Ventiquattro
organizzazioni europee pubbliche e private del settore turismo hanno presentato
il primo "Manifesto europeo del turismo per la crescita e
l'occupazione": dalla promozione delle mete turistiche alle qualifiche,
dalla sharing economy alla sostenibilità.
Per la prima volta in assoluto, una rappresentanza quasi
totalitaria degli attori pubblici e privati del settore turismo in Europa si
è riunita per chiedere all'Unione europea di agire con più forza per questo
importante settore ed ha presentato il primo "Manifesto europeo del
turismo per la crescita e l'occupazione". Il Manifesto evidenzia le
principali priorità politiche dell'Unione europea per il settore nei prossimi
anni, su temi che vanno dalla promozione delle mete turistiche alle qualifiche,
dalla regolamentazione dell'economia collaborativa (la cosiddetta sharing
economy) alla sostenibilità. Ben 24 organizzazioni europee hanno firmato il
Manifesto, che ha lo scopo di garantire che il continente rimanga una
destinazione attraente e che il settore continui a dare un contributo
significativo per l'economia europea. Anche altre organizzazioni di livello
nazionale e regionale potranno aggiungersi in futuro. La lista delle
organizzazioni rappresentate ed il testo del Manifesto saranno presto
consultabili presso il sito web creato dall'organizzazione:
www.tourismmanifesto.eu . Il Manifesto è stato lanciato ufficialmente nel corso
di un evento tenutosi mercoledì 9 dicembre presso la delegazione europea di
Confcommercio – Imprese per l'Italia, a cui hanno partecipato i deputati
Ana-Claudia Tapardel (Socialisti, Romania, presidente dell'intergruppo
parlamentare sul turismo), Cláudia Monteiro De Aguiar (Popolari, Portogallo),
Isabella De Monte (Socialisti, Italia, relatrice della proposta sul turismo) e
István Ujhelyi (Socialisti, Ungheria, presidente della Task Force Turismo e
vice-presidente della Commissione Trasporti e Turismo). Anche la Commissione
europea era rappresentata con Jakub Cebula, membro del gabinetto del
commissario Elżbieta Bieńkowska, e Carlo Corazza, Capo dell'unità Turismo ed
industrie creative ed emergenti. L'evento è stato aperto dal saluto
introduttivo di Alberto Marchiori, delegato alle politiche comunitarie di
Confcommercio, e dal responsabile del settore turismo, Alberto Corti, i quali
hanno ricordato la condivisione delle stesse sfide in Italia come in Europa e
l'importanza del settore turistico nell'economia italiana, inserendola
all'interno del contesto economico europeo.
L'Europa è infatti
attualmente la principale destinazione turistica al mondo, con una quota di
mercato del 51% nel 2014. L'industria del turismo genera (direttamente e
indirettamente) il 9,7% del totale dell'UE-28 del PIL, una cifra che si prevede
possa salire al 10,4% entro il 2025. Nell'Unione europea, il settore dei viaggi
e del turismo impiega circa 25 milioni di persone e le esportazioni dei
visitatori sono in grado di generare 351 miliardi di euro l'anno. Il ruolo del
turismo diventa quindi sempre più importante se si considera che, per sua
natura, si tratta di un settore ad alta intensità di lavoro costituito
principalmente da piccole e medie imprese, con alti tassi di occupazione
femminile e giovanile. In tempi in cui i tassi di disoccupazione sono
drammaticamente aumentati, molti studi indicano come il settore dei viaggi e
del turismo rimanga uno dei principali creatori di posti di lavoro in Europa e
in tutto il mondo. Stimolando la crescita economica, generando reddito,
occupazione, investimenti ed esportazioni, esso genera inoltre benefici indiretti
di valore, tra cui la conservazione del patrimonio culturale, il miglioramento
delle infrastrutture, delle strutture comunitarie locali ed il rafforzamento
della consapevolezza della cittadinanza europea. Al fine di formulare politiche
efficaci del turismo, è quindi necessario un approccio europeo globale, che
tenga conto dei molteplici impatti del settore, nonché l'ampio numero di parti
interessate coinvolte ed interessate. Al lancio ufficiale seguirà la
presentazione alla Giornata europea del Turismo del 16 dicembre e l'avvio di un
dibattito tra attori europei privati e pubblici e le istituzioni comunitarie,
che possa portare alla creazione di un forum permanente che coinvolga tutti i
protagonisti per la risoluzione dei problemi indicati ed il superamento delle
attuali sfide del turismo.
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