“Il dato sull’intermediazione di lavoro dimostra la
necessità di investire e rilanciare i ‘servizi per l'impiego’, che hanno troppo
poco personale rispetto ai bisogni dei lavoratori e delle imprese e che sono
stati depotenziati dalla riforma istituzionale e dall’incertezza in cui si
trovano le province. E la stessa agenzia per il lavoro prevista dal Jobs act
non risolve questo problema ma rischia di accentuarlo”. Così il segretario
confederale della Cgil, Serena Sorrentino, commenta quanto rilevato dall'Istat
nel nuovo comunicato sul mercato del lavoro, che fa il punto sul secondo
trimestre del 2015.
Dal comunicato
dell’Istituto di statistica emerge, infatti, che la ricerca del lavoro è
affidata soprattutto ai canali informali: l'88,9% delle persone si rivolge ad
amici, parenti e conoscenti. Con un incremento del 2,3% rispetto al secondo
trimestre 2014. “Un dato che mette in evidenza - sottolinea la sindacalista -
un basso indice di efficacia anche delle agenzie private, indicando che il
problema è di sistema e che i servizi per l’impiego dovrebbero essere
fondamentali per le politiche del lavoro.
“Il governo - aggiunge Sorrentino - potrebbe dare un segnale
positivo risolvendo subito la vertenza dei lavoratori dei centri per l'impiego,
come da impegno assunto dal ministero del lavoro nel mese di luglio e
sottoscritto con le organizzazioni sindacali”.
“Inoltre - conclude il segretario della Cgil - potenziare e
investire nei servizi pubblici per l’impiego è anche uno strumento di
regolarizzazione e contrasto agli abusi, a partire dall’agricoltura. Se ci si
rassegna al fatto che la regola è che il lavoro si trova con i canali informali
si rafforza il caporalato”.
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