Continua il lavoro dell'Esecutivo per trovare una soluzione
per quei lavoratori e quelle lavoratrici che nel 2016 si troveranno di fronte
ad uno "scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla Legge
Fornero. Padoan e Poletti a Palazzo Chigi.
Il Governo stringe sul tema delle pensioni, che resta sullo
sfondo della prossima legge di stabilità. "La flessibilità è un gesto di
buon senso e buona volontà", ha detto nei giorni scorsi il premier, Matteo
Renzi, ma "l'equilibrio di finanza pubblica deve essere mantenuto",
ha a sua volta spiegato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. E' fra
questi due punti fermi che l'esecutivo si muove per cercare di trovare una
soluzione per quei lavoratori e quelle lavoratrici che nel 2016 si troveranno
di fronte ad uno "scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla
Legge Fornero", come sottolineato dal titolare del Lavoro, Giuliano
Poletti. Non a caso, in vista dell'audizione che terranno oggi di fronte alle
commissioni congiunte di Camera e Senato, Padoan e Poletti sono andati a
Palazzo Chigi, ricevuti dal sottosegretario Claudio De Vincenti, a tracciare le
linee guida di quella che potrebbe essere la flessibilità pensionistica da
introdurre in legge di Stabilità. Al momento il Governo sta pensando all'uscita
anticipata delle donne dal lavoro dal 2016 a 62-63 anni con 35 di contributi:
si tratta di una nuova 'opzione donna' che prevedrebbe, invece del ricalcolo
contributivo, una riduzione dell'assegno legata alla speranza di vita e pari a
circa il 10% per tre anni di anticipo rispetto all'età di vecchiaia. Per gli
uomini, invece, le strade sono diverse, ma riguarderebbero principalmente
quelli che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione. Quello che al momento
è certo è che la flessibilità non sarà generalizzata, distribuita 'a pioggia',
ma dovrà essere ben calibrata, soprattutto tenendo conto dei costi relativi.
L'idea di base è di portare ad un bilanciamento del sistema pensionistico nel
medio-lungo periodo, ma eventuali squilibri, anche minimi nell'immediato,
devono essere comunque coperti. Anche perché, sottolinea Poletti,
"l'Europa guarda con attenzione" al rispetto dei vincoli di bilancio.
Sul tavolo resta anche la questione esodati, sulla quale il Governo conferma il
massimo impegno per trovare una soluzione definitiva: oggi ci sarà un nuovo
presidio dei sindacati di fronte alla Camera, in vista di un incontro con il
presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano. "Il Governo non ha scuse né alibi: deve varare subito la settima
salvaguardia per i 49.500 lavoratori previsti": dice il segretario
confederale Uil, Domenico Proietti.
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