«Rientrato l’allarme sulla tassa di licenziamento ci
concentriamo sulle sfide del mercato. Abbiamo rischiato l’effetto domino del
settore. Un vero salasso viste le cifre: 30.000 imprese che danno lavoro a 2,5
milioni di persone interessate dal cambio appalti per una cifra che oscilla tra
i 490 e i 1470 euro a seconda dell’anzianità dei lavoratori», così Massimo
Stronati, presidente di Federlavoro
A cura del Dott. Valerio Pollastrini, Consulente del Lavoro
Chi siamo
MEDIA-LABOR Srl - News dal mondo del lavoro e dell'economia
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lunedì 8 febbraio 2016
Confcooperative - Marcia indietro su tassa licenziamento, Stronati: evitato ko delle multiservizi
Confcooperative,
Nota del 5 febbraio 2016
lunedì 18 gennaio 2016
Confcooperative - Il no alla tassa del paradosso
Confcooperative,
Nota del 13 gennaio 2016
L'allarme di Federlavoro Servizi Confcooperative alla
"tassa del paradosso"
Federlavoro e Servizi, è ancora allarme sulla tassa di
licenziamento
Continua a lanciare l’allarme sulla tassa di licenziamento
Federlavoro e Servizi-Confcooperative, denunciando il paradosso del contributo
previsto dalla legge
domenica 27 dicembre 2015
Gardini «Le politiche di conciliazione sono un indicatore di civiltà e un moltiplicatore di PIL»
Confcooperative,
Nota del 23 dicembre 2015
"La Rubrica": Donne, Lavoro, Iva e Cooperfidi
Donne e politiche di conciliazione «Favorire le politiche di
conciliazione vita – lavoro è un indicatore di civiltà oltre che un
moltiplicatore di PIL. Dobbiamo fare di più». Cosi Maurizio Gardini, presidente
di Confcooperative commenta i dati Istat secondo i quali sono circa 10 milioni
le donne che, nel corso della vita, hanno interrotto la propria esperienza
professionale. «Lisbona 2020 chiede di arrivare al 75%, siamo poco
domenica 6 dicembre 2015
Confcooperative - BCC: da Ue salasso da 225 mln, a rischio credito a pmi e famiglie
Confcooperative,
Nota del 2 dicembre 2015
Dopo aver elargito 6 miliardi di aiuti alle banche ora
Bruxelles chiede al Credito cooperativo un insostenibile contributo per salvare
i quattro istituti di credito sull'orlo del fallimento
Dopo aver elargito 6 miliardi di aiuti alle banche ora
Bruxelles chiede al Credito cooperativo un insostenibile contributo per salvare
i quattro istituti di credito sull'orlo del fallimento
Un salasso da 225 milioni di euro, solo nel 2015. E’ il conto che pagheranno le
Bcc per salvare quattro banche a rischio fallimento: Cassa di Risparmio di
Ferrara, Banca
Confcooperative - Economia: Istat, il "nero" vale il 12% del Pil, il sommerso fattura 190 mld
Confcooperative,
Nota del 4 dicembre 2015
Servizi professionali, costruzioni, commercio, trasporti e r
istorazione. Sono questi i settori in cui, secondo l’Istat, si annida nella
nostra economia il sommerso. Nel complesso, il valore aggiunto generato
dall'economia informale vale, nel 2013, circa 190 miliardi di euro, pari
all'11,9% del Pil, in aumento rispetto agli anni precedenti (11,7% nel 2012,
11,4% nel 2011).
venerdì 27 novembre 2015
Confcooperative - Occupati nelle cooperative sono il 10% del totale delle imprese private
Confcooperative,
Nota del 21 novembre 2015
Gardini: "La crisi economica ha amplificato e
accelerato scenari che ci impongono nuove riflessioni sul ruolo delle
associazioni di rappresentanza che non è in crisi solo perché non vengono più
convocate le associazioni a Palazzo Chigi. La rappresentanza deve
venerdì 6 novembre 2015
Confcooperative - Donne e cooperative: maggioranza tra gli occupati, oltre 40% tra i soci e guidano 1 coop su 4
Confcooperative,
Nota del 4 novembre 2015
«Cooperative sono società aperte, inclusive, non
discriminano e per questo fanno la differenza»
martedì 3 novembre 2015
Donne, lavoro e rappresentanza
Confcooperative,
Nota del 3 novembre 2015
Al via domani a Roma la due giorni dedicata alle pari
opportunità
lunedì 26 ottobre 2015
Expo: nuovi modelli per integrare cooperazione allo sviluppo e internazionalizzazione
Confcooperative,
Nota del 21 ottobre 2015
L'appuntamento di Coopermondo sulle partnership innovative
tra pubblico e privato
Coniugare l’internazionalizzazione d’impresa con i progetti
di cooperazione allo sviluppo, creando forme di collaborazione innovative tra
imprese italiane ed estere che grazie al contributo delle cooperative possano
portare a uno sviluppo sostenibile dei territori. Se ne è parlato a
“Partnership pubblico-privato per una
lunedì 19 ottobre 2015
Confcooperative su reddito d’inclusione e Legge di Stabilità
Confcooperative,
Nota del 14 ottobre 2015
Gardini «Sarebbe importante che muovesse i primi passi per
riorganizzare welfare del paese»
«Il Reis rappresenti un reale reinserimento nell’economia e
nella società delle persone che vivono ai margini. Non siamo interessati a
interventi assistenzialistici, non darebbero soluzione, occorre dare
domenica 11 ottobre 2015
Stop False Cooperative, accordo con Avviso Pubblico per contrastare l’illegalità
Confcooperative,
Nota del 6 ottobre 2015
Lavoro, protocollo di collaborazione tra Avviso Pubblico e
Alleanza delle Cooperative: insieme contro le false coop
«Siamo vicini alle 70.000 firme e puntiamo alle 80.000. Per
chi cerca scorciatoie alla legalità non c’è spazio nell’Alleanza delle
Cooperative. Con le istituzioni e con gli enti locali siamo in prima linea per
contrastare la criminalità diffusa in troppi settori dell’economia e presente
su tutto il territorio nazionale». Così Rosario Altieri, presidente
dell’Alleanza delle Cooperative e i copresidenti Maurizio Gardini e Mauro
Lusetti commentano la sigla del protocollo
di collaborazione con Avviso Pubblico che raccoglie oltre 350 tra Enti
locali e Regioni.
L’Alleanza delle Cooperative è impegnata da qualche mese
nella raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare contro le false
cooperative un fenomeno che il Centro studi dell’Alleanza delle Cooperative
stima che interessi oltre 100 mila lavoratori che operano all'interno di false
cooperative che applicano contratti di lavoro pirata con sigle sindacali minori
e determinano una perdita netta, in termini fiscali e previdenziali, di oltre
750 milioni di euro l'anno. «Un danno economico, di immagine e di
mortificazione del lavoratore a cui mettere fine» dicono i vertici
dell’Alleanza.
«La cooperazione annovera moltissime esperienze positive. I
fatti di cronaca rischiano di gettare via l’acqua sporca con tutto il bambino.
Questo protocollo di collaborazione con l’Alleanza rientra pienamente nel filo
conduttore delle nostre azioni: formazione civile contro la criminalità».
Questo il commento di Paolo Masini, vicepresidente di Avviso Pubblico alla
sigla dell’accordo avvenuta alla Sala Stampa di Montecitorio.
domenica 27 settembre 2015
Confcooperative - Per ogni prepensionamento un giovane al lavoro
Confcooperative,
Comunicato Stampa del 23 settembre 2015
Presentato Coop4Job. Realizzati già 11 mila matching. Oltre
il portale mettiamo a disposizione dei ragazzi una rete di 60 sportelli in
tutta Italia
«Coop4job è un nuovo tassello del mosaico che in questi mesi
stiamo costruendo, con il programma Garanzia Giovani, per dare ai nostri
ragazzi un’opportunità per crescere, mettersi alla prova e trovare
un’occupazione». Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti intervenendo
questa mattina a Roma alla presentazione di www.coop4job.it, il portale di
Confcooperative per favorire il matching tra domanda e offerta di lavoro.
In tema di disoccupazione giovanile il presidente di
Confcooperative Maurizio Gardini è intervenuto sulla questione dei
prepensionamenti all’esame del governo «All’esecutivo chiediamo di creare le
condizioni affinché a ogni nuovo prepensionamento corrisponda un nuovo contratto
stabile per un giovane dove l’impresa concorre a incentivare il
prepensionamento».
«La cooperazione – ha sottolineato Gardini - nasce per soddisfare dei bisogni, crea
sinergie per dare risposte condivise. Con www.coop4job.it la nostra organizzazione
intende favorire l’incontro tra le cooperative che offrono e i giovani che
cercano lavoro. Quella di oggi è la presentazione ufficiale di uno strumento di
cui abbiamo già testato la validità nelle scorse settimane. In pochi giorni
sono stati oltre 11mila i giovani entrati in contatto con il portale e con i
servizi per l’impiego a esso collegati”. “Coop4job, infatti, non è solo un
luogo virtuale ma, grazie alla collaborazione con la rete di consorzi di
cooperative sociali “Mestieri” e “Idea Lavoro”, la prima agenzia di lavoro non
profit nata su iniziativa di Confcooperative, può contare su una rete di oltre
60 sedi sul territorio nazionale accreditate a erogare servizi per
l’occupazione”.
Dalla sua attivazione sono oltre 761 mila i giovani entrati
in contatto con Garanzia Giovani, «15mila – ha ricordato Poletti – solo
nell’ultima settimana. Di questi, più di 460mila, sono stati presi in carico
dai centri per l’impiego. Grazie a questi risultati stiamo lavorando perché
l’Unione Europea renda strutturale Garanzia Giovani, che per il nostro paese
rappresenta il primo, vero strumento di politiche attive per il lavoro rivolte
ai giovani. In ogni caso, anche se la Commissione UE decidesse di non destinare
altre risorse al programma – ha annunciato il ministro - ne manterremo l’infrastruttura, valutando
anche la possibilità di mettere sul tavolo risorse nazionali».
giovedì 17 settembre 2015
Confcooperative - Expo, cooperazione sociale a confronto con Cantone su legalità e appalti
Confcooperative,
Nota del 17 settembre 2015
Appalti e mercati pubblici sono una leva per la crescita, ma
serve semplificare per rendere più trasparente il sistema
«Per il ripristino della legalità nella gestione degli
appalti e nello sviluppo locale c’è una doppia necessità: da un lato la
cooperazione deve lavorare sulla governance favorendo il ricambio e la qualità
della dirigenza, prestando attenzione ad una crescita equilibrata e ad un reale
controllo democratico dei soci. La PA, dal canto suo, deve qualificare e
migliorare i sistemi di affidamento e selezione, snellire le normative sugli
appalti, responsabilizzare i dirigenti e sviluppare idonei sistemi di
valutazione». È quanto emerge da “Sviluppo locale e legalità” il workshop
organizzato a Expo Milano 2015,a Cascina Triulza, da Federsolidarietà
Confcooperative che ha visto a confronto
Raffaele Cantone, presidente Anac;
Giuseppe Guerini, presidente Federsolidarietà
Confcooperative;
Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e
Umberto Ranieri, presidente Fondazione Mezzogiorno Europa.
Programmazione e
affidamenti
«Lo sviluppo locale é strettamente collegato al tema della
legalità. Gli appalti pubblici rappresentano una componente enorme del mercato,
ma purtroppo alcuni meccanismi burocratici, nati per selezionare i
fornitori migliori, sono stati
piegati e fatti degenerare in
circuiti viziosi. Bisogna allora regolamentare le cose in modo diverso. L'Anac
ha iniziato a farlo molto bene con le Linee Guida di cui condividiamo
l'impianto complessivo. Resta in ogni caso necessario collocare adeguatamente
la tutela della legalità al margine di discrezionalità che naturalmente deve
essere riconosciuta a chi esercita la Funzione pubblica. La discrezionalità di
per sé non è un disvalore: se la classe dirigente, sia politica sia tecnica,
opera delle scelte secondo una programmazione e persegue delle priorità allora
va bene. Ecco perché riteniamo che l’Anac abbia centrato il tema con
l'introduzione della “programmazione” nelle Linee Guida».
Il Cara di Mineo va
chiuso
«La dimensione deve essere congrua rispetto alla tipologia
di servizio, rispetto ai mercati, ai valori cooperativi ed identitari e di
legame con il territorio. Un conto è ospitare 10 persone, magari dentro un
percorso di integrazione, altro conto è organizzare strutture come il Cara di
Mineo: è ormai evidente che in questo caso l’errore è stato di programmazione
pubblica e del modello di accoglienza che ha prodotto. Per noi i modelli tipo
Cara di Mineo andrebbero chiusi».
Appalti: cosa
modificare
Bisognerebbe snellire l'impianto normativo sugli appalti:
troppe leggi e regolamenti, a volte di dubbia interpretazione e persino in
conflitto, non solo determinano una grande quantità di contenziosi
amministrativi, ma spesso sono la "selva" dentro cui con maggior
abilità si muovono i furbi. Sarebbe più utile lavorare su programmazione,
trasparenza e margini di discrezionalità dei dipendenti pubblici. Ma il tema,
inutile nasconderselo, è il ricambio della classe dirigente pubblica e
politica. Il caso "Mafia Capitale" insegna che i corrotti non sono
meno responsabili dei corruttori, se c'è chi é pronto a offrire del denaro, c'é
chi é pronto a prenderlo o a richiederlo. La sfida è politica. Il nostro
impegno civile ci impone di escludere i corrotti chiunque essi siano,
cooperatori, imprenditori, politici, dirigenti della PA».
L’impegno della
cooperazione
«Riteniamo che la cooperazione sociale debba crescere e
irrobustirsi, ma esistono forme e dimensioni della crescita che debbono essere
distinte per tipologie di mercato. Alcuni settori economici, in cui opera la
cooperazione, hanno logiche diverse dove la grande dimensione é fondamentale
per seguire politiche di crescita, di export e di internazionalizzazione. Nel
settore sociale invece occorre prestare attenzione alle dimensioni di
relazioni, con le persone utenti e le comunità locali, dove non sempre la grande
dimensione, ma sopratutto le crescite rapide ed improvvise sono compatibili con
la funzione sociale della cooperativa.
Le esplosioni di fatturato e le crescite dimensionali repentine, in
mercati sociali dove prevale l'acquisto sui mercati della P.A. troppe volte
finiscono per distorcere il legame con la funzione sociale della cooperativa e
comportano l'imporsi di forme di opportunismo dove è più facile l'infiltrazione
di logiche distorsive».
La corruzione in
Italia
«Il fenomeno della corruzione è strutturale e richiede
risposte strutturali. Non é certamente un fenomeno recente, ma nasce molto
prima delle cooperative sociali che
hanno 20 anni di storia. La cooperazione sociale dà lavoro a oltre 400.000
persone. Parliamo di lavoro a tempo indeterminato, che eroga servizi di welfare
a 7 milioni di famiglie e che improvvisamente si trova a veder inquinata, in
modo importante, il rapporto con la PA a causa di alcune eclatanti situazioni
di delinquenza. Dobbiamo evitare che la cooperazione sociale possa essere
fagocitata e strumentalmente confusa con chi delinque e chi ha rientra nel più
ampio fenomeno della corruzione. Vogliamo lavorare per bonificare tutto il
mercato pubblico, perché la legalità avvicina, e non allontana, le imprese
dalla PA. Nella cooperazione che é sana nella sua natura, nella sua spinta
ideale, ma anche nella sua quotidianità non vanno fatti entrare i delinquenti,
e vanno cacciati quelli che si individuano».
Confcooperative - Agricoltura sociale: la legge necessita già di manutenzione
Confcooperative,
Nota del 17 settembre 2015
Guerini «Il paradosso è che chi coltiva cocomeri ha i
requisiti per fare welfare, ma non vale il contrario»
L’innovazione sociale in Italia sta facendo la differenza,
anche in agricoltura. Sono letteralmente “germogliate” una molteplicità di
esperienze di agricoltura sociale, dal basso, che si sono guadagnate
l’attenzione della stampa e delle Istituzioni. Iniziative che connettono
strettamente l’agricoltura con il welfare locale, facendola diventare uno
strumento di coesione territoriale e sviluppo.
La cooperazione sociale è stata la protagonista di questo
fermento: sono oltre 500 le cooperative sociali che operano in agricoltura
sociale, a cui bisogna aggiungere all’incirca altre 400 unità che lavorano nel
campo dell’agricoltura sociale in maniera strumentale per attività educative
(nidi, fattorie sociali), riabilitazione, ergoterapia e inserimento lavorativo
di persone svantaggiate e disabili.
Si tratta, ad esempio, di comunità di accoglienza di
tossicodipendenti, attività non residenziali e residenziali per persone con
problemi di salute mentale e disabili etc. Si stima che in questo settore siano
occupati oltre 5000 lavoratori, con un potenziale occupazionale in espansione e
dati crescenti.
Le Istituzioni Nazionali sono state spinte a fornire una
cornice quadro all’agricoltura sociale, un settore che fino a qualche settimana
fa non aveva neanche una definizione unica e condivisa. A monte c’è stato un
importante lavoro di confronto e dibattito, ma rischia di essere l’ennesima
occasione persa di promozione e sviluppo, mancando della capacità di riconoscere
gli elementi più innovativi già presenti in Italia.
«La legge ha il merito di porre attenzione sulla materia, ma
occorre rimetterci le mani, perché l’effetto paradossale di questa legge – dice
Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative – è che, ad
oggi, un agricoltore potrebbe improvvisarsi operatore sociale, insegnante,
formatore, pur senza le professionalità e i requisiti che deve rispettare una
cooperativa sociale per aprire un centro diurno, un nido. Al contrario, si opera
una selezione ed uno sbarramento tra le cooperative sociali che fanno
agricoltura, rendendo possibile fregiarsi del riconoscimento di operatore
nell’agricoltura sociale solo ad alcune cooperative sociali in possesso di
alcuni requisiti. Insomma, l’agricoltura per legge può occupare gli spazi del
sociale, attraverso una bizzarra interpretazione del concetto di connessione,
mentre il sociale non può fare altrettanto. Questo è il classico caso in cui
per legge di assegna un mercato ad alcuni che forse lo realizzeranno in futuro,
e si tengono fuori invece quelli che lo hanno presidiato fino ad oggi».
«La legge – continua Guerini – contraddice anche la genesi
dell’agricoltura sociale in Italia, non tiene conto delle sperimentazioni di
agricoltura sociale del mondo della cooperazione sociale che, conseguentemente,
continua ad essere penalizzata. Tutte le ricerche hanno dimostrato che le
cooperative sociali sono tra i soggetti economici che più di tutti hanno
contribuito alla nascita dell’agricoltura sociale in Italia. Si tratta di
attività che utilizzano la produzione agricola per l’inserimento lavorativo di
persone svantaggiate, o di attività educative, sociali, sociosanitarie
collegate alla produzione agricola».
lunedì 7 settembre 2015
Confcooperative - Crescere per competere e fuori le mele marce. Tutelare parte sana che é maggioritaria
Confcooperative,
Comunicato Stampa del 5 settembre 2015
Gardini al 40esimo del CAPAC "Più aggregazione per
crescere e per competere. Fuori chi prostituisce la cooperazione, tutelare
parte sana che é stragrande maggioranza"
"Le diverse facce della agricoltura italiana devono
necessariamente vincere la sfida delle dimensioni necessarie per poter
competere in tutti i comparti produttivi. Abbiamo ancora un'agricoltura
frammentata che vede crescere la dimensione delle proprie imprese, ma che deve
sempre inseguire gli altri Paesi europei che crescono maggiormente". Lo
dice il presidente Gardini nel messaggio di auguri per i 40 anni del consorzio
cerealicolo CAPAC.
"In agricoltura
vince chi ha le risorse e l'organizzazione per poter fare investimenti ed
innovazione. Proprio in questi mesi - continua Gardini - abbiamo realizzato in
Emilia Romagna un'aggregazione nel settore delle pere che permette ai
produttori di guadagnare 20 centesimi in più rispetto allo scorso anno solo per
avere creato un'aggregazione che aumenta la competitività e la capacità di
stare sul mercato".
"La cooperazione
- come ha segnalato il Presidente della Regione Piemonte Chiamparino che
ringrazio per le parole che ha espresso - vive un periodo difficile perché lo
strumento cooperativo, in alcuni casi, è stato usato da banditi che hanno
voluto sfruttare la cooperazione piegandola a propri interessi a scapito del
lavoro e dei soci. Abbiamo avuto delle mele marce - aggiunge Gardini - anche
nelle nostre cassette di frutta, abbiamo avuto dirigenti che hanno smarrito la
strada e quindi oggi l'impegno è di essere i protagonisti più autentici dei
veri valori cooperativi".
"Contro chi
"prostituisce" la cooperazione abbiamo il dovere di accantonare quei
dirigenti per affermare il valore della partecipazione e della centralità dei
soci. Dobbiamo difendere la stragrande maggioranza dei cooperatori che hanno
deciso di percorrere la strada della legalità per valorizzare il valore del
lavoro. Questo Paese - conclude Gardini - grazie alla cooperazione può essere
un Paese migliore, ma attraverso la cooperazione il Pese deve tornare a
crescere e svilupparsi".
“Sembra ieri, invece sono passati 40 anni, quasi due
generazioni – afferma il presidente Capac, Michele Bechis - ho sempre pensato e
penso tuttora che un agricoltore diventa socio di una cooperativa proprio
perché solo insieme, in pieno spirito cooperativo, è possibile fare quello che
da soli non è possibile realizzare. Il Consorzio è cresciuto in questi anni, abbiamo
affrontato le sfide dell'innovazione in agricoltura, del recupero degli scarti
vegetali per la produzione di energie rinnovabili e ora la nuova frontiera del
migliore utilizzo dell'acqua per guardare responsabilmente ai cambiamenti
climatici in atto. Capac opera in diversi territori piemontesi, da Chivasso a
Vigone, da Vilareggia a San Pietro del Gallo, unendo 2500 soci per un fatturato
di 70 milioni di euro. tutto riassunto nel nostro libro “Una storia di persone
che insieme guardano al futuro”
A Expo dibattito sull’agroalimentare tra Confcooperative e Slow Food Italia
Confcooperative,
Comunicato Stampa del 3 settembre 2015
Gardini «Difendere e sviluppare l'agricoltura chi non lo fa
perde l'autosufficienza»
«Un paese che non riesce a difendere il proprio settore
primario è un paese che si condanna alla non autosufficienza. Sta accadendo di
frequente in Europa. A confermarlo due fatti, due notizie molto recenti. Il
primo, l'Istat che ha diffuso un dato di metà censimento che identifica delle
tendenze: il forte calo del numero delle aziende agricole, il calo della PLV e
l'aumento della multifunzionalità in agricoltura. Il secondo è che oggi in Francia
i produttori agricoli hanno marciato sull'Eliseo contro le istituzioni.
Protestando perché non ce la fanno più, perché le aziende chiudono, perché non
hanno più margini e quelle più in difficoltà sono proprio quelle aziende che
hanno investito maggiormente per essere produttive». Lo ha detto Il presidente
Gardini intervenendo a Expo Milano 2015 a “Made in It(eat)aly” l’incontro,
organizzato da Fedagri Confcooperative Lombardia a Cascina Triulza.
«I dati dell’Istat e quanto accaduto a Parigi, sono due
fatti, due notizie che ci fanno capire che abbiamo bisogno di atteggiamenti
coerenti da parte della politica e dobbiamo porre fine alle divisioni in
agricoltura. Abbiamo due facce dell'agricoltura che possono e devono convivere:
una più legata alle produzioni tipiche e a denominazione ed una più proiettata
al mercato che deve poter crescere dimensionalmente».
«La cooperazione deve fare uno scatto ancora maggiore per
valorizzare le filiere produttive. Penso che siano obbligate ad andare
all'estero, a esportare, a strutturarsi per essere competitive sui mercati
emergenti. Non devono esistere limiti alla capacità di espandersi delle nostre
imprese. Alle imprese cooperative possono mancare i soldi ma non il coraggio e
l'ambizione di crescere».
«Sul tema del nutrire il Pianeta, tema principe di Expo
Milano 2015, dobbiamo essere consapevoli che l'aumento della popolazione
evidenzierà in modo forte la necessità e la domanda di cibo. Il nostro
messaggio al mondo è di impegnarci sul fronte dell'innovazione, del rispetto
dell'ambiente, di un minore sfruttamento delle risorse naturali per produrre di
più in modo maggiormente sostenibile».
«Molte cose dette da Gardini - ha detto Lorenzo Berlendis,
vicepresidente di SlowFood Italia - dati Istat e sostenibilità, mi trovano
d'accordo. Altrettanto importante è il tema della redistribuzione dei costi e
dei prezzi lungo la catena per non penalizzare il produttore. Uno dei nostri
progetti più pregnanti è quello della biodiversità. Oggi è difficile per i
consumatori ricondurre i prodotti ai tempi, alla stagionalità, ad un luogo di
origine e soprattutto è difficile ricondurlo ad una persona che li produce.
Occorre lavorare molto sulla consapevolezza del consumatore perché è la scelta che
può dare più o meno valore ad una filiera. La biodiversità è la scelta che può
salvare il mondo».
«La qualità e la distintività del Made in Italy coniugate
con l’innovazione, la propensione ai mercati esteri e la concentrazione
dell’offerta sono i punti di forza delle filiere cooperative evidenziati di
Fedagri Lombardia (230 cooperative e oltre 3 miliardi di fatturato). La
cooperazione ecita un ruolo di primo piano nella promozione e tutela delle
principali Dop italiane, valorizzando non solo le produzioni ma anche i
territori, un valore aggiunto che viene ridistribuito a beneficio dei soci e
delle comunità». Lo ha detto Fabio Perini, presidente di Fedagri
Confcooperative Lombardia.
«L'agricoltura non è più al centro della politica
comunitaria. Quando noi carichiamo di aspettative il Piano di Sviluppo Rurale
sbagliamo perché intanto si tratta di uno strumento assolutamente rigido che
risente di una impostazione comunitaria che non tiene conto di ciò che sta
avvenendo dentro le nostre imprese agricole. In Lombardia abbiamo un PSR con
una buona dotazione finanziaria, ma abbiamo delle risorse che sono molto
vincolate e sono le stesse nostre risorse che l'Europa ci restituisce. Il
nostro latte é sempre stato un prodotto ad altro valore produttivo aggiunto e
che ha trovato forme di ulteriore valorizzazione attraverso prodotti come il
Grana Padano o il Parmigiano Reggiano. Noi facciamo un prodotto diverso che
necessita di un prezzo diverso». Così Gianni Fava, assessore all'Agricoltura
della Regione Lombardia nel suo intervento di chiusura ai lavori.
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