Chi siamo


MEDIA-LABOR Srl - News dal mondo del lavoro e dell'economia


Visualizzazione post con etichetta Gestione del personale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gestione del personale. Mostra tutti i post

mercoledì 27 gennaio 2016

Rapporto di lavoro di dipendenti delle Ambasciate, Consolati, Legazioni, Istituti culturali ed organismi internazionali in Italia

Ministero del Lavoro, Nota del 26 gennaio 2016

Rinnovata per il triennio 2014-2016 la disciplina nazionale

In data 25 gennaio 2016 presso la sede ministeriale di via Fornovo è stata rinnovata per il triennio 2014-2016 la disciplina nazionale del rapporto di lavoro dei dipendenti delle Ambasciate, Consolati, Legazioni, Istituti culturali ed Organismi internazionali.

mercoledì 25 novembre 2015

Cdl - Per gli adempimenti di lavoro necessari i Consulenti

Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro, Nota del 24 Novembre 2015   

Il decreto ministeriale 16 settembre 2015 sulle attività esercitabili dai patronati distingue la libera consulenza dalle attività esercitabili dai Consulenti del Lavoro abilitati, specificando come tutti gli adempimenti in materia di lavoro, disciplinati dalla legge 12/79, siano riservati agli iscritti alla Categoria. Il comma 3 dell’articolo 1

mercoledì 13 agosto 2014

Quanto costa alle aziende italiane la fuga dei giovani

Secondo l’analisi  diffusa da “Page Personnel”, società di Page Group specializzata nella ricerca di personale qualificato, le aziende italiane che non riescono a conservare un talento in organico registrano una perdita economica, variabile  tra  40mila ed 80mila euro.

In sostanza, la formazione di un giovane costa, ma conviene, mentre perdere le sue prestazioni si traduce in un danno.

Particolarmente penalizzante, inoltre, la selezione sbagliata, in quanto la scelta di una risorsa inadatta al ruolo da rivestire, oltre a ridurre il ritmo di crescita della società, determina l’inutilità di   un investimento che può costare fino a 50mila euro.

Nella quantificazione dei costi, la perdita indicata da Page Personnel,  corrisponde al risultato ottenuto dalla somma tra le spese per l'inserimento e il guadagno netto che si ricaverebbe con l'apporto di una risorsa formata, con esperienza dai 3 ai 5 anni e skills competitive sul mercato del lavoro internazionale.

Si tratta di un valore che varia in base al settore che, tuttavia, non è mai inferiore a 40mila euro.

Ad esempio, nel caso di un professionista neo assunto, in fuga dall'azienda dopo sei mesi di tirocinio o lavoro a tempo determinato, la remissione dell’impresa risulta così quantificata:

-         4.600 euro per il processo di selezione, con la trafila di annunci, screening dei curricula e colloqui;

-         15mila euro di business "negato" dalla fine del rapporto;

-         19mila euro per la retribuzione dei primi mesi di lavoro.

Più il candidato è valido, più la perdita pesa. Il costo, infatti, aumenta drasticamente se la nuova risorsa è un vero e proprio talento. In questo caso, infatti,  tra progetti avviati e non conclusi, clienti portati via ed il mancato guadagno,  lo studio in commento valuta la perdita intorno agli 80mila euro.

Non a caso, l’esodo maggiore si registra tra gli ingegneri e nei settori della tecnologia, che risultano connaturati dalla maggiore offerta di alternative fuori dal nostro Paese.

Un neoprofessionista dell'area finance che accetti un impiego presso una  società inglese o tedesca costa alla sua azienda italiana di provenienza circa 35mila euro.

Un ingegnere formato al Politecnico di Milano o di Torino che accetti offerte estere con stipendi più vantaggiosi rispetto a quelli italiani dai 10-15mila  euro, genera, invece, una perdita di 60mila euro.

Il danno è addirittura più drastico  nell’ambito dei profili  del commerciale, dove il giovane che, dopo solo un semestre,  recide il rapporto  causerà all’impresa un buco di 70mila, corrispondente al costo sostenuto e alla stima di quanto avrebbe reso.

Verificare se la formazione di una nuova risorsa costi più di un diverso utilizzo di quelle presenti in organico richiede almeno sei mesi, anche se, in generale, il termine per effettuare una simile valutazione varia in base all’esperienza e alle competenze del candidato.

In media, servono 6-9 mesi per considerare la risorsa inserita a pieno nella funzione e con un’adeguata  conoscenza dell’azienda e dei prodotti/servizi. Tale periodo, tuttavia, aumenta negli ambiti molto tecnici o con prodotti estremamente complessi.

Dall’analisi, infine, emerge l’ulteriore problema delle risorse sbagliate, quelle, cioè, selezionate con metodi generici o poco chiari.

In questo caso la perdita per l’impresa è doppia e si traduce nella mancata scelta di un candidato adeguato e nel mancato business sviluppato a causa dell’inserimento di un lavoratore  privo delle necessario competenze.

Complessivamente, scegliere un candidato sbagliato può costare all’azienda dai 40mila ai 50mila euro.

Valerio Pollastrini

Gli hobby migliorano la produttività dei lavoratori

Un recente ricerca, condotta dagli psicologi della San Francisco University e pubblicata nel Journal of Occupational and Organizational Psychology, ha dimostrato che  uno sfogo di tipo creativo al di fuori del contesto aziendale  aiuta i lavoratori a svolgere meglio le proprie prestazioni.

Nonostante, specie negli ultimi tempi, la  reazione più diffusa per fronteggiare la crisi economica si sia tradotta nell’incremento dell’orario e dei carichi di lavoro, lo studio in commento ha dimostrato, di contro, che a garantire risultati e performance migliori nella professione sia la possibilità di dedicare del tempo ai propri hobby creativi, come ad esempio la pittura, il teatro o la fotografia.

In sostanza, invece che ricorrere a ritmi di lavoro sempre più incalzanti, le imprese riuscirebbero ad incrementare la produttività stimolando i propri dipendenti a dedicarsi ad attività creative extra-aziendali.

Lo studio, condotto dal Professor Kevin Eschleman, parte dalla premessa che le persone occupate in  lavori molto impegnativi, connaturati  dall’alto livello di performance richiesto, generalmente hanno la possibilità di dedicare solo poco tempo ad attività personali ed extra-lavorative, che, invece, consentirebbero loro di distaccarsi dal contesto professionale e di  recuperare al meglio  idee ed energie.

Dall’analisi condotta su 341 soggetti con lavori ed hobby differenti è emerso che, rispetto ai lavoratori privi di interessi in attività creative extra-aziendali, i lavoratori impegnati in un hobby creativo raggiungono risultati migliori del 15%-30% nelle prove di performance professionale.

I risultati, pertanto, evidenziano  con certezza come l’esclusiva concentrazione sulle prestazioni lavorative sia deleteria per il lavoro stesso.

A detta dei ricercatori, infatti, gli hobby permetterebbero ai lavoratori un miglior apprendimento dei loro punti di forza e di debolezza ed aumenterebbero la loro consapevolezza, il senso di controllo e quindi la loro efficacia,  garantendo una via di fuga agli stress quotidiani.

In conclusione, si segnala che negli Stati Uniti alcune imprese hanno mostrato particolare interesse verso questa ricerca, facilitando e stimolando   lo svolgimento di attività extra-aziendali di tipo creativo, al fine di  favorire la consapevolezza dei lavoratori sui benefici di tali attività sul loro benessere.

E’ il caso, ad esempio, di Zappos Inc., leader della vendita di calzature online acquisito da Amazon nel 2009, che, per sollevare il morale dei dipendenti e migliorare il generale contesto lavorativo, incoraggia gli impiegati ad esporre negli uffici i loro lavori artistici.

Valerio Pollastrini