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lunedì 30 luglio 2012

Crollo delle pensioni nel primo semestre del 2012

L'Inps, nel fornire le rilevazioni relative ai primi 6 mesi del 2012, ha annunciato una netta diminuzione del numero delle nuove pensioni erogate. Uno dei dati di maggiore evidenza riguarda l'innalzamento dell'età media di chi riceve l'assegno.
La categoria più' colpita, in termini di accesso alle prestazioni pensionistiche, e' quella dei lavoratori autonomi che nel 2011 hanno raggiunto i requisiti pensionistici ma che hanno dovuto attendere 18 mesi per la fruizione del relativo diritto (-73%).
Rispetto al primo semestre del 2011, il totale delle prestazioni liquidate e' diminuito del 46,99% a causa dell'effetto congiunto della "finestra mobile" e dello "scalino", introdotti dalle Riforme Maroni e Damiano. E' importante sottolineare che  questo risultato  e' totalmente estraneo ai risvolti della recente Riforma Fornero, che produrrà i suoi effetti dal 2013.

Età media
Nel settore privato, l'età media dei neo-pensionati e' aumentata di un anno rispetto al 2011 (61,3 rispetto ai 60,4 dell'anno precedente). Il confronto con gli altri Paesi dell'Unione Europea, evidenzia una marcata  differenza con la Francia (59,3 anni), mentre risulta grosso modo equivalente con la Germania (61,7 anni).

Analisi delle singole categorie
Il forte calo delle prestazioni erogate ai lavoratori autonomi, risulta così ripartito:
-73,82% per i coltivatori diretti; -67,43% per gli artigiani; -64,84% per i commercianti.
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, il calo registrato è stato del 35,58%.

Analisi delle prestazioni erogate
Tra le singole prestazioni, la riduzione maggiore e' stata quella delle pensioni di vecchiaia (-51,09%). Tra esse, quelle dei lavoratori dipendenti hanno registrato una diminuzione pari a -23%, mentre quelle dei lavoratori autonomi hanno subito riduzioni superiori all'80%. Il dato riguardante i coltivatori diretti e' pari a -86,62%; quello degli artigiani e' di -88,72%, mentre quello dei commercianti e' di -88,91%.
Le pensioni di anzianità sono invece diminuite complessivamente del 43,12%.

Il commento dell'Inps
A detta dell'Ente di previdenza tali risultati dimostrerebbero il successo delle recenti Riforme e che, grazie ad esse, il sistema previdenziale "è stato messo in sicurezza".
Il presidente Antonio Mastrapasqua ha dichiarato che "questi dati sono un segnale per l'Europa e per i mercati".

Conclusioni
Personalmente, ritengo del tutto fuori luogo l'esultanza del presidente Mastrapasqua, dal momento che la diminuzione dei costi sostenuti dall'Istituto previdenziale  e' dovuta unicamente ai sacrifici che negli anni i vari governi hanno imposto a migliaia di lavoratori. L'obiettivo di una progressiva  riduzione della spesa previdenziale viene infatti pagato a caro prezzo da tutti coloro che, dopo decenni di lavoro, vedono disilluse le loro legittime aspettative  da quelle che, alcuni  definiscono Riforme, mentre altri, tra cui il sottoscritto, veri e propri  colpi di spugna.
Il contenimento dei costi nel primo semestre dell'anno, può essere giudicato in maniera positiva solamente se da esso potranno essere reperite le risorse economiche per risolvere problemi immediati, come quello degli esodati, e per contemperare gli ulteriori sacrifici che la più recente Riforma previdenziale richiederà agli Italiani nel prossimo anno.

Valerio Pollastrini 

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