Tra il 2011 e il 2014, se non ci fossero state le bancarelle
(+10,7%), il commercio sarebbe stato fermo (-0,1%). In termini relativi, ancora
di più sono cresciute le imprese del commercio a distanza (Internet: 16,8%).
Rispetto a questi due comparti (ambulanti e commercio on line) e al netto di
alimentare e Ict, tutto il commercio al dettaglio tradizionale (negozi ma anche
supermercati) ha visto ridursi il numero delle imprese.
L'aumento dei consumi a luglio rispetto allo stesso mese
dello scorso anno secondo l'indicatore della Confcomemrcio Iconsumi stanno
crescendo (l'indicatore di Confcommercio ha registrato a luglio una crescita
dello 0,4% rispetto a giugno e del 2,1% sull'anno precedente); i negozi
chiudono. In questa apparente contraddizione sta il destino di una struttura
distributiva che si sta riassestando. Molte le sorprese: a crescere sono gli
ambulanti e le vendite online. Se tra il 2011 e il 2014 non ci fossero state le
bancarelle (10,7%) il commercio sarebbe stato fermo (-0,1%). In termini relativi,
ancora di più sono cresciute le imprese del commercio a distanza (Internet:
16,8%). Rispetto a questi due comparti (ambulanti e commercio on line) e al
netto di alimentare e Ict, tutto il commercio al dettaglio tradizionale (negozi
ma anche supermercati) ha visto ridursi il numero delle imprese. Le bancarelle
funzionano: da un lato presentano il vantaggio della prossimità (vanno il più
vicino possibile ai clienti), dall'altro soddisfano la naturale predisposizione
italiana all'andar per mercati e mercatini, che uniscono lo shopping al
passeggio. Secondo un'elaborazione Unioncamere, su 871.885 imprese commerciali
registrate al 31 dicembre 2014, il commercio al dettaglio ambulante opera con
uno stock di 188.218 strutture. Nel 2014 le nuove bancarelle sono state 7.423 (
4,1%). Tra il 2011 e il 2014 la crescita è stata di 18.758 unità (con un
aumento del 10,7%). Un exploit simile, anche se su valori relativamente più
contenuti, è stato quello dell'on line, cresciuto del 16,8%, raggiungendo uno
stock di 36.646 imprese registrate. Guardando in modo più ravvicinato il
commercio ambulante, scopriamo che la parte del leone l'ha fatta il comparto
dei prodotti tessili, abbigliamento e calzature, con 76.381 imprese. Le
province più dinamiche sono Pisa (con un saldo positivo 2014 del 13,3%), Napoli
(12,9%), Pescara (10,1%), Palermo (9,9%), Milano (9,3%), Roma (8,3%).
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tratto da "La Stampa"
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