“Scioperi a
scacchiera e iniziative regionali e territoriali per il contratto e la
riorganizzazione dei settori pubblici”, questa la decisione degli esecutivi
unitari di oggi di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa che ha riunito le segreterie
nazionali e i segretari regionali delle categorie. Dopo la grande
manifestazione di novembre e di fronte all’ennesimo passo falso del governo
sulla legge di stabilità, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio
e Nicola Turco - segretari generali delle federazioni del pubblico impiego di
Cgil Cisl e Uil - rilanciano l’iniziativa: “Un contratto vero e investimenti
nella formazione, nell'innovazione, nelle competenze per lo sviluppo del paese.
Ma anche risoluzione delle vertenze territoriali, dove le ricadute di anni di
cattiva gestione, continui tagli e soppressioni, immobilismo organizzativo
hanno prodotto un drammatico abbassamento della qualità dei servizi alle
comunità”. “Sensibilizzeremo cittadini e imprese, e coinvolgeremo le istituzioni
e gli amministratori locali attraverso un’agenda di mobilitazioni coordinate a
livello nazionale, che riguarderà tutti i territori e le regioni. Quella per il
contratto è una battaglia per riorganizzare sanità, legalità, sicurezza,
welfare, servizi socio-assistenziali.. con meno costi e più qualità. Una
battaglia che tiene insieme gli interessi di chi lavora al servizio delle
comunità e di chi fruisce dei servizi”. “Il Paese è bloccato. Servono strumenti
e non proclami. Per questo porteremo domani agli esecutivi unitari delle
confederazioni la proposta per un modello innovativo di relazioni sindacali
anche per il pubblico impiego, che liberi la contrattazione e la renda volano
dell’innovazione: professionalità, produttività, valutazione e investimenti nel
capitale umano”. “Non ci fermeremo finché lavoratori e cittadini non avranno le
risposte che meritano. E metteremo in atto tutte le forme di pressione, con un
fitto calendario di scioperi e mobilitazioni regionali e territoriali, per il
rinnovo dei contratti e la dignità del lavoro pubblico”.

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