"Il governo continua a utilizzare le assunzioni come
arma di propaganda, diffondendo i numeri che gli convengono, tentando di farci
passare come irresponsabili, perché non saremmo in grado di cogliere il valore
di un'operazione che dà lavoro a tanta gente" sottolinea il Segretario
generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima.
Roma, 16 settembre 2015 -"Il governo continua a
utilizzare le assunzioni come arma di propaganda, diffondendo i numeri che gli
convengono, tentando di farci passare come stupidi o irresponsabili, perché non
saremmo in grado di cogliere il valore di un'operazione che dà lavoro a tanta
gente". E' quanto sottolinea il Segretario generale della Cisl Scuola,
Francesco Scrima in una nota che così prosegue:
"La ministra Giannini dice che chi contesta questa
legge ha letto un'altra legge. Noi continuiamo a chiederci se questa legge
l'abbia mai letta lei. Facciamo allora un po' di chiarezza sui numeri
quotidianamente sbandierati attraverso un tam-tam mediatico a 360 gradi, tra
giornali e apparizioni televisive che ormai non si contano più; numeri
elaborati ad arte, come nel caso della vera e propria bufala del 97% di nomine
accettate, senza dire che la percentuale è riferita a una porzione davvero
esigua di posti; funambolismi aritmetici con cui si tenta di coprire le tante
falle di un piano dagli esiti che si rivelano ben lontani dalle promesse fatte
e dalle ambizioni dichiarate.
Ormai è chiaro che le 150.000 assunzioni promesse in
partenza dal Governo, già ridotte di un terzo (102.000) con l'approvazione
della legge, saranno in realtà molte di meno, non arrivando nemmeno a 80.000.
Per ora, comunque, siamo solo a 37.200. Promessa non mantenuta, quella delle
100.000 assunzioni, come non lo è quella dello svuotamento delle GAE, né quella
che annunciava la fine della "supplentite", visto che saranno almeno
80.000 i supplenti di cui le scuole avranno bisogno anche quest'anno per
funzionare.
Queste non sono, come stupidamente talvolta si dice,
affermazioni di un sindacato che sarebbe "contrario alle assunzioni":
se il governo avesse accettato di discutere le proposte da noi presentate,
partendo dalla rilevazione del reale fabbisogno delle scuole e dalla
stabilizzazione del lavoro precario in atto, utilizzando in modo più sensato e
razionale lo stanziamento economico reso disponibile a copertura
dell'operazione, le assunzioni a tempo indeterminato sarebbero state di più e
non si sarebbero prodotti disagi e tensioni del tutto evitabili".
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