Il segretario generale della Cgil in una intervista al
'Quotidiano nazionale': "Il ministro sapeva da giorni dell'assemblea, ma
non è intervenuto. Perché non sono stati avvisati i tour operator? Si chieda
scusa a chi lavora al Colosseo"
Susanna Camusso, dopo il caso Colosseo si parla già di
cambiare la legge sugli scioperi... «Alt. Prima un po' di storia — sbotta il
segretario della Cgil —. Un anno fa il ministro Franceschini chiamò Cgil, Cisl
e Uil per parlare proprio dei siti archeologici. E noi eravamo disponibili a
cercare insieme soluzioni».
E invece? «Non è successo più nulla. Mai più convocati. Lo
trovo offensivo. Se avessimo iniziato il confronto non ci sarebbero stati né il
caso Pompei, né il caso Colosseo, e magari si sarebbero date risposte ai
lavoratori. Non si racconti che l'unico problema è l'assemblea».
Pero l'assembla che ha chiuso il Colosseo... «Nessuno si
domanda perché i lavoratori erano in assemblea? Pensate davvero che volessero
fare un dispetto all'Italia? Da oltre un anno non viene loro pagato il salario
accessorio. Come mai hanno tante ore di straordinario?».
Ribalta le accuse. «Si attribuisce ai lavoratori la
responsabilità dei turisti in coda, e mi dispiace tantissimo per i turisti, ma
l'assemblea era stata organizzata giorni prima. Perché non si sono avvisati i
tour operator? Non sono i lavoratori che tengono in ostaggio i turisti. È il
governo che tiene in ostaggio le retribuzioni dei lavoratori».
Colpa del ministro? «Bisogna chiedere scusa a quei
lavoratori, non punirli per un'assemblea. Se avessero fatto il blocco degli
straordinari, non lo aprivi il Colosseo. Il ministro era informato, perché non
ha convocato le parti?».
I fondi per i salari ora sono stati trovati. «Guarda caso li
sbloccano improvvisamente. Al ministero dell'economia si sono ricordati che da
un anno dovevano sbloccarli».
Tempestivi... «In tre ore si fa il decreto sul Colosseo, a
metà agosto ci hanno detto che in due settimane sarebbero intervenuti contro il
caporalato. E' passato un mese e mezzo e non è successo nulla... E' questa
l'idea del lavoro che c'è?».
I retroscena raccontano che il governo avesse già pronto il
decreto sui beni culturali... «Non inseguo i retroscena, ma osservo. Se fosse
stato già pronto è ancora peggio, vuol dire non avere il coraggio di discutere
con chi si occupa del tema. Vuol dire essere in cerca dell'occasione per
colpire i lavoratori».
O il sindacato? «Il dispetto non lo fanno al sindacato, ma
ai lavoratori che tengono aperto il Colosseo 7 giorni su 7, 11 ore al
giorno...».
Intanto avete confermato lo sciopero per ottobre. «Lo
sciopero era previsto da tempo, noi rispettiamo le regole. Se il governo non
vuole una mobilitazione, convochi le parti, discuta del contratto. Si investe
sulla cultura non solo con i bandi internazionali, ma risolvendo i problemi».
Ieri il Garante per gli scioperi ha detto che si potrebbe
mettere mano alla legge sugli scioperi. «Per fortuna è un garante, che per
definizione non dovrebbe essere di parte».
Ma la legge 146 va riformata? «Siamo pronti a discuterne da
tempo, ma non c'è la volontà di trovare una intesa. Piuttosto infangano i
sindacati per prendersela con i lavoratori».
Il premier sull'Unità è durissimo con voi. «E'
insopportabile la dichiarazione del presidente del Consiglio che parla di
sindacalisti che guadagnano 300mila euro all'anno di pensione. Dica i nomi,
dica di che organizzazione sono, se ci sono. Siamo stufi. Questo si chiama
fango».
Renzi ha scritto che faticate a rappresentare voi stessi...
«Sarebbe bene ricordare che alle elezioni per le Rsu del pubblico impiego ha
votato più dell'80% dei lavoratori, lo stesso accade nel privato. E il
sindacato confederale prende la stragrande maggioranza dei voti. Non mi pare
che alle elezioni politiche o amministrative ci sia una percentuale di
partecipazione neppure comparabile».
Però sul lavoro il governo pare aver ottenuto risultati. «La
decontribuzione ha favorito l'accelerazione del turnover. Hanno funzionato gli
interventi di ordine economico. Non l'eliminazione dell'articolo 18 o il
demansionamento».
L'ultimo colpo di scena è che il premier vuole riaprire il
capitolo flessibilità per le pensioni... «Da mesi chiediamo al ministro del
Welfare di discuterne. Per noi è essenziale che nella legge di Stabilità ci sia
una risposta sulle pensioni e che sia chiara, che consenta l'ingresso dei
giovani al lavoro, rispetti la diversità dei lavori e la fatica di chi li compie.
E' la nostra priorità per la legge di stabilità e ci mobiliteremo per averla».
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