La via italiana al Sistema Duale: 60 mila giovani nel
prossimo biennio in percorsi di alternanza scuola-lavoro o in apprendistato
formativo
Dichiarazione del Sottosegretario Luigi Bobba
Si è tenuta oggi presso il Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali una conferenza stampa e la contestuale sottoscrizione - fra
il Sottosegretario di Stato On. Luigi Bobba e gli Assessori Regionali alla
Formazione - dei protocolli di intesa con cui si dà l'avvio alla
sperimentazione del Sistema Duale (alternanza scuola-lavoro). Nasce così la
"via Italiana al Sistema Duale; una misura volta a promuovere, in maniera
innovativa, la formazione dei giovani e a favorire la transizione dal mondo
della scuola a quello del lavoro partendo dalla alternanza scuola-lavoro.
"Si tratta, quindi, di uno degli strumenti attuativi del Jobs Act,
attraverso il quale il Governo vuole favorire la occupabilità dei giovani e la
possibilità di conseguire un titolo di studio anche attraverso un contratto di
apprendistato." - dichiara il Sottosegretario al lavoro Luigi Bobba
-"La sottoscrizione di questi protocolli con gli Assessori regionali dà il
via alla sperimentazione che è frutto di
una intensa e proficua collaborazione con tutti i soggetti coinvolti: Regioni,
enti di formazione e parti sociali.
Tutto ciò ha consentito" continua il Sottosegretario
"di dare piena e concreta attuazione ai decreti legislativi 81 e 150 con
l'obiettivo di rilanciare l'apprendistato di primo e terzo livello al fine di
ridurre la dispersione scolastica, ampliare l'offerta formativa e, al contempo,
rafforzare il collegamento fra mondo scolastico e lavorativo. Italia Lavoro,
con una procedura ad evidenza pubblica sta completando la selezione di 300
centri di formazione professionale che
realizzeranno la sperimentazione."
La sperimentazione del Sistema Duale, preceduta da uno
specifico Accordo approvato lo scorso 24 settembre dalla Conferenza
Stato-Regioni, consentirà in un biennio a circa 60 mila giovani di poter
conseguire i titoli di studio con percorsi formativi che prevedono, attraverso
modalità diverse, una effettiva alternanza scuola-lavoro. Per una parte dei
giovani studenti l'apprendimento in impresa avverrà tramite un contratto di
apprendistato di primo livello, mentre per l'altra parte avverrà attraverso
l'introduzione dell'alternanza "rafforzata" di 400 ore annue a
partire dal secondo anno del percorso di istruzione e formazione professionale.
"Mediante l'apprendistato formativo e l'alternanza
"rafforzata" si potranno conseguire gli stessi titoli di studio
acquisibili nei percorsi ordinari a tempo pieno: qualifica e diploma
professionali, diploma di istruzione secondaria superiore, titoli di laurea
triennale o magistrale, master e dottorato.
"Importanti e
significative sono le novità introdotte " conclude Bobba "che
denotano la volontà del Governo di rilanciare il sistema di formazione e
istruzione professionale in Italia anche grazie ad un significativo aumento
delle ore di formazione in azienda. Va ricordato, inoltre, che le imprese che
assumeranno in apprendistato formativo e quelle che ospiteranno studenti in
alternanza rafforzata beneficeranno oltre che di minori costi per
l'apprendista, anche di incentivi per abbattere i costi derivanti dall'impiego
di tutor aziendali. Ma non solo. La nuova normativa, prevede, altresì, per
l'apprendistato formativo un azzeramento della retribuzione per la formazione
in aula, una diminuzione della remunerazione degli apprendisti al 10% ( della
retribuzione) per la formazione svolta in azienda, l'abolizione del contributo
previsto a carico dei datori di lavoro in caso di licenziamento
dell'apprendista, lo sgravio dal pagamento dei contributi per l'ASPI rivolto
alle imprese artigiane, la cancellazione della contribuzione dello 0.30% per la
formazione continua e, infine, viene dimezzata l'aliquota di contribuzione del
10% portandola al 5% per le imprese con più di nove dipendenti".
Per la Sperimentazione del sistema duale sono stati
stanziati ulteriori 87 milioni di Euro – sia per il 2015 che per il 2016 - in
aggiunta ai 189 milioni già previsti per la Istruzione e formazione
professionale, ripartiti tra le Regioni e le Province Autonome, sulla base del
numero di studenti annualmente iscritti ai percorsi di IeFP e del numero
complessivo di studenti qualificati e diplomati.

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