OSSERVATORIO “Prezzi
e Mercati” Unioncamere
Roma, 18 settembre 2015 – Boccata d’ossigeno per le vendite
di supermercati ed ipermercati nel primo semestre dell’anno. I dati
dell’Osservatorio “Prezzi e mercati” di Unioncamere segnalano per la Grande
distribuzione organizzata nel primo semestre 2015 un aumento delle vendite del
+2,2% su base annua. Una vera e propria boccata d’ossigeno per la Gdo nel suo
complesso, che aveva chiuso i bilanci 2013-2014 con perdite dell’ordine dello
0,2 e 0,4%, ma, soprattutto, sintomo di un rasserenamento delle famiglie.
Infatti, l’incremento del fatturato si deve unicamente all’aumento dei volumi
di vendita (+2,1% anno su anno), per di più in una fase nella quale la
pressione promozionale, pari oggi al 28,2%, si è lievemente ridotta rispetto
allo stesso periodo del 2014.
Vendite Flash 2.0, la rilevazione effettuata analizzando i
dati degli scanner di iper e supermercati, evidenzia però che il recupero delle
vendite al dettaglio parte dal Nord e dal Centro, mentre il Mezzogiorno ancora
fatica a tenere il passo. Il calo dei consumi alimentari si è concentrato negli
anni della crisi tutto al Sud: negli ultimi cinque anni i volumi di generi
alimentari venduti hanno registrato variazioni comprese tra il +2,3% del Nord
Ovest ed il -9,3% di Sud e Isole.
E se le scelte di acquisto alimentare degli italiani del
2015 continuano ad essere fortemente improntate al rispetto della dieta
mediterranea, nella composizione della dispensa casalinga l’attenzione al cibo
inteso come “bene” si accentua. Nei sacchetti della spesa, quindi, finiscono di
più frutta e verdura e prodotti del largo consumo confezionato (a scadenza
definita, come ad esempio i surgelati o il fresco sottovuoto). Questi “nuovi”
consumatori più attenti e responsabili premiano, con i loro acquisti, le ampie
disponibilità di prodotto e la vicinanza alle abitazioni dei supermercati, in
cui le quantità vendute negli ultimi 5 anni sono aumentate del +3,1%, a
svantaggio degli ipermercati (-11,8%). Su questo formato di vendita, però, ha
inciso anche la crisi – oramai strutturale – della vendita di prodotti per la
cura della persona e della casa, determinata dalla forte concorrenza dei sempre
più diffusi negozi specializzati.
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