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venerdì 17 luglio 2015

Tacere lo stato di gravidanza al momento dell'assunzione non costituisce una giusta causa di licenziamento

Nella sentenza n.13692/2015, la Corte di Cassazione ha ribadito l’illegittimità del licenziamento irrogato ad una lavoratrice per aver taciuto, all’atto dell’assunzione, il proprio stato di gravidanza.

Nella pronuncia in commento, inoltre, la Suprema Corte ha precisato che, in simili casi, non sussiste alcun obbligo di comunicazione della gravidanza. Un adempimento di tal genere, infatti, comprometterebbe le tutele previste in favore delle madri lavoratrici e, in ogni caso, violerebbe il principio costituzionale della parità di trattamento, riaffermato anche dalle Direttive Comunitarie nn.76/207 e 92/85.

Valerio Pollastrini

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