In particolare, l’attuale formulazione del provvedimento
prevede l’istituzione di un ruolo unico, la fine degli incarichi a vita ed
impone un meccanismo di progressione delle carriere basato sul merito. Su quest’ultimo
versante, inoltre, l’eventuale valutazione negativa del dirigente potrà
comportarne la decadenza dal ruolo.
Approvato, infine, un emendamento proposto dal M5s che
prevede la revoca o il divieto dell’incarico per i dirigenti condannati dalla Corte dei Conti,
anche in via non definitiva.
Incassato nei giorni scorso il parere favorevole della
Camera, il testo del D.D.L. tornerà ora in Senato per l’approvazione definitiva,
prevista entro l’inizio della pausa
estiva.
Valerio Pollastrini
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