E’ l’identikit del piccolo imprenditore quello che viene
tracciato nell’ultimo rapporto Censis diffuso oggi. Indipendente, innovativo,
votato all’export, capace di sfruttare la crisi reinventandosi e sfruttando le
opportunità offerte dalle evoluzioni tecnologiche. L’unica vera sveglia per un
Paese caduto in un "letargo esistenziale collettivo”, una sorta di
"limbo italico", come lo ha definito il presidente del Censis,
Giuseppe De Rita.
“Il Censis conferma quanto da noi più volte ribadito: è
l’intraprendenza e il coraggio del nostro mondo, delle piccole e piccolissime
imprese, a fare da traino alla crescita e alla ripresa dell’economia – dichiara
il Segretario Generale della CNA, Sergio Silvestrini -. Sono loro che
contribuiscono fortemente a quel risultato straordinario per cui l'export vale
il 29,6% del Pil: nove imprese esportatrici su dieci, infatti, sono di piccole
dimensioni. Sono le stesse – continua Silvestrini – che hanno saputo inventare
un nuovo stile italiano, mantenendo la qualità e il saper fare artigiano, ma
aprendolo ulteriormente al mondo attraverso l’ibridazione e la digitalizzazione”.
“Gli italiani si confermano dei grandi risparmiatori: nei
depositi delle banche, tra il 2011 e il 2015, sono arrivati 401,5 miliardi di
euro, secondo il Censis. Se mettessimo in circolo questi capitali e fornissimo
ulteriore linfa vitale alle piccole imprese – conclude Silvestrini – il nostro
Pil crescerebbe ulteriormente e a beneficiarne sarebbe l’intero Paese, che non
può permettersi di rimanere a lungo addormentato”.
Nessun commento:
Posta un commento