di stare sul mercato".

 "La cooperazione - come ha segnalato il Presidente della Regione Piemonte Chiamparino che ringrazio per le parole che ha espresso - vive un periodo difficile perché lo strumento cooperativo, in alcuni casi, è stato usato da banditi che hanno voluto sfruttare la cooperazione piegandola a propri interessi a scapito del lavoro e dei soci. Abbiamo avuto delle mele marce - aggiunge Gardini - anche nelle nostre cassette di frutta, abbiamo avuto dirigenti che hanno smarrito la strada e quindi oggi l'impegno è di essere i protagonisti più autentici dei veri valori cooperativi".

 "Contro chi "prostituisce" la cooperazione abbiamo il dovere di accantonare quei dirigenti per affermare il valore della partecipazione e della centralità dei soci. Dobbiamo difendere la stragrande maggioranza dei cooperatori che hanno deciso di percorrere la strada della legalità per valorizzare il valore del lavoro. Questo Paese - conclude Gardini - grazie alla cooperazione può essere un Paese migliore, ma attraverso la cooperazione il Pese deve tornare a crescere e svilupparsi".

“Sembra ieri, invece sono passati 40 anni, quasi due generazioni – afferma il presidente Capac, Michele Bechis - ho sempre pensato e penso tuttora che un agricoltore diventa socio di una cooperativa proprio perché solo insieme, in pieno spirito cooperativo, è possibile fare quello che da soli non è possibile realizzare. Il Consorzio è cresciuto in questi anni, abbiamo affrontato le sfide dell'innovazione in agricoltura, del recupero degli scarti vegetali per la produzione di energie rinnovabili e ora la nuova frontiera del migliore utilizzo dell'acqua per guardare responsabilmente ai cambiamenti climatici in atto. Capac opera in diversi territori piemontesi, da Chivasso a Vigone, da Vilareggia a San Pietro del Gallo, unendo 2500 soci per un fatturato di 70 milioni di euro. tutto riassunto nel nostro libro “Una storia di persone che insieme guardano al futuro”

A Expo dibattito sull’agroalimentare tra Confcooperative e Slow Food Italia

Confcooperative, Comunicato Stampa del 3 settembre 2015

Gardini «Difendere e sviluppare l'agricoltura chi non lo fa perde l'autosufficienza»

«Un paese che non riesce a difendere il proprio settore primario è un paese che si condanna alla non autosufficienza. Sta accadendo di frequente in Europa. A confermarlo due fatti, due notizie molto recenti. Il primo, l'Istat che ha diffuso un dato di metà censimento che identifica delle tendenze: il forte calo del numero delle aziende agricole, il calo della PLV e l'aumento della multifunzionalità in agricoltura. Il secondo è che oggi in Francia i produttori agricoli hanno marciato sull'Eliseo contro le istituzioni. Protestando perché non ce la fanno più, perché le aziende chiudono, perché non hanno più margini e quelle più in difficoltà sono proprio quelle aziende che hanno investito maggiormente per essere produttive». Lo ha detto Il presidente Gardini intervenendo a Expo Milano 2015 a “Made in It(eat)aly” l’incontro, organizzato da Fedagri Confcooperative Lombardia a Cascina Triulza.

«I dati dell’Istat e quanto accaduto a Parigi, sono due fatti, due notizie che ci fanno capire che abbiamo bisogno di atteggiamenti coerenti da parte della politica e dobbiamo porre fine alle divisioni in agricoltura. Abbiamo due facce dell'agricoltura che possono e devono convivere: una più legata alle produzioni tipiche e a denominazione ed una più proiettata al mercato che deve poter crescere dimensionalmente».

«La cooperazione deve fare uno scatto ancora maggiore per valorizzare le filiere produttive. Penso che siano obbligate ad andare all'estero, a esportare, a strutturarsi per essere competitive sui mercati emergenti. Non devono esistere limiti alla capacità di espandersi delle nostre imprese. Alle imprese cooperative possono mancare i soldi ma non il coraggio e l'ambizione di crescere».

«Sul tema del nutrire il Pianeta, tema principe di Expo Milano 2015, dobbiamo essere consapevoli che l'aumento della popolazione evidenzierà in modo forte la necessità e la domanda di cibo. Il nostro messaggio al mondo è di impegnarci sul fronte dell'innovazione, del rispetto dell'ambiente, di un minore sfruttamento delle risorse naturali per produrre di più in modo maggiormente sostenibile».

«Molte cose dette da Gardini - ha detto Lorenzo Berlendis, vicepresidente di SlowFood Italia - dati Istat e sostenibilità, mi trovano d'accordo. Altrettanto importante è il tema della redistribuzione dei costi e dei prezzi lungo la catena per non penalizzare il produttore. Uno dei nostri progetti più pregnanti è quello della biodiversità. Oggi è difficile per i consumatori ricondurre i prodotti ai tempi, alla stagionalità, ad un luogo di origine e soprattutto è difficile ricondurlo ad una persona che li produce. Occorre lavorare molto sulla consapevolezza del consumatore perché è la scelta che può dare più o meno valore ad una filiera. La biodiversità è la scelta che può salvare il mondo».

«La qualità e la distintività del Made in Italy coniugate con l’innovazione, la propensione ai mercati esteri e la concentrazione dell’offerta sono i punti di forza delle filiere cooperative evidenziati di Fedagri Lombardia (230 cooperative e oltre 3 miliardi di fatturato). La cooperazione ecita un ruolo di primo piano nella promozione e tutela delle principali Dop italiane, valorizzando non solo le produzioni ma anche i territori, un valore aggiunto che viene ridistribuito a beneficio dei soci e delle comunità». Lo ha detto Fabio Perini, presidente di Fedagri Confcooperative Lombardia.

«L'agricoltura non è più al centro della politica comunitaria. Quando noi carichiamo di aspettative il Piano di Sviluppo Rurale sbagliamo perché intanto si tratta di uno strumento assolutamente rigido che risente di una impostazione comunitaria che non tiene conto di ciò che sta avvenendo dentro le nostre imprese agricole. In Lombardia abbiamo un PSR con una buona dotazione finanziaria, ma abbiamo delle risorse che sono molto vincolate e sono le stesse nostre risorse che l'Europa ci restituisce. Il nostro latte é sempre stato un prodotto ad altro valore produttivo aggiunto e che ha trovato forme di ulteriore valorizzazione attraverso prodotti come il Grana Padano o il Parmigiano Reggiano. Noi facciamo un prodotto diverso che necessita di un prezzo diverso». Così Gianni Fava, assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia nel suo intervento di chiusura ai lavori.