Domani in Consiglio dei ministri l'esame del Documento di
economia e finanza. Padoan esclude rialzi del deficit verso la soglia limite
del 3% del Pil. Per la manovra espansiva da 27 miliardi che il governo ha in
mente sarà cruciale il via libera della Ue ad una maggiore flessibilità.
Def in dirittura d'arrivo: il documento con le previsioni
macro che faranno da perimetro per gli interventi della Legge di Stabilità
approderà domani in Consiglio dei ministri. "Confermo che la Nota di
aggiornamento al Def sarà esaminata e discussa dal Governo questo venerdì per
essere trasmessa al Parlamento", ha annunciato il ministro dell'Economia,
Pier Carlo Padoan, durante il Question Time alla Camera, escludendo rialzi del
deficit verso la soglia limite Ue del 3% del pil. Un impegno, quello
sull'indebitamento netto, che il governo rispetterà le che oggi appare anche
più facile da centrare grazie all'atteso rialzo delle stime di crescita da
+0,7% di aprile a +0,9% nel 2015, con tanto di effetto trascinamento anche sul
2016, da +1,4% ad almeno +1,6%. E dovrebbe arrivare anche un calo del rapporto
deficit-pil, ma su questo parametro inciderà un'inflazione inferiore alle
aspettative. Di certo "non c'è nessuna intenzione del governo di far
crescere il deficit e farlo veleggiare verso il 3%, l'indebitamento si
attesterà al 2,6% quest'anno e scenderà negli anni successivi", garantisce
il titolare di via XX settembre rispondendo ad un'interrogazione scritta del
capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Renato Brunetta. Cruciale per la
manovra espansiva da 27 miliardi che il governo ha in mente sarà il via libera ad
una maggiore flessibilità Ue che permetterebbe di 'stirare' il deficit per il
2016 al massimo fino al 2,2% del pil, contro l'atteso 1,8% previsto ad aprile.
Il governo ha già richiesto e ottenuto dalla Commissione europea una
validazione della clausola sulle riforme strutturali che è pari allo 0,4% del
pil e non ha ancora utilizzato i margini previsti dalla clausola per gli
investimenti", ricorda il ministro. Il governo, insiste, "sta
valutando il modo più efficace per ottenere ulteriori margini di flessibilità
previsti dalle regole europee sia in termini di sforzi previsti dalle riforme
sia in termini di contributi agi investimenti". Maggiore flessibilità per
il 2016 dunque complessivamente pari allo
0,4% del pil (0,1% dalle riforme e possibilmente uno 0,3% dalla clausola
per investimenti) che associata alla migliorata crescita regalerebbe un nuovo '
tesoretto' da 10 miliardi per il 2016. Risorse che contribuiranno alle
coperture della prima tranche di misure della rivoluzione fiscale triennale
annunciata dal premier Matteo Renzi: azzeramento Tasi sulla prima casa, Imu
agricola e sugli impianti imbullonati. Ma tra le altre misure in cantiere per
la Legge di stabilità da presentare entro il 15 ottobre, tra le altre anche la
proroga delle decontribuzioni sui neoassunti, misure anti-povertà e ilpiano per
il Sud per una manovra espansiva che ammonterebbe complessivamente a 27
miliardi La Legge di Stabilità "faciliterà l'ulteriore definitiva uscita
da unafase prolungata di recessione e quindi non semplicemente un' uscita
ciclica ma un' uscita strutturale che richiede appropriati sforzi",
assicura Padoan. E il governo è fiducioso di un via libera Ue alla flessibilità non fosse altro per la riduzione
del disavanzo ben oltre la linea rossa,
in un panorama europeo dove altri ' big' Ue, nella fattispecie la Francia, certo non brillano
per il rigore sul deficit. Il ministro si è inoltre soffermato sulle
linee-guida del governo per il Mezzogiorno:
accelerare sull'utilizzo dei fondi Ue residui della programmazione 2007-13 e utilizzare
tempestivamente quelli della nuova programmazione 2014-20; investimenti
pubblici per aumentare qualità e quantità del capitale infrastrutturale e non
infrastrutturale del sud; un'azione strutturale per la convergenza ed efficacia
delle politiche ordinarie; un'azione
selettiva di politica industriale per la crescita e l'internazionalizzazione
delle imprese innovative esistenti e un
eventuale pacchetto di incentivi fiscali per sostenere lo sviluppo delle imprese e gli investimenti al Sud.
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