L’agricoltura italiana è diventata la piu’ green d’Europa
con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per
prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e
biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la
piu’ vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che
non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma
anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori
norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati come
avviene in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea. E’ quanto è emerso alla
Giornata dell’Agricoltura italiana organizzata da Coldiretti ad Expo con la
partecipazione di decine di migliaia di agricoltori provenienti da tutte le
regioni guidati dal Presidente nazionale Roberto Moncalvo alla presenza del
presidente del Consiglio Matteo Renzi.
L’Italia è l’unico Paese - sottolinea la Coldiretti - che
puo’ vantare 272 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) superiori a
quelle registrate dalla Francia, oltre ventimila agriturismi ma è anche al
vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti
agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi
4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei
prodotti extracomunitari (7,5%). Ma l’Italia è anche il Paese con le regole
produttive piu’ rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari, dal
divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di
latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino che non
valgono in altri Paesi dell’Unione Europea, dove si assiste ad un crescendo di
diktat alimentari finalizzati a surrogati, sottoprodotti e aromi vari che
snaturano l’identità degli alimenti.
E sul territorio nazionale c’è anche il maggior numero di
agricoltori biologici a livello europeo. Secondo un’analisi Coldiretti su dati
Sinab, il nostro Paese conta 49.070 imprese biologiche, in aumento del 12% rispetto
all’anno precedente, mentre cresce anche la superficie coltivata, salita a
quasi 1,4 milioni di ettari (+5%). Le aziende bio italiane sono il 17% di
quelle europee, una percentuale che ci rende campioni continentali del settore,
seguiti dalla Spagna (30.462 imprese, 12% dell’Ue) e Polonia (25.944, 10% di
quelle europee).
Il modello produttivo dell’agricoltura italiana è campione
anche nella produzione di valore aggiunto. Il valore aggiunto per ettaro
realizzato dal settore è – sottolinea la Coldiretti - più del doppio della
media UE-27, il triplo del Regno Unito, il doppio di Spagna e Germania, e il
70% in più dei cugini francesi. Non solo: siamo i primi anche in termini di
occupazione, con 7,3 addetti per cento ettari a fronte di una media Ue di 6,6
(elaborazione su dati Commissione Europea).
La rete di vendita diretta degli agricoltori di Campagna
Amica ha quasi diecimila riferimenti dove acquistare lungo tutta la Penisola
prodotti alimentari a chilometri zero con una azione di sostegno alle realtà
territoriali e un impegno contro l’inquinamento ambientale per i trasporti che
non ha eguali negli altri Paesi dell’Unione e nel mondo. Un percorso reso
possibile – sottolinea la Coldiretti - dal grande sforzo di rinnovamento
dell’agricoltura italiana dove una impresa su tre è nata negli ultimi dieci
anni con una decisa tendenza alla multifunzionalità, dalla trasformazione
aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli
agriasilo ma anche le attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di
cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili,
detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade e la
cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.
"Il successo dell'agricoltura italiana sta nella sua
sostenibilità e nella sua bellezza che derivano da straordinarie qualità,
varietà, distintività e articolazione sul territorio che non hanno uguali al
mondo”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel
sottolineare che “si tratta di un risultato che è figlio di cura, di
equilibrio, di tradizione e di innovazione, di buon lavoro, di rispetto, i
quali rendono il Made in Italy a tavola esclusivo, quindi ‘prezioso’ e quindi vendibile su tutti
i mercati della terra”. “Se siamo ai vertici mondiali per la produzione
biologica – ha continuato Moncalvo - se progressivamente abbiamo scalato addirittura il ranking nella
produzione di “caviale”, se la nostra rete di mercati in vendita diretta è la
più estesa in Europa, se l’agricoltura giovane italiana è la più numerosa e più
innovativa d’Europa, se i nostri formaggi e i nostri vini sono i più ricercati
(e imitati) è perchè in questi anni abbiamo costantemente ‘mantenuto’ e
‘innovato’” per garantire competitività al settore agroalimentare che
rappresenta il 15 per cento del Pil nazionale, con un valore complessivo di 250
miliardi di euro di fatturato alimentato da 1,6 milioni di aziende agricole.
I PRIMATI
DELL’AGRICOLTURA ITALIANA - FONTE COLDIRETTI
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Il settore agroalimentare rappresenta il 15 per
cento del Pil nazionale, con un valore complessivo di 250 miliardi di euro di
fatturato, alimentato da 1,6 milioni di aziende agricole.
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Il modello produttivo dell’agricoltura italiana
è campione nella produzione di valore aggiunto. Il valore aggiunto per ettaro
realizzato dal settore è – sottolinea la Coldiretti - più del doppio della
media UE-27, il triplo del Regno Unito, il doppio di Spagna e Germania, e il
70% in più dei cugini francesi. Non solo: siamo i primi anche in termini di
occupazione, con 7,3 addetti per cento ettari a fronte di una media Ue di 6,6
(elaborazione su dati Commissione Europea).
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L’Italia è il Paese più forte al mondo per
prodotti ‘distintivi’ con 272 prodotti Dop e Igp e 4886 specialità tradizionali
regionali che salvaguardano la biodiversità e difendono la tradizione.
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L’Italia è al vertice della sicurezza alimentare
mondiale. Siamo il paese – rileva la Coldiretti - con il minor numero di
prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore
di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1.4%) e di quasi 20 volte quella
dei prodotti extracomunitari (7.5%).
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L’agricoltura italiana è tra le più sostenibili.
Con 814 tonnellate per ogni milione di euro prodotto dal settore, non solo
l’agricoltura italiana emette il 35% di gas serra in meno della media Ue, ma fa
decisamente meglio di Spagna (il 12% in meno), Francia (35%), Germania (39%) e
Regno Unito (il 58% di gas serra in meno).
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L’Italia è il primo paese europeo per numero di
agricoltori biologici. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Sinab, il nostro
paese conta 49.070 imprese biologiche, in aumento del 12 per cento rispetto
all’anno precedente, mentre cresce anche la superficie coltivata, salita a
quasi 1,4 milioni di ettari (+5 per cento). Le aziende bio italiane sono il 17%
di quelle europee, una percentuale che ci rende campioni europei del settore,
seguiti dalla Spagna (30.462 imprese, 12% dell’Ue) e Polonia (25.944, 10% di
quelle europee).
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L’Italia dispone della più ampia rete di
fattorie e mercati degli agricoltori in vendita diretta a chilometri zero che
abbatte l’inquinamento determinato dai trasporti con quasi diecimila
riferimenti della rete di Campagna Amica (scarica la App farmersforyou).
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