Lunedì 14 dicembre a Roma, presso l’Auditorium della
direzione centrale, gli alunni di tre istituti superiori presenteranno i
prodotti multimediali realizzati nell’ambito di un progetto promosso
dall’Istituto, con l’obiettivo di sostenere la cultura della sicurezza
attraverso innovativi percorsi didattici
ROMA - La biotecnologia, tra ricerca, sicurezza e innovazione
scientifica, spiegata con video e app dagli studenti dei tre istituti romani –
IIS Giovanni XXIII, IIS Di Vittorio-Lattanzio e liceo scientifico-classico De
Sanctis – che hanno partecipato al progetto “Biotecnologie e tecnologie
dell’informazione: ricerca, sicurezza e innovazione scientifica per l’Europa di
domani”, promosso dall’Inail in collaborazione con l’organismo di ricerca Cfr.
I loro prodotti multimediali saranno presentati il 14 dicembre a Roma, nel
corso dell’omonimo convegno in programma presso l’Auditorium della direzione
generale dell’Istituto di piazzale Pastore.
Approfondite tre aree
tematiche.
Il progetto si è posto l’obiettivo di far dialogare il mondo
della scuola con quello della ricerca, promuovendo la cultura della sicurezza attraverso
percorsi didattici e formativi in cui gli studenti si muovono da protagonisti.
Tre le tematiche approfondite dagli studenti, la biotecnologia, analizzata
sotto il profilo della sicurezza e dei corretti stili di vita, da apprendere e
seguire già a partire dai banchi di scuola, le modalità più efficaci di
utilizzo della crossmedialità nel campo della comunicazione scientifica, e il
sistema di gestione della sicurezza in ambiente scolastico.
Sturchio: “Un
approccio trasversale”.
“I diversi argomenti che sono stati proposti alle tre scuole
coinvolte – spiega Elena Sturchio, ricercatrice del dipartimento Innovazioni
tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
(Dit) e responsabile scientifico del progetto – sono legati da importanti
tematiche trasversali: la cultura della sicurezza propria e degli altri, la
tutela delle fragilità in ambiente scolastico, i corretti stili di vita,
l’importanza delle competenze, la ricerca responsabile e la minimizzazione del
rischio”.
Veicolare la scienza
con “BioS” .
Tra i prodotti che saranno presentati al convegno la app per
smartphone e tablet “BioS”, acronimo di biotecnologie e sicurezza, è stata
completamente sviluppata dagli alunni dell'istituto Di Vittorio-Lattanzio.
L’applicazione – già presentata a Expo 2015 e a Experimenta IV a Firenze –
permette il caricamento di testi, immagini e video, per rendere più piacevole
la fruizione delle informazioni scientifiche del progetto e di argomenti come
la nutrizione e l’epigenetica. “La app – aggiunge Sturchio – servirà anche per
veicolare questionari preparati da noi ricercatori in collaborazione con le
scuole. In questo modo potremo avere dati significativi per la ricerca e, allo
stesso tempo, continuare a coinvolgere i più giovani e le loro famiglie”.
Strisce colorate e
codici QR per gestire le emergenze.
Gli studenti dell’Istituto Giovanni XXIII di Roma,
coordinati dai ricercatori dell'Organismo di ricerca Crf, hanno invece
realizzato il video “Striscia… la sicurezza” per fornire indicazioni sui
comportamenti corretti da tenere in caso di emergenza nella scuola. Due le
“invenzioni” degli studenti raccontate nel video: strisce colorate che indicano
i percorsi di evacuazione in emergenza, già presenti per legge nell'istituto ma
che potrebbero essere trascurati o difficilmente compresi, e codici QR
informativi, posti strategicamente sugli estintori e sulle uscite di sicurezza
per fornire attraverso i telefoni cellulari informazioni su come comportarsi in
caso di emergenza. “In questo caso i ragazzi degli ultimi anni di corso si sono
attivati per tutelare in modo specifico i compagni più fragili, come i
portatori di handicap e gli studenti del primo anno, non ancora adeguatamente
formati e informati”.
In un filmato i
benefici di uno stile di vita corretto.
Nel corso del convegno gli studenti del liceo scientifico De
Sanctis presenteranno il filmato che hanno realizzato per raccontare i benefici
sulla salute di corretti stili di vita e di un’alimentazione attenta e di
qualità. Nel video due cromosomi identici alla nascita, gemelli monozigoti,
effettuano scelte diverse che negli anni vanno a modificare il loro profilo
epigenetico e la conseguente predisposizione a sviluppare patologie. Gli
studenti del liceo classico dello stesso istituto, invece, hanno preparato un
report giornalistico per comunicare il video, lavorando sulla divulgazione di
contenuti scientifici. “Sono gli stessi studenti – puntualizza Sturchio – a
presentare il loro lavoro, a declinare in una divulgazione responsabile e
corretta messaggi appresi attraverso laboratori e lezioni partecipate in
sinergia coi ricercatori, appropriandosi di contenuti attuali al centro
dell'interesse pubblico e del linguaggio scientifico adatto alla loro efficace
comunicazione”.
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