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“Per questo, la soluzione adottata, per dispiegare in pieno
i suoi effetti positivi, deve tenere conto anche della garanzia rilasciata da
Confidi alle banche per favorire l’accesso al credito. Garanzie che, nel
comparto delle imprese con meno di 20 addetti, costituiscono il 34% dei
finanziamenti bancari”.
L’attività dei Confidi durante la crisi, come è stato
evidenziato anche da una ricerca di Banca d’Italia, è stata fortemente
anticiclica: le imprese assistite dai Confidi hanno ottenuto più credito
rispetto a quelle non assistite, con inevitabili impatti sui patrimoni dei
Confidi Vigilati. Infatti l’incidenza delle garanzie deteriorate sul complesso
delle garanzie in essere si è più che triplicata dal 2011 al 2014, raggiungendo
la quota del 27,8%, allineata al parametro medio del sistema bancario (29,2%).
“E’ quindi indispensabile – conclude Vivoli – che il
meccanismo di garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze includa anche
le sofferenze dei Confidi, prevedendo appositi schemi di inserimento così da
salvaguardare la presenza dei Confidi a favore delle piccola imprenditoria,
rafforzando così la qualità dei crediti che verranno in prosieguo garantiti
alle banche dai Confidi stessi”.
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