24.680 imprese localizzate all'interno delle Zone Franche
Urbane (ZFU) hanno usufruito delle agevolazioni fiscali e contributive
concesse, per un totale di oltre 605 milioni di euro, dal Ministero dello
Sviluppo Economico. Il rapporto del Mise, datato luglio 2015, arriva dopo due
anni dal primo intervento effettuato a L'Aquila e dopo più di un anno
d'applicazione alle ZFU delle regioni dell’obiettivo “Convergenza” (Calabria,
Campania, Puglia e Sicilia) e ai comuni della provincia di Carbonia-Iglesias
(Sulcis) per illustrare i risultati di questa "misura di sviluppo
economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio
sociale, economico e occupazionale e con potenzialità di sviluppo
inespresse".
Le agevolazioni, concesse secondo il regime de minimis e con
tetti e forme diverse, prevedono quattro tipi di intervento: esenzione dalle
imposte sui redditi; esenzione dall'imposta regionale sulle attività
produttive; esenzione dall'imposta municipale propria; esonero dal versamento
dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.
Dal rapporto si evince come gli sgravi richiesti dalle
aziende, pari complessivamente a circa 4.427 milioni di euro, sono stati di
gran lunga superiori alle risorse effettivamente concesse, che hanno “coperto”,
complessivamente, solo il 13,65% delle richieste. Inoltre, l’agevolazione media
concessa oscilla tra i 14.532 euro (imprese localizzate nelle ZFU della regione
Puglia) ed i 30.015 euro (imprese localizzate nelle ZFU della regione
Campania). Si dovrà attende la prossima manovra finanziaria per capire se e
come saranno previsti nuovi interventi a favore del Mezzogiorno.
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