Un’offerta formativa più ricca e flessibile per gli
studenti. Un piano straordinario di assunzioni per oltre 100.000 insegnanti.
Risorse stabili per la formazione e la valorizzazione dei docenti. Investimenti
ad hoc per laboratori e digitale.
Sono alcuni dei punti
qualificanti del provvedimento ‘La Buona Scuola’, che mette al centro
l’autonomia scolastica dando gli strumenti finanziari e operativi ai dirigenti
per poterla realizzare. Le scuole avranno più risorse economiche: viene
raddoppiato il loro Fondo di funzionamento. Ma anche più risorse umane: ogni
istituto avrà in media 7 docenti in più per realizzare i propri progetti e per
l’arricchimento dell’offerta formativa.
La legge prevede un
finanziamento aggiuntivo di 3 miliardi a regime sul capitolo istruzione e un
piano di assunzioni per la copertura delle cattedre vacanti e il potenziamento
della didattica. I concorsi per gli insegnanti tornano ad essere banditi
regolarmente: il primo sarà indetto entro il prossimo 1 dicembre.
Per gli studenti è prevista
un'offerta formativa più ricca che guarda alla tradizione (più Musica e Arte),
ma anche al futuro (più Lingue, competenze digitali, Economia). Le scuole
superiori potranno attivare materie opzionali per rispondere meglio alle
esigenze educative dei ragazzi. L’alternanza scuola-lavoro sarà garantita a
tutti nell’ultimo triennio delle scuole superiori, licei compresi, si potrà
fare anche all’estero e nelle istituzioni culturali. Grazie ad un finanziamento
ad hoc, sarà attivato un Piano nazionale per la scuola digitale, con risorse
per la didattica e la formazione dei docenti.
L'intera comunità scolastica sarà coinvolta
nell’elaborazione del Piano dell'offerta formativa, il documento costitutivo
dell’identità culturale e progettuale di ogni istituto. Continua l'investimento
dello Stato sull'edilizia scolastica, con fondi per gli interventi di
manutenzione, ma anche per la costruzione di strutture innovative.
Le schede
La Buona Scuola mette al centro l’autonomia
Le scuole, grazie al
piano di assunzioni, a partire da settembre avranno un organico potenziato,
l’organico dell’autonomia, per coprire le cattedre oggi vacanti e garantire la
continuità didattica, rispondere alle nuove esigenze educative, organizzative e
progettuali, potenziare l’offerta formativa, combattere la dispersione
scolastica, rendere la scuola più inclusiva. Le scuole, d’ora in poi, potranno
indicare allo Stato il fabbisogno di docenti e strumenti per attuare il loro
progetto educativo. Lo faranno attraversi i Piani dell’offerta formativa (POF)
che diventano triennali per dare più continuità al progetto didattico. I Piani
saranno elaborati dal Collegio dei docenti, sulla base di indirizzi definiti
dal dirigente scolastico, per essere poi approvati dal Consiglio di circolo o
d’Istituto dove sono rappresentate anche le famiglie e, alle superiori, gli
studenti. Viene raddoppiato il Fondo di funzionamento delle scuole che passa
dai 111 milioni attuali ad oltre 200, con uno stanziamento di 126 milioni in
più all’anno. Risorse che servono per tutte le spese correnti, dal materiale
per la didattica al toner per le stampanti e che da quest’anno saranno erogate
in tempi più certi. Le istituzioni scolastiche, nei periodi di sospensione
dell’attività didattica, in collaborazione con famiglie, realtà associative e
del terzo settore potranno organizzare attività educative, ricreative e
culturali nei loro spazi. Potranno poi costituirsi in Reti per la gestione del
personale e delle pratiche burocratiche. Un passaggio, quest’ultimo, che
alleggerirà il carico amministrativo che grava sul singolo istituto.
Un piano straordinario di assunzioni
Il provvedimento dà
il via libera ad un Piano straordinario di assunzioni per l’anno scolastico
2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare il nuovo organico
dell’autonomia che darà alla scuola l’8% di docenti in più, una media di 7
insegnanti aggiuntivi per ciascun istituto. Oltre 100.000 docenti saranno
dunque assunti quest’anno attingendo dalle Graduatorie ad esaurimento e dalle
Graduatorie di merito (concorsi). Poi i concorsi torneranno ad essere banditi
regolarmente ogni tre anni: il primo bando è previsto entro il prossimo 1°
dicembre, saranno valorizzati i titoli dei candidati e il servizio prestato da
chi ha già insegnato.
Il dirigente scolastico diventa un leader
educativo
I dirigenti
scolastici diventano leader educativi: meno burocrazia e più attenzione
all’organizzazione della vita scolastica. Dovranno essere i promotori del Piano
dell'offerta formativa e avranno la possibilità, a partire dal 2016, di mettere
in campo la loro squadra individuando, sui posti che si liberano ogni anno, i
docenti con il curriculum più adatto a realizzare il progetto formativo del
loro istituto. L’individuazione dei docenti da parte dei presidi avverrà
all’interno di ambiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici
Regionali. È lo Stato, e non il dirigente scolastico, ad assumere. Solo dopo
l'assunzione, gli insegnanti vengono chiamati dalle scuole sulla base
dell'offerta che vogliono garantire agli studenti. Le operazioni avverranno in
modo trasparente: i presidi renderanno pubbliche tutte le informazioni relative
agli incarichi conferiti. I dirigenti scolastici potranno ridurre il numero di
alunni per classe per evitare il fenomeno delle aule-pollaio utilizzando
l’organico a disposizione. Il dirigente potrà promuovere iniziative
sull’orientamento e per la valorizzazione delle eccellenze. L’operato dei capi
di istituto sarà sottoposto a valutazione. Il risultato influirà sulla loro
retribuzione aggiuntiva.
La Buona Scuola
prepara al futuro
L’offerta formativa
sarà declinata in base alle esigenze degli studenti e coerente con la necessità
di orientarli al futuro. Con la Buona Scuola ci sarà il potenziamento delle
competenze linguistiche: l’Italiano per gli studenti stranieri e l’Inglese per
tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua). Vengono potenziate
poi: Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie. Viene dato più spazio
all’educazione ai corretti stili di vita, alla cittadinanza attiva,
all’educazione ambientale, e si guarda al domani attraverso lo sviluppo delle
competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e
consapevole dei social network e dei media). Alle superiori, il curriculum
diventa flessibile: le scuole attiveranno materie opzionali in risposta alle
esigenze dei loro ragazzi. Le competenze maturate dagli studenti, anche in
ambito extra scolastico (volontariato, attività sportive, culturali, musicali),
saranno raccolte in un apposito curriculum digitale che conterrà informazioni
utili per l'orientamento e l'inserimento nel mondo del lavoro.
Scuola-lavoro,
laboratori e digitale
Almeno 400 ore
nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei.
L’alternanza scuola-lavoro esce dall'occasionalità e diventa strutturale grazie
ad uno stanziamento di 100 milioni all’anno. Si farà in azienda, ma anche in
enti pubblici, musei e si potrà fare anche d’estate e all’estero. Sarà
predisposta una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza. I
ragazzi potranno esprimere una valutazione sull’efficacia dei percorsi
effettuati. Sarà istituito un Registro nazionale in cui saranno raccolti enti e
imprese disponibili a svolgere i percorsi. Per rendere coerente la formazione
con l’orientamento al futuro, una parte dei fondi che lo Stato stanzia per gli
Istituti tecnici superiori sarà legata (per il 30%) agli esiti dei diplomati
nel mondo del lavoro. Altri 90 milioni vengono stanziati subito per
l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche
di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento
di contrasto alla dispersione. Sul digitale e l'innovazione l'investimento
diventa permanente: dopo i primi 90 milioni, ce ne saranno altri 30 all'anno a
partire dal 2016.
Una Card per l’aggiornamento degli insegnanti
Arriva la Carta
elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500
euro all’anno da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso
l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, ingressi a
mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e
coerente con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola e con le
priorità indicate dal Ministero. Viene finanziata per la prima volta con uno
stanziamento strutturale: 40 milioni di euro all’anno.
Un fondo ad hoc per
valorizzare i docenti
Viene istituito un
fondo da 200 milioni all'anno per la valorizzazione del merito del personale
docente. La distribuzione alle scuole terrà conto dei territori con maggiori
criticità educative. Ogni anno il dirigente scolastico assegnerà i fondi ai
docenti tenendo conto dei criteri stabiliti, in base a linee guida nazionali,
da un apposito nucleo di valutazione composto da: dirigente (presiede), tre
docenti, due genitori (dall’infanzia alle medie) oppure un genitore e uno
studente (alle superiori), un componente esterno individuato dall’Ufficio
scolastico regionale.
Un bando per ‘Scuole
Innovative’, continua l'impegno sull'edilizia
La legge prevede un
bando (300 i milioni a disposizione) per la costruzione di scuole altamente
innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico.
Scuole ‘green’ e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali.
L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Miur, coordinerà
strategie e risorse per gli interventi e promuoverà la cultura della sicurezza.
È previsto un investimento di ulteriori 200 milioni per i mutui agevolati per
la costruzione e la ristrutturazione delle scuole. Vengono recuperate risorse
precedentemente non spese da investire sulla sicurezza degli edifici. Stanziati
inoltre 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti
degli istituti. Viene istituita la Giornata nazionale per la sicurezza nelle
scuole.
La Scuola trasparente
La legge prevede la
creazione di un Portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di
tutte le informazioni relative al sistema di istruzione: bilanci degli
istituti, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio
tecnologico, curriculum vitae degli insegnanti, incarichi di docenza. Uno
strumento di trasparenza nei confronti dei cittadini e di responsabilizzazione
degli istituti.
School bonus e
detrazione rette per chi va alla paritaria
Con lo school bonus,
chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici,
per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità
degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede
di dichiarazione dei redditi. È previsto un limite massimo di 100.000 euro per
le donazioni. Cambia l’approccio all’investimento sulla scuola: ogni cittadino
viene incentivato a contribuire al miglioramento del sistema. È previsto un
fondo di perequazione, per evitare disparità fra istituti, pari al 10%
dell’ammontare delle erogazioni totali. Scatta la detraibilità delle spese
sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria.
Il provvedimento assegna poi la delega al Governo a
legiferare in diversi ambiti fra cui la formazione in ingresso dei docenti, il
diritto allo studio, il riordino delle norme in materia di scuola, la
promozione dell'inclusione scolastica, le modalità di assunzione e formazione
dei dirigenti scolastici, la creazione di un sistema integrato di educazione e
di istruzione 0-6 anni. Sarà potenziata la Carta dello Studente che diventerà
uno strumento per l’accesso a servizi dedicati.
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