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mercoledì 13 agosto 2014

Discordanza tra reddito dichiarato e studi di settore

Nella sentenza n.1594/01/14 la Commissione Tributaria Regionale del Lazio è stata chiamata a decidere in merito alla legittimità dell’accertamento fiscale disposto ai danni di un contribuente dopo che lo stesso non si era presentato al contraddittorio per chiarire le ragioni dello scostamento tra i redditi dichiarati e quelli calcolati in base agli studi di settore.

A tale proposito, la Commissione ha chiarito che detto accertamento risulta legittimo solamente se lo scostamento evidenzi un dato significativo e sia superiore ad una percentuale del 25-30%, tale da rappresentare una grave incongruenza.

Nella pronuncia in commento è stato precisato come i parametri e gli studi di settore costituiscano un sistema di presunzioni semplici che acquistano i caratteri di precisione, gravità e concordanza, nel momento in cui vengono adeguati alla realtà economica del contribuente.

Di conseguenza, nel caso in cui il reddito dichiarato non presenti una grave incongruenza, l’accertamento può essere annullato anche se non vi sia stata la partecipazione al contraddittorio richiesto dall’ufficio.

Valerio Pollastrini

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