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venerdì 6 novembre 2015

Inail - Da Cuba a Key West a nuoto: la sfida di Salvatore Cimmino per un mondo senza barriere

Inail, News del 6 novembre 2015

La sfida di Salvatore Cimmino: da L’Avana a Key West a nuoto

L’atleta, amputato a una gamba all’età di 15 anni e assistito presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, ha presentato la sua nuova impresa: una traversata in mare non stop di 180 km da compiere in circa 60 ore, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà che devono affrontare ogni giorno le persone disabili

ROMA - Determinazione, coraggio, passione. Per attraversare 180 chilometri di mare nuotando con una sola gamba e con la volontà di superare barriere materiali e interiori, dimostrando che “andare oltre” si può e che lo sport è uno straordinario strumento per farlo. La nuova sfida di Salvatore Cimmino – la traversata a nuoto non stop di circa 60 ore da L’Avana a Key West, prevista per il prossimo luglio – è stata presentata la scorsa settimana a Roma al Circolo Canottieri Aniene, dove l’atleta si allena ogni giorno: “Spero che la mia impresa, suscitando curiosità, riesca a focalizzare l’attenzione sul mondo della disabilità e sulle difficoltà che le persone disabili vivono quotidianamente”.

Sei anni fa ha attraversato la Manica.
Cinquantadue anni, disabile dall’età di 15 a causa di un osteosarcoma per il quale ha subito l’amputazione di una gamba a metà del femore, Cimmino è assistito presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio. Ha iniziato a nuotare circa 10 anni fa per problemi alla schiena e nel 2009 ha attraversato il Canale delle Manica, stabilendo il record italiano. Nel 2010 ha lanciato l’iniziativa “A nuoto nei mari del globo - Per un mondo senza barriere e senza frontiere” , un tour natatorio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla disabilità. “La mia speranza – spiega – è che possa essere vissuta come una risorsa, come un’occasione di crescita e sviluppo per la società. Anche grazie allo sport, infatti, ho capito che la disabilità può e deve rappresentare un valore”.

“Sarà anche un esperimento scientifico”.
Come sottolineato da Eugenio Guglielmelli, direttore dell’unità di ricerca di robotica biomedica e biomicrosistemi presso la facoltà di Ingegneria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, la traversata da Cuba a Key West, all’estremità meridionale della Florida, si presenta come un’impresa sportiva davvero unica. “Saremo presenti a fianco di Salvatore, in collaborazione con alcune università americane – ha detto – perché quello che sta cercando di fare è anche un esperimento scientifico. Quindi, data l’unicità dell’impresa, monitoreremo i suoi parametri vitali, la performance e una serie di dati durante la traversata”. Lo sport, dunque, non solo come strumento per promuovere il reinserimento e l’inclusione sociale ma anche, allargando l’orizzonte, come risorsa importante in un connubio virtuoso con ricerca e tecnologia.

“Spesso sul terreno agonistico si sperimentano tecnologie avanzate”.
 “Il terreno agonistico è spesso quello dove si sperimentano tecnologie avanzate”, ha aggiunto Guglielmelli, che ha citato anche l’accordo tra Inail e Campus Bio-Medico per promuovere e finanziare progetti di ricerca in questo ambito. Del resto la tecnologia nel campo degli ausili protesici ha già fatto grandi progressi, come ha ricordato Cimmino parlando della propria esperienza: “Da otto anni utilizzo una protesi di ultima generazione con ginocchio elettronico, che mi ha consentito di ridurre l’accesso alle prestazioni sanitarie, perché ho minore necessità di interventi di riparazione, e di camminare più eretto di prima, con meno fatica e senza dolori alla schiena. Vorrei che tutti i disabili avessero questa possibilità, ma nella nostra società non è ancora possibile a causa dei costi molto elevati di questi dispositivi”.

La preparazione durerà otto mesi.
Per prepararsi alla traversata, Cimmino inizierà ad allenarsi con circa otto mesi di anticipo, aumentando progressivamente le ore quotidiane di nuoto. A partire da luglio, ogni momento sarà buono per tentare l’impresa, che finora è stata portata a termine soltanto dall’atleta normodotata statunitense Diana Nyad, che ce l’ha fatta al quinto tentativo. Sono molti, infatti, i pericoli e le difficoltà fisiche, meteorologiche e ambientali da affrontare – tra cui correnti, squali, banchi di meduse – che saranno monitorati anche grazie al supporto di un team di appoggio che resterà costantemente a fianco del nuotatore. E a chi gli chiede come affronta psicologicamente l’enormità di questa sfida, lui risponde: “Amo la vita, amo nuotare, quando nuoto torno ad avere tutte e due le gambe”.

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