Nel nostro Paese, infatti, il tasso di disoccupazione comincia
a diminuire rispetto al picco del 13% raggiunto a novembre 2014.
Il tasso rilevato lo scorso maggio, pari al 12,4%, tuttavia,
impedisce di parlare di ripresa occupazionale.
Ciò che preoccupa maggiormente è il dato riguardante i Neet,
i giovani che non studiano e non lavorano, cresciuto del 40% rispetto
all'inizio della crisi. In questo ambito, l’Italia si colloca al 3° posto della graduatoria Ocse dopo Grecia
e Turchia.
Il Rapporto evidenzia, inoltre, come la ripresa rimarrà
timida, principalmente a causa di un'occupazione che sta crescendo troppo
lentamente per poter tornare ai livelli precedenti la crisi entro la fine del
2016.
Valerio Pollastrini
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