In un seminario ad “Ambiente lavoro” organizzato dalla
Contarp e dalla direzione centrale Prevenzione illustrato un approccio organico
per la promozione di più autentico coinvolgimento del personale, a ogni livello
di responsabilità, nel controllo sistemico del rischio e il miglioramento delle
prestazioni organizzative
ROMA – Malgrado l’elemento umano svolga un ruolo
determinante nella gestione sistemica del rischio organizzativo, le buone
prassi gestionali di questo fattore – almeno in materia di salute e sicurezza
sul lavoro – sono disperse e disaggregate, o realizzate e applicate con
specifico riferimento ad ambiti determinati. Una proposta metodologica in grado
di garantire un’essenziale coerenza organica a questo aspetto è stata proposta
dalla Contarp Inail ed illustrata, in occasione di un recente seminario organizzato
ad "Ambiente Lavoro”, moderato dal coordinatore generale, Fabrizio
Benedetti, e con l’intervento degli autori del metodo, Annalisa Guercio e
Loredana Quaranta (Contarp centrale) e Paolo Clerici (Contarp della direzione
regionale Liguria), e di autorevoli esperti del mondo accademico e
istituzionale.
I Sgsl determinanti
nella riduzione degli infortuni e delle malattie professionali.
La letteratura e la legislazione nazionale ed internazionale
riconoscono all’approccio sistemico alla gestione della salute e della
sicurezza sul lavoro una forte potenzialità nella riduzione degli infortuni e
delle malattie professionali, oltre che nel sostegno della competitività delle
organizzazioni. A tal fine i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro
– più sinteticamente definiti con l’acronimo Sgsl – conformi agli standard
maggiormente diffusi (come le Bs Ohsas 18001 o le Linee guida Uni-Inail)
indicano percorsi idonei a realizzare la tutela dei lavoratori integrandola con
la gestione complessiva dei processi aziendali.
Allineare
l’organizzazione aziendale con gli obblighi in materia di salute e sicurezza.
Tesi al miglioramento continuo, i Sgsl comportano, dunque,
la necessità di allineare la struttura organizzativa aziendale – intesa come insieme
di poteri e responsabilità – con le responsabilità e gli obblighi di salute e
sicurezza in attuazione di quanto richiesto dalla legislazione. E proprio in
tale contesto gli standard citati – così come le migliori prassi gestionali
quali, per esempio, gli “8 principi della qualità” riportati nella Iso
9000/2000 – indicano come elemento fondamentale per il successo gestionale
anche il coinvolgimento e la partecipazione del personale (peraltro in linea
con quanto disciplinato dalla stessa legislazione nazionale e comunitaria).
Una metodologia
sistematica per gestire al meglio l’elemento umano.
“Tuttavia, le buone prassi inerenti la gestione
dell’elemento umano a livello organizzativo, almeno per quanto concerne la
salute e la sicurezza su lavoro, sono disperse, disaggregate o applicate in
riferimento a contesti particolari – valuta Benedetti – Da qui si è ritenuto
utile esporre una metodologia sistematica da impiegare come strumento operativo
nella implementazione e nella conduzione dei Sgsl, al fine di gestire al meglio
l’elemento umano e di migliorare le prestazioni dell’organizzazione”. Questa
metodologia, già annunciata durante lo scorso seminario Contarp, sarà
compiutamente esposta in una prossima pubblicazione da parte della Contarp
dell’Inail.
L’approccio va
interpretato come un’integrazione funzionale a un Sgsl già esistente.
“Quanto proposto deve essere interpretato come
un’integrazione funzionale a un Sgsl già esistente – aggiunge Benedetti –
considerando l’elemento umano e il suo impatto organizzativo sui rischi per la
salute e sicurezza a tutti i livelli di responsabilità, con lo scopo di
favorire la concreta attuazione dei requisiti di partecipazione e
coinvolgimento che il Sgsl stesso richiede”. La gestione dell’elemento umano
nelle organizzazioni per la salute e la sicurezza sul Lavoro – da ora in poi
Hms-Ohs, ovvero Human management system for occupational health and safety – ha
validità generale e la sua applicazione va modulata tenendo conto delle
caratteristiche complessive dell’organizzazione (dimensioni, tipologie
produttive, cicli tecnologici, struttura, ecc.) che intende adottarlo.
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