“Un convento religioso è esentato dalle imposte, però se
lavora come un albergo paghi le tasse, altrimenti l’impresa non è molto sana”.
E’ quanto afferma Papa Francesco. “Ci sono conventi che sono quasi vuoti –
ricorda il Papa – e anche lì può esserci la tentazione del dio denaro. Alcune
congregazioni dicono: ora il convento è vuoto, facciamolo diventare un albergo
e possiamo ospitare persone, mantenerci e guadagnare denaro. Bene, se desideri
questo paga le tasse. Un collegio religioso è esente dalle imposte, ma se
lavora come un hotel è giusto che paghi le imposte”.
In base al decreto del Ministero dell’Economia firmato da
Padoan il 26 giugno del 2014, gli spazi organizzati “non in forma
imprenditoriale” per la ricettività, come appunto le stanze affittate nei
conventi o collegi, possono essere esenti dalle tasse sugli immobili, a
condizione che ci sia “discontinuità” nell’apertura. Pertanto, che l’attività
ricettiva non copra l’intero anno solare. Soprattutto, a condizione che quegli
alloggi accolgano “destinatari propri delle attività istituzionali”, quindi
alunni e famiglie degli istituti scolastici, iscritti al catechismo,
appartenenti alla parrocchia, membri di associazioni, e tutti coloro desiderosi
di compiere ritiri spirituali.
“L’invito categorico a pagare le imposte come chiunque
altro, rivolto oggi da Papa Bergoglio alle strutture religiose che funzionano
come hotel, è forse la migliore risposta alla nostra denuncia della dilagante
evasione ed elusione fiscale da parte delle case per ferie gestite a Roma da
enti ecclesiastici”. Lo scrivono Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani
e consigliere comunale a Roma, e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali
Roma secondo i quali “ben il 40 per cento delle circa 300 strutture alberghiere
gestite da religiosi (con i comfort e i prezzi degni di un hotel a 4 stelle)
non ha mai versato l’Imu e un altro 20 per cento lo versa irregolarmente. Un
terzo di queste inoltre non paga nemmeno Tasi e Tari”. Secondo questi calcoli,
“i contenziosi aperti con il Comune sono tantissimi, per un totale di quasi 20
milioni di euro di tasse mai versate”.
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