Nella pronuncia in commento, inoltre, la Suprema Corte ha
precisato che, in simili casi, non sussiste alcun obbligo di comunicazione
della gravidanza. Un adempimento di tal genere, infatti, comprometterebbe le
tutele previste in favore delle madri lavoratrici e, in ogni caso, violerebbe il
principio costituzionale della parità di trattamento, riaffermato anche dalle
Direttive Comunitarie nn.76/207 e 92/85.
Valerio Pollastrini
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