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martedì 25 marzo 2014

L’apprendistato alla luce delle novità del Jobs Act

Prosegue l’analisi delle modifiche di alcuni istituti contrattuali introdotte dal Decreto Legge n.34/2014,  per mezzo  del quale il 21 marzo sono entrate in vigore le prime disposizioni del Jobs Act.

Il presente documento circoscrive l’analisi alle novità previste per l’apprendistato, ricordando che, pur se immediatamente operativo, il Decreto nei prossimi giorni dovrà passare  al vaglio del Parlamento che, in sede di conversione, potrà cambiarne i contenuti, anche in modo sostanziale.

L’attuale testo normativo, nel confermare la necessità della forma scritta per la stipulazione del contratto di apprendistato, nonché per l’eventuale apposizione del patto di prova, esclude tale obbligo per la redazione del  Piano Formativo Individuale.

Rispetto al passato,  l’instaurazione di nuovi contratti di apprendistato non sarà più condizionata alla conferma in servizio da parte dell’azienda di precedenti apprendisti al termine del percorso formativo.

Con riguardo alla fattispecie finalizzata  al conseguimento di una  qualifica o di un diploma professionale, nella fase relativa alle ore di formazione le aziende potranno corrispondere all’apprendista una retribuzione pari al 35% del compenso minimo fissato dal Contratto Collettivo applicabile per lo specifico livello  di inquadramento.

Ultima modifica, forse la più incisiva per il rilancio di questo istituto, è costituita dall’eliminazione dell’obbligo per il datore di lavoro di integrare la formazione impartita all’apprendista con l’offerta formativa pubblica, relegata ora a semplice   elemento discrezionale.

Valerio Pollastrini

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