Ricerca Censis "Il futuro dei territori. Idee per un
nuovo manifesto per lo sviluppo locale": nei primi sei mesi del 2015 forte
aumento degli occupati nei servizi di alloggio e ristorazione (+5,4%, il picco
al Sud con +7,4%). Tra gennaio e maggio quasi un milione di turisti in più
rispetto allo stesso periodo del 2014.
In Italia, nel primo
semestre di quest'anno, si registra un piccolo boom di nuovi occupati nel campo dei servizi di
alloggio e ristorazione con un +5,4%. Il picco al Sud (+7,4%). Lo rivela la
ricerca "Il futuro dei territori.
Idee per un nuovo manifesto per lo sviluppo
locale" realizzata dal Censis per il Padiglione Italia di Expo
2015. In Italia i territori con i tassi di occupazione più alti sono
quelli che hanno puntato sull'offerta
turistica o sull'agroalimentare, con
oltre 2 milioni di visitatori in più nei primi cinque mesi dell'anno rispetto al 2013. "Solo così - sostiene
il Censis - si può contrastare il rischio di una secessione di fatto del
Mezzogiorno". Creare occupazione e
puntare sullo sviluppo dei territori la ricetta per battere la crisi. Quattro regioni meridionali
(Sicilia, Campania, Calabria e Puglia)
si collocano agli ultimi quattro posti della
graduatoria europea per tasso di occupazione della popolazione con età
tra i 15 e i 64 anni. Tra le prime 20 regioni dell'Ue nessun territorio italiano: il primo, la Provincia
autonoma di Bolzano, si colloca solo
all'86esimo posto, con un tasso di occupazione del 70,8%. Bisogna scendere fino
al 130esimo per trovare la seconda regione
italiana nella graduatoria: l'Emilia Romagna (66,3%). Da dove ripartire
allora? Dai nostri punti di eccellenza,
osserva il Censis. Nella classifica dei primi 30 sistemi locali per tasso di occupazione, quasi la metà hanno una
specializzazione produttiva legata al
turismo: da Bressanone a Vipiteno e Ortisei, in
provincia di Bolzano, a Bormio, in provincia di Sondrio. E cinque sono
a vocazione agroalimentare: da Brunico
ed Egna, a Bolzano, a Borgo San Lorenzo
(Firenze) e Alba (Cuneo). "Sono esperienze da cui si può e si deve ripartire per rifare sviluppo. Indicano
che la filiera del cibo - dalla produzione alla distribuzione, al consumo - è
un formidabile moltiplicatore di
opportunità per i territori". Nel
complesso vincono, sul piano economico, i territori che si rendono
riconoscibili e incarnano la "good reputation" del made in
Italy, intercettando la domanda globale
di tracciabilità e autenticità. Decolla anche il settore turistico. Da quanto
emerge dalla ricerca del Censis, l'Italia ha registrato quasi 900.000
visitatori in più nei primi cinque mesi
del 2015 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e oltre due milioni
in più rispetto ai primi cinque mesi del 2013.
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