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mercoledì 21 ottobre 2015

Inail - Al via l’udienza preliminare per l’amianto all’Isochimica di Avellino

Inail, News del 21 ottobre 2015

Secondo l’accusa, che ha chiesto il rinvio a giudizio per 29 persone – il proprietario, manager di Fs, dirigenti e medici della Asl, e la giunta comunale che nel 2005 non avviò la bonifica – nell’area dell’azienda che scoibentava le carrozze ferroviarie sarebbero state sotterrate oltre duemila tonnellate della fibra killer

AVELLINO - È cominciata questa settimana ad Avellino, nell’aula del centro sociale “Samantha della Porta”, l’udienza preliminare sul caso Isochimica, l’azienda di Borgo Ferrovia che tra il 1983 e il 1988 ha rimosso l’amianto dalle carrozze dei treni per conto delle Ferrovie dello Stato. La procura del capoluogo irpino ha chiesto il rinvio a giudizio per 29 persone, accusate a vario titolo di omicidio plurimo colposo, disastro doloso e disastro ambientale, lesioni, falso in atto pubblico e omissione in atti di ufficio, su cui dovrà pronunciarsi il gup Fabrizio Ciccone.

Lo stabilimento chiuso nel 1988.
Secondo i periti dell’accusa, nell’area dell’ex Isochimica sarebbe stato sotterrato amianto per circa 2.276 tonnellate, oltre a quello che sarebbe stato disperso in provincia di Avellino e nella regione Campania: tra uno e due milioni di chilogrammi di amianto “raschiato” dagli operai da 1.740 carrozze ferroviarie e 499 elettromotrici. L’azienda fu chiusa nel 1988 dal pm della procura di Firenze, Beniamino Deidda, al quale si erano rivolti alcuni operai che tre anni prima avevano commissionato uno studio all’Università Cattolica del Sacro Cuore. In quella relazione sono contenuti gli elementi che, 27 anni dopo, sono alla base dell’udienza preliminare.

Venti gli operai morti per patologie asbesto-correlate.
Sono 237 le parti offese che hanno chiesto di costituirsi parte civile nei confronti del proprietario, Elio Graziano, ma anche di manager di Fs, dirigenti e medici della Asl locale, e dell’intera giunta comunale che nel 2005 non avviò la bonifica del sito, situato a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria della città. Nel corso degli anni, 20 ex operai sono deceduti per patologie asbesto-correlate, e 237 risultano contaminati, ma secondo l’inchiesta, coordinata dal procuratore capo, Rosario Cantelmo, e dai pm Elia Taddeo e Roberto Pascot, le attività dell’azienda avrebbero causato “un numero imprecisato di decessi e malattie tra gli abitanti e residenti di Borgo Ferrovia”.

Respinte le istanze di rinvio delle difese.
Il giudice Ciccone, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio, ha respinto le istanze di rinvio presentate da alcuni difensori degli indagati e ha concesso invece i termini per procedere all’ammissione delle parti civili, fissando la prossima udienza al 10 novembre. In parallelo con il processo penale, vi è anche il filone del giudizio civile promosso nei confronti delle Fs da sei ex operai per danni morali e biologici. Un altro fronte della vicenda, invece, è quello che riguarda i prepensionamenti: soltanto 29 ex scoibentatori su 200, affetti da patologie asbesto-correlate e con malattia professionale riconosciuta, sono infatti stati ammessi al trattamento previdenziale anticipato.

Oggi il sopralluogo della Commissione sulle ecomafie.
Sul tema oggi è intervenuto anche il presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie, Alessandro Bratti, al termine del sopralluogo effettuato questa mattina nell’area dell’Isochimica con il sindaco di Avellino, Paolo Foti. Sui tempi di completamento della bonifica del sito di Borgo Ferrovia, sottoposto a sequestro penale dall’autorità giudiziaria, Bratti si è detto impegnato, insieme ai commissari, “ad accelerare tutta una serie di procedure, anche mettendo in campo una sorta di moral suasion nei confronti delle amministrazioni competenti”. Essendo anche legislatori, ha aggiunto, “cercheremo di prenderci carico di altri problemi che possono emergere, anche per aiutare, nel caso specifico, quei lavoratori dell’Isochimica nel vedersi riconosciuto il diritto al prepensionamento”.

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