I debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche dal
massimo di 93,7 miliardi nel 2012, nel biennio successivo – grazie alle
politiche ‘sblocca debiti’ – hanno registrato una riduzione di 22,1 miliardi
nello stock dei debiti, arrivando a 71,6 miliardi nel 2014. L’evoluzione del
debito commerciale della Pa è evidenziata in un paper pubblicato il 27 ottobre
dalla Banca d’Italia “I debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche
italiane: un problema ancora irrisolto” che cita anche le analisi svolte di
Confartigianato sui ritardi nei pagamenti della Amministrazioni pubbliche.
L’analisi evidenzia che i tempi di pagamento della PA sono in discesa –
influenzati dall’entrata in vigore nel 2013 della nuova direttiva europea – ma
rimangono ancora elevati, circa 125 giorni nel 2014. Il paper pubblicato da
Banca d’Italia conclude che “il fenomeno dei debiti commerciali delle AP non è
ancora stato ricondotto entro limiti fisiologici”.
La nostra analisi dei dati Eurostat pubblicati lo scorso 13
ottobre evidenzia che, anche dopo gli interventi varati a partire dalla
primavera del 2013, nel 2014 l’Italia rimane il Paese europeo con il più alto
debito commerciale verso le imprese per beni e servizi – per la sola parte di
spesa corrente – e pari al 3,0% del Pil; nel confronto tra i maggiori Paesi, si
tratta di un livello doppio rispetto all’1,5% della Spagna (10° posto) e
all’1,4% della Francia (13° posto) e triplo rispetto allo 0,9% del Regno Unito
(20° posto).
Considerando la dinamica del debito tra il 2011 e 2014 nei
tre Paesi dell’Eurozona che partivano con la più alta esposizione della PA nei
confronti delle imprese si osserva che l’Italia ha ridotto lo stock di 1,2
punti di Pil, riduzione meno intensa di quella di Portogallo (-1,5 punti) e
Spagna (-1,8 punti); nel quadriennio esaminato l’intensità della riduzione
dello stock di debito in Italia è stata del 29,6%, quasi dimezzata rispetto al
55,5% della Spagna.
L’analisi del monitoraggio del Mef – disponibile ad oggi
solo quello vecchio di quasi tre mesi (11 agosto 2015) – evidenzia che al 20
luglio 2015 risultano pagati ai creditori 38,6 miliardi, a fronte di un
finanziamento complessivo ai debitori di 44,6 miliardi. Il monitoraggio delle
istanze di certificazione del credito di certificazioni è fermo alla data del
29 dicembre 2014, 308 giorni fa.
Le recenti analisi di Confartigianato sul tema dei pagamenti
della PA si imperniano sul rapporto “L’applicazione da parte della P.A. della
Direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nei confronti delle piccole
imprese. Comunicazione del Presidente di Confartigianato Imprese Giorgio
Merletti, rapporteur al Vice-Presidente della Commissione Europea On. Antonio
Tajani sull’attuazione della Direttiva 2011/7/UE” presentato il 31 gennaio 2014
a cui sono seguiti altri tre report dell’Ufficio Studi e Direzione Politiche
economiche: i) Elaborazione Flash “Pagamenti debiti della PA e le istanze di
certificazione del credito delle imprese ” settembre 2014, citato nel paper di
Banca d’Italia; ii) Elaborazione Flash “Istanze pagamento debiti P.A. a 7,6
miliardi €. Utilizzabili 26 miliardi per la compensazione”, novembre 2014 e
iii) Rapporto annuale 2015 “Nutrire la piccola impresa, energia per la
crescita”, maggio 2015.
Nessun commento:
Posta un commento