L’Istituto ha acquistato 6.000 quote di proprietà dell’Inps
al costo del loro valore nominale di 150.000.000 euro, arrivando così a
detenere complessivamente il 2,7% del capitale sociale. L’operazione è stata
realizzata in base al parere positivo congiunto della Ragioneria generale dello
Stato e del Dipartimento del Tesoro
ROMA – Inps e Inail hanno sottoscritto l’accordo per il
trasferimento di 6.000 quote della Banca d’Italia, di proprietà dell’Inps, al
prezzo unitario di 25.000 euro per quota, valore a cui recentemente sono state
trasferite quote anche fra operatori privati.
L’operazione è stata realizzata in base al parere positivo
congiunto della Ragioneria generale dello Stato e del Dipartimento del Tesoro,
nell’ambito dell’autorizzazione a detenere quote della Banca d’Italia per un
numero massimo pari a 9.000. La nuova normativa – ex art. 4, comma 5, del
decreto legge 30 novembre 2013 n. 133, convertito con modificazioni dalla legge
29 gennaio 2014, n. 5 – individua nel 3% del capitale sociale il limite massimo
di detenzione di quote della Banca d’Italia e i soci che superano tale limite
sono obbligati a procedere alla cessione delle quote eccedenti.
Avendo l’Inail detenuto solo lo 0,7% del capitale sociale
della Banca centrale, pari a 2.000 quote, l’Istituto ha potuto provvedere
all’acquisto di 6.000 quote eccedenti di proprietà dell’Inps. Nel pieno
rispetto dei limiti disposti dalla nuova normativa, l’operazione porta l’Inail
a detenere complessivamente 8.000 quote e l’Inps a detenere 9.000 quote, pari
rispettivamente, al 2,7% e al 3% del capitale sociale di via Nazionale.
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