L’approfondimento della Fondazione Studi dei Consulenti del
Lavoro esamina il nuovo quadro normativo e gli effetti sugli utenti
Roma, 21 settembre 2015 – Il Governo mette fine alle
polemiche, scatenatesi dopo le recenti chiusure al pubblico del Colosseo e dei
Fori Imperiali a Roma, e degli scavi a Pompei, varando il 18 settembre scorso
in Consiglio dei Ministri il decreto legge “Colosseo”, con cui musei e siti
archeologici diventano servizi pubblici essenziali.
Per capire concretamente cosa significa questo provvedimento
- che modifica la legge n.146 del 1990, che regolamenta l’astensione dal lavoro
nei servizi pubblici essenziali - e quali conseguenze comporta per visitatori e
lavoratori, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha redatto un
approfondimento ad hoc, che esamina il quadro normativo, le comunicazioni da
effettuare preventivamente per proclamare lo sciopero e gli evidenti vantaggi
per l’utenza derivanti dalla nuova regolamentazione.
D’ora in avanti, dunque, i lavoratori dipendenti che
prestano attività presso i Beni Culturali, pubblici e privati, prima di
convocare un’assemblea o proclamare un’agitazione sindacale dovranno confrontarsi
anche con la Commissione di Garanzia dello Sciopero nei Servizi Pubblici
Essenziali, oltre a dare preavviso per iscritto ad imprese o amministrazioni
che regolano il servizio. L'Authority, quindi, potrà anche decidere la
sospensione o il differimento dell’astensione o addirittura precettare i
lavoratori interessati nel caso di effettuazione dello sciopero.
In caso di violazioni, sono previste sanzioni pecuniarie per
sindacati ed imprese erogatrici del servizio e sanzioni disciplinari e
pecuniarie per i lavoratori, che però escludono il licenziamento.
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