Gli strumenti per i quali il Consiglio dei ministri chiede
il via libera del Parlamento puntano a prevenire gli infortuni e le malattie
professionali attraverso la piena partecipazione di tutte le parti interessate
– datori di lavoro, lavoratori e rispettive organizzazioni – sia a livello
nazionale che di impresa
ROMA - Su proposta del ministro degli Affari Esteri e della
Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, il Consiglio dei ministri ha
approvato un disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione di due convenzioni
dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) sulla salute e la sicurezza
sul lavoro. Si tratta della Convenzione 155 del 1981, con il conseguente
protocollo di Ginevra del 22 giugno 2002, e della Convenzione 187 del 2006.
Un’azione progressiva
e coordinata.
Gli obiettivi fondamentali degli strumenti per i quali il
governo italiano chiede la ratifica al Parlamento riguardano la prevenzione di
infortuni e malattie professionali e la creazione di un ambiente di lavoro
sempre più sicuro e salubre mediante un’azione progressiva e coordinata, sia a
livello nazionale che a livello di impresa, con la piena partecipazione di
tutte le parti interessate.
Previsti interventi
in quattro ambiti.
Gli interventi previsti toccano, in particolare, quattro
ambiti: la formazione, l’attuazione e revisione periodica di una politica
nazionale coerente in materia di salute e sicurezza dei lavoratori e degli
ambienti di lavoro, la promozione del dialogo sociale mediante la
partecipazione, la collaborazione e la cooperazione piena e a tutti i livelli
dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle rispettive organizzazioni, e la
diffusione delle conoscenze.
Negli ultimi 90 anni
ne sono state ratificate 113.
A partire dal 1923, quando fu data esecuzione a tre
Convenzioni del 1919 sul lavoro notturno delle donne e dei fanciulli e sulla disoccupazione,
l’Italia ha ratificato 113 Convenzioni dell’Ilo. Le ultime due, in ordine di
tempo, sono quelle sul lavoro marittimo (2006) e sui lavoratori domestici
(2011), entrambe ratificate dal nostro Parlamento nel corso del 2013.
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