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martedì 24 giugno 2014

La prassi aziendale

Nella sentenza n.12887 del 9 giugno 2014 la Corte di Cassazione ha ricordato che gli usi aziendali   possono rientrare nel novero delle c.d. fonti sociali, la cui efficacia produce determinati effetti nella  gestione dei rapporti di lavoro.

Nella pronuncia in commento la Suprema Corte ha osservato che l'accertamento della sussistenza di una prassi aziendale esige la rigorosa dimostrazione della reiterazione costante e generalizzata di un comportamento in seno all’impresa.

L’uso aziendale, se accertato attraverso le predette modalità, rientra nel novero delle fonti sociali, comprendenti prassi, contratti collettivi ed il regolamento interno.

Quella in commento costituisce una particolare fonte diretta al conseguimento di  una disciplina dei rapporti uniforme per la  collettività impersonale dei lavoratori dell’azienda, la cui azione incide sui  singoli rapporti individuali allo stesso modo e con la stessa efficacia di un contratto collettivo aziendale.

Valerio Pollastrini

domenica 27 ottobre 2013

Quando le maggiori retribuzioni costituiscono un uso aziendale


Nella sentenza n.21345 del 18 settembre 2013 la Corte di Cassazione ha indicato i presupposti per il consolidamento degli usi aziendali, confermando la possibilità che tra essi possano essere annoverati i compensi costantemente erogati ai dipendenti in misura superiore rispetto ai minimali contrattuali.

Unitamente ai regolamenti aziendali e ai contratti collettivi, l’uso aziendale rientra nel novero delle c.d. “fonti sociali”, così definite perché dirette a conseguire un'uniforme disciplina dei rapporti con riferimento alla collettività dei lavoratori dì un'azienda e non la realizzazione di meri interessi individuali.

Gli usi, pertanto, producono la loro efficacia sui singoli rapporti individuali con la stessa efficacia di un contratto collettivo aziendale.

Affinché possa consolidarsi l’uso aziendale è indispensabile il protrarsi nel tempo di comportamenti aventi lo stesso contenuto che abbiano carattere generale, vale a dire applicati nei confronti di tutti i  dipendenti dell'azienda.

L’uso produce i suoi effetti anche nei confronti dei lavoratori entrati in azienda successivamente alla sua formazione.

La Suprema Corte ribadisce, infine, che per accertare la configurazione di un uso aziendale sia necessario provare la costante e generalizzata reiterazione di una medesima condotta datoriale.

Valerio Pollastrini