"Noi siamo pronti a fare l'accordo sui comparti, ma è
l'Aran che, dopo un primo incontro fatto solo per far finta di avviare la
discussione, continua a latitare”. Così Serena Sorrentino, segretaria nazionale
Cgil, replica alle parole del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in
audizione sulla legge di Stabilità.
“Dire che i 300 milioni stanziati in manovra per statali e
forze dell'ordine sono sufficienti e dare poi l'indicazione agli altri comparti
di trovare risorse nei propri capitoli di bilancio, significa non avere
rispetto per quei lavoratori che hanno il contratto bloccato da 6 anni e non
dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale”, aggiunge la
dirigente sindacale.
“Non è, inoltre, ammissibile dire che quelle poche risorse,
se ci saranno, verranno attribuite con criteri stabiliti in un dpcm. In quanto,
questa è materia contrattuale e rappresenterebbe una violazione proprio della
sentenza della Consulta che restituisce alle organizzazioni sindacali il diritto
garantito dall'art 39 della Costituzione alla contrattazione”, prosegue
Sorrentino.
“Intanto si blocca il turn over e la contrattazione
decentrata, non dando risposte ai precari e alla necessità di qualificare la
Pubblica amministrazione”, afferma la dirigente della Cgil, che aggiunge: “Il
governo è in ritardo e non ci sono più alibi: ci convochi per avviare la
contrattazione mettendo risorse adeguate sui contratti, senza discriminazioni
tra settori pubblici, e rimuova i vincoli di legge sulla contrattazione”.
Sorrentino ricorda che, “per queste ragioni è in campo la
mobilitazione unitaria dei pubblici dipendenti, che stanno svolgendo assemblee
in tutti i luoghi di lavoro e saranno il 28 novembre in piazza a Roma”.
“Altro che innovazione stiamo tornando indietro di
quarant'anni. Confidiamo che il governo scelga un'altra strada, la P.a. è un
bene pubblico e il lavoro pubblico va rispettato e contrattualizzato perché è
l'unico modo per garantire efficienza sottraendolo al ricatto della politica”,
conclude la segretaria della Cgil.
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