La sfida di Salvatore Cimmino: da L’Avana a Key West a nuoto
L’atleta, amputato a una gamba all’età di 15 anni e
assistito presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, ha presentato la
sua nuova impresa: una traversata in mare non stop di 180 km da compiere in
circa 60 ore, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà che
devono affrontare ogni giorno le persone disabili
ROMA - Determinazione, coraggio, passione. Per attraversare
180 chilometri di mare nuotando con una sola gamba e con la volontà di superare
barriere materiali e interiori, dimostrando che “andare oltre” si può e che lo
sport è uno straordinario strumento per farlo. La nuova sfida di Salvatore
Cimmino – la traversata a nuoto non stop di circa 60 ore da L’Avana a Key West,
prevista per il prossimo luglio – è stata presentata la scorsa settimana a Roma
al Circolo Canottieri Aniene, dove l’atleta si allena ogni giorno: “Spero che
la mia impresa, suscitando curiosità, riesca a focalizzare l’attenzione sul
mondo della disabilità e sulle difficoltà che le persone disabili vivono quotidianamente”.
Sei anni fa ha
attraversato la Manica.
Cinquantadue anni, disabile dall’età di 15 a causa di un
osteosarcoma per il quale ha subito l’amputazione di una gamba a metà del
femore, Cimmino è assistito presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di
Budrio. Ha iniziato a nuotare circa 10 anni fa per problemi alla schiena e nel
2009 ha attraversato il Canale delle Manica, stabilendo il record italiano. Nel
2010 ha lanciato l’iniziativa “A nuoto nei mari del globo - Per un mondo senza
barriere e senza frontiere” , un tour natatorio per sensibilizzare l’opinione
pubblica sulla disabilità. “La mia speranza – spiega – è che possa essere
vissuta come una risorsa, come un’occasione di crescita e sviluppo per la
società. Anche grazie allo sport, infatti, ho capito che la disabilità può e
deve rappresentare un valore”.
“Sarà anche un
esperimento scientifico”.
Come sottolineato da Eugenio Guglielmelli, direttore
dell’unità di ricerca di robotica biomedica e biomicrosistemi presso la facoltà
di Ingegneria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, la traversata da Cuba
a Key West, all’estremità meridionale della Florida, si presenta come
un’impresa sportiva davvero unica. “Saremo presenti a fianco di Salvatore, in
collaborazione con alcune università americane – ha detto – perché quello che
sta cercando di fare è anche un esperimento scientifico. Quindi, data l’unicità
dell’impresa, monitoreremo i suoi parametri vitali, la performance e una serie
di dati durante la traversata”. Lo sport, dunque, non solo come strumento per
promuovere il reinserimento e l’inclusione sociale ma anche, allargando
l’orizzonte, come risorsa importante in un connubio virtuoso con ricerca e
tecnologia.
“Spesso sul terreno
agonistico si sperimentano tecnologie avanzate”.
“Il terreno
agonistico è spesso quello dove si sperimentano tecnologie avanzate”, ha
aggiunto Guglielmelli, che ha citato anche l’accordo tra Inail e Campus
Bio-Medico per promuovere e finanziare progetti di ricerca in questo ambito.
Del resto la tecnologia nel campo degli ausili protesici ha già fatto grandi
progressi, come ha ricordato Cimmino parlando della propria esperienza: “Da
otto anni utilizzo una protesi di ultima generazione con ginocchio elettronico,
che mi ha consentito di ridurre l’accesso alle prestazioni sanitarie, perché ho
minore necessità di interventi di riparazione, e di camminare più eretto di
prima, con meno fatica e senza dolori alla schiena. Vorrei che tutti i disabili
avessero questa possibilità, ma nella nostra società non è ancora possibile a
causa dei costi molto elevati di questi dispositivi”.
La preparazione
durerà otto mesi.
Per prepararsi alla traversata, Cimmino inizierà ad
allenarsi con circa otto mesi di anticipo, aumentando progressivamente le ore
quotidiane di nuoto. A partire da luglio, ogni momento sarà buono per tentare
l’impresa, che finora è stata portata a termine soltanto dall’atleta
normodotata statunitense Diana Nyad, che ce l’ha fatta al quinto tentativo.
Sono molti, infatti, i pericoli e le difficoltà fisiche, meteorologiche e
ambientali da affrontare – tra cui correnti, squali, banchi di meduse – che
saranno monitorati anche grazie al supporto di un team di appoggio che resterà
costantemente a fianco del nuotatore. E a chi gli chiede come affronta
psicologicamente l’enormità di questa sfida, lui risponde: “Amo la vita, amo
nuotare, quando nuoto torno ad avere tutte e due le gambe”.
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