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mercoledì 13 gennaio 2016

La sicurezza occupazionale nello sport: nuove tecnologie e prospettive in un seminario Inail

Inail, News del 13 gennaio 2016

Organizzato con la collaborazione dell’Università di Roma Foro Italico e la partecipazione dell’Istituto superiore di sanità, ha offerto un’opportunità di approfondimento tra esperti del settore su un tema interessato negli ultimi anni da un rapido sviluppo in termini di dimensioni e innovazione

ROMA - La sicurezza occupazionale nello sport è materia ancora poco conosciuta e studiata, ma si tratta di un settore lavorativo interessato negli ultimi anni da un importante sviluppo in termini di dimensioni e innovazione tecnologica. L’argomento è stato affrontato in un workshop organizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti ed insediamenti antropici (Dit) dell’Inail, in collaborazione con l’Università di Roma Foro Italico e con la partecipazione dell’Istituto superiore di sanità.

Focus su i nuovi rischi e gli scenari futuri.
I lavori, introdotti dagli interventi del presidente dell’Inail, Massimo De Felice, e del rettore dell’Università di Roma Foro Italico, Fabio Pigozzi, sono stati incentrati sulla sicurezza della persona e dell’ambiente lavorativo, con l’obiettivo di far emergere i nuovi rischi del settore e delineare le prospettive per la sicurezza occupazionale, argomento quest’ultimo di cui si è discusso nella tavola rotonda conclusiva.

“Ambito importante per la specificità degli strumenti di prevenzione”.
Particolare attenzione è stata data agli aspetti legati allo sviluppo tecnologico, quali le macchine e i nuovi dispositivi nelle palestre, l’uso di esoscheletri e arti bionici, l’utilizzo di tecnologie molecolari e il ricorso al doping genetico oltre che a quello farmacologico. “Lo sport è un settore occupazionale importante non solo per le dimensioni che ha assunto nel corso degli ultimi anni – rileva Nicolina Mucci, ricercatrice del Dit – ma anche per tipologia di fattori di rischio e per specificità degli strumenti di prevenzione”.

“Un approccio integrato per la tutela della salute”.
“Il nostro lavoro di ricerca – aggiunge Mucci – consiste nello sviluppo di sistemi integrati per la valutazione dei rischi biologico e chimico negli ambienti di lavoro e per la definizione di modelli di intervento finalizzati alla tutela della salute nelle nuove tipologie di impiego, con attenzione agli ambienti di lavoro indoor, ovvero tutti gli ambienti chiusi non industriali come uffici, scuole, archivi, impianti sportivi…”. Inoltre, precisa la ricercatrice, le nuove tecnologie – molecolari, strumentali, diagnostiche – “possono essere utilmente applicate per la valutazione dei rischi sia a livello occupazionale sia rispetto alla popolazione generale”.

Occasione di scambio anche tra le strutture dell’Istituto.
Il workshop ha rappresentato anche un’occasione importante di collaborazione e interscambio tra diverse strutture dell’Inail. Insieme alle relazioni dei ricercatori dei due dipartimenti tecnico-scientifici dell’Istituto, relative all’esposizione a sostanze chimiche pericolose, alla qualità dell’aria, alla sicurezza delle attrezzature e delle macchine e al correlato fenomeno infortunistico e tecnopatico, sono stati presentati i programmi di ricerca del Centro Protesi di Vigorso di Budrio e contributi importanti sono venuti dalla Consulenza statistico attuariale, dalla Sovrintendenza sanitaria centrale e dalla direzione centrale Prevenzione, ponendo così le basi per lo sviluppo del lavoro futuro.

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