Latina 20 ottobre 2015 – Prevenire la cattiva gestione delle
nomine privilegiando serietà ed efficienza. Un obiettivo perseguibile
prevedendo criteri che assicurino una rotazione degli incarichi di curatore
fallimentare. E’ la proposta avanzata dal presidente del Consiglio nazionale
dei commercialisti, Gerardo Longobardi, nel corso di un convegno svoltosi oggi
a Latina, organizzato dal locale tribunale ordinario, presieduto da Catello
Pandolfi, dedicato a concordato, accordi di ristrutturazione e fallimento alla
luce del D.L. 83/2015, al quale ha partecipato con il Generale Saverio
Capolupo, Comandante Generale della Guardia di Finanza e con il Presidente
della Corte d’Appello di Roma, Luciano Panzani.
“Occorre pensare - ha affermato Longobardi - ad un meccanismo
che garantisca la job rotation, prevedendo un limite al cumulo degli
incarichi”. “Si potrebbe prevedere - ha spiegato - che gli stessi soggetti, in
un arco temporale ragionevole, non possano ricoprire più di un determinato
numero di incarichi nello stesso tribunale”. Per Longobardi solo attraverso
un’azione coordinata tra Magistratura, forze dell’Ordine e Ordini professionali
si può garantire la legalità nell’ambito delle procedure concorsuali, anche
attraverso l’elaborazione di linee guida condivise. “Chiunque faccia parte di
un sistema di corruttela e malaffare - ha affermato Longobardi in riferimento
ad alcuni casi di cronaca - non è degno di appartenere all’Ordine dei
Commercialisti. I Consigli Territoriali di Disciplina della nostra categoria, laddove
emergessero comportamenti sanzionabili, dovranno comminare sanzioni esemplari,
quali la radiazione dall’Ordine, a tutela soprattutto del lavoro onesto della
stragrande maggioranza degli Iscritti".
Nel corso del suo intervento, il Generale Capolupo,
soffermandosi sulle novità introdotte dal D.L. 83/2015 ha definito
“particolarmente apprezzabile il tentativo di salvaguardare il “bene impresa”,
agendo con tempestività già in una fase precoce della crisi”. “Al riguardo – ha
affermato - sono da valutare positivamente le disposizioni che mirano, tra
l’altro, a promuovere la contendibilità delle imprese in concordato preventivo,
in modo da incentivare condotte virtuose dei debitori in difficoltà. Parimenti
importante, in un’ottica di certezza dei rapporti giuridici, è la previsione di
una tempistica predefinita per la conclusione delle procedure concorsuali,
stabilita ordinariamente in due anni dalla sentenza di fallimento”.
Sulla necessità' di salvaguardia dell'impresa e nel contempo
di repressione dei reati fallimentari ha insistito nel suo intervento anche il
presidente della Corte di appello di Roma, Luciano Panzani, ringraziando le Forze dell'Ordine e il
Generale Capolupo per quanto sta facendo la Guardia di Finanza. “Concordo – ha
detto Panzani - sull'esigenza di trasparenza e rotazione nelle nomine e
sull'opportunità prevista nei lavori della Commissione Rordorf, istituita per
la riforma organica delle procedure concorsuali, di creazione di un albo
nazionale dei curatori e commissari giudiziali”.
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