In occasione dell'inaugurazione del semestre di presidenza
olandese il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha ricordato
all'Italia che il margine si può chiedere una volta sola. Il giudizio Ue è
previsto in primavera.
Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, torna a
frenare sulla richiesta italiana di poter sfruttare anche quest'anno la
flessibilità sui conti prevista dalle nuove regole del Patto di stabilità. "La
flessibilità é un margine, si può usare una volta sola. Non si può
esagerare", ha detto il presidente in un incontro con i giornalisti
europei ad Amsterdam, che inaugura il semestre di presidenza olandese.
Dijsselbloem, che fino a giugno avrà il doppio cappello di presidente
dell'Eurogruppo e di quello dell'Ecofin, aveva già mostrato una certa freddezza
nei confronti della richiesta italiana presentata ad ottobre assieme alla legge
di stabilità. "La flessibilità deve essere applicata in modo serio e non
deve danneggiare la credibilità del Patto di stabilità", aveva avvertito a
metà dicembre davanti all'Europarlamento. Facendosi portavoce di quell'ala,
capitanata dalla Germania, che non vede di buon occhio le deviazioni ripetute
dal percorso di aggiustamento dei conti pubblici. Del resto a dicembre,
nell'ultimo vertice europeo del 2015, anche il presidente della Bce Mario
Draghi aveva messo in guardia i leader dell' Eurozona dai rischi di stop del
consolidamento dei bilanci, avendo registrato un aumento dei deficit
strutturali che potrebbero riportare l'economia europea in una zona di
pericolo. "L'Italia ha chiesto varie flessibilità, per le riforme
strutturali, per gli investimenti, per i migranti. Dipende dalla Commissione
Ue. L'unica cosa che posso dire é: non spingiamo", ha argomentato
Dijsselbloem. L'Italia ha chiesto a ottobre un ulteriore 0,1% di clausola per
le riforme (uno 0,3% le era stato già concesso la scorsa primavera), 0,3% di
quella investimenti e 0,2% per le spese per i migranti. Le richieste sono state
incorporate alla legge di stabilità che è stata giudicata "a rischio di
non conformità con i requisiti del Patto", dal momento che l'aggiustamento
strutturale richiesto non viene rispettato, proprio per rendere possibile gli
interventi di riforma e di investimento pianificati. Bruxelles ha da una parte
rassicurato l'Italia dichiarandola 'eleggibile' per tutte e tre le clausole di
flessibilità, dall'altra ha però deciso di effettuare un esame 'ex post' dei
conti e di rinviare quindi il parere sulla concessione dei margini alla
primavera, quando avrà potuto verificare l'effettiva portata sul bilancio degli
interventi annunciati. La partita resta quindi ancora aperta.
Nessun commento:
Posta un commento