In occasione della 65esima Giornata nazionale per le vittime
degli incidenti sul lavoro, promossa dall’Anmil con il patrocinio dell’Inail,
il presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, è intervenuto a Roma all’evento
principale, che si è svolto nell’Auditorium della direzione centrale di piazzale
Pastore
ROMA - Il trend degli infortuni, con la diminuzione
complessiva delle denunce presentate nei primi otto mesi di quest’anno cui fa
da contraltare – ma si tratta ancora di dati provvisori – un incremento dei
casi mortali. L’andamento delle malattie professionali, caratterizzato da forti
disparità sul territorio. E ancora il bilancio dell’Inail, che mantiene la sua
solvibilità, anche se un’ulteriore riduzione delle disponibilità economiche
potrebbe influire sulla qualità dei servizi erogati, e alcune delle promettenti
attività messe in campo per la prevenzione e la riabilitazione, come la
collaborazione con altre realtà di eccellenza sviluppata sul fronte della
ricerca ad alta tecnologia dal Centro Protesi di Vigorso di Budrio e dal Centro
di riabilitazione di Volterra .
Manifestazioni in
tutta Italia per riflettere sulla sicurezza.
Questi, in sintesi, i temi toccati ieri a Roma dal
presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, nel suo intervento all’Auditorium
della direzione centrale Inail di piazzale Pastore, che ha ospitato l’evento
principale della 65esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul
lavoro, patrocinata dall’Istituto e promossa dall’Anmil con una serie di
manifestazioni in tutta Italia, con l’obiettivo di riflettere e confrontarsi
sulla sicurezza, la tutela dei lavoratori infortunati, l’analisi del fenomeno
infortunistico e le soluzioni più efficaci in materia di prevenzione.
Nei primi otto mesi
del 2015 denunce in calo del 4%.
Presentando gli ultimi dati sull’andamento degli infortuni,
che da oltre due anni l’Inail rende pubblici con cadenza mensile, De Felice ha
premesso che nell’analizzarli è fondamentale tenere conto che sono “provvisori
e amministrativi”. Nei primi otto mesi del 2015 il numero delle denunce – non
gli infortuni sul lavoro riconosciuti come tali dall’Istituto – è diminuito di
circa il 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da 427.967
a 410.247. A questo proposito il presidente dell’Inail ha precisato che la
diminuzione è uniforme in tutte le gestioni – industria e servizi, agricoltura,
per conto dello Stato – sostanzialmente uniforme, con poche eccezioni, per
settore di attività economica, uniforme per luogo di accadimento, luogo di
nascita e genere, con un lieve aumento nella classe di età più avanzata,
compresa tra i 55 e i 69 anni.
“Contabilità odiosa
ma necessaria per capire il fenomeno”.
In controtendenza rispetto al dato complessivo, tra gennaio
e agosto si è registrato invece un aumento delle denunce di infortuni con esito
mortale rispetto allo stesso periodo del 2014, da 652 a 752, pari a circa il
15% in più. “Va considerato – ha spiegato De Felice – che se si guarda ai dati
definitivi dello scorso anno, contando i casi di morte non immediata, si trova
un sostanziale riallineamento dei numeri totali”. Questo tipo di contabilità “è
odiosa – ha aggiunto – ma è una contabilità che dobbiamo fare per capire il
fenomeno e intervenire meglio”.
Per le malattie
professionali forti disparità tra regioni.
Un lieve aumento si registra anche per le denunce di
malattie professionali, che nei primi otto mesi del 2015 sono state 39.412, 964
in più rispetto alle 38.448 del 2014, pari a un incremento del 2,5%, con
variazioni a livello regionale che meritano di essere approfondite. La Toscana
e l’Emilia Romagna, per esempio, prese singolarmente presentano più denunce di
tutto il Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria).
Dall’analisi di questi dati ancora parziali spicca, inoltre, quello relativo al
settore agricolo, con quasi mille casi denunciati in più rispetto allo scorso
anno.
“Sulle ispezioni
attuate le indicazioni del quadro strategico Ue”.
Per il presidente dell’Inail “la prevenzione è essenziale, e
l’Istituto cerca di fare molto in questo senso. Ci vuole però collaborazione,
devono collaborare i lavoratori e i datori di lavoro, e ci vogliono i
controlli”. In questo senso, ha sottolineato De Felice, “abbiamo cercato di
dare concretezza procedurale alle parole del quadro strategico dell’Ue 2014-2010
in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dove si auspica un’attività
ispettiva capace anche di sostenere il ruolo di consulenza nei confronti del
mondo della produzione, migliorando la cultura degli ispettori del lavoro per
poter effettuare correttamente ed efficacemente ispezioni incentrate sui
rischi. Mi auguro che le nuove forme organizzative dei controlli tutelino e
potenzino questa impostazione”.
Una rete ad alta
tecnologia per protesica e riabilitazione.
Nel corso del suo intervento all'Auditorium Inail, il
presidente ha illustrato anche alcune delle attività promosse dall’Istituto sul
fronte della ricerca, della riabilitazione e del reinserimento
socio-lavorativo. A partire dal progetto della rete ad alta tecnologia, che “è
diventato uno strumento di produzione e di azione, nel campo della protesica e
della riabilitazione”. La collaborazione avviata dal Centro Protesi di Budrio e
dal Centro di riabilitazione di Volterra con l’Istituto italiano di tecnologia
di Genova, il Campus Bio-Medico di Roma, l’Istituto di Biorobotica del
Sant’Anna di Pisa e l’Azienda Usl Romagna e Bologna, ha già dato infatti
“risultati rilevanti” – dall’esoscheletro motorizzato alla mano robotica, dalle
interfacce neurali agli strumenti per la valutazione funzionale e la
riabilitazione nelle patologie della spalla – e “ha ancora notevoli
potenzialità di sviluppo”. Il coinvolgimento di centri di eccellenza come il
Cnr, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, la Normale di Pisa,
l’Istituto superiore di sanità e l’Enea, è previsto anche dal nuovo piano delle
attività di ricerca 2016-2018 dell’Istituto, che è stato orientato alla
prevenzione e alle attività socio-sanitarie.
“Sul fronte del
reinserimento ottenuti risultati importanti”.
“Anche sul reinserimento socio-lavorativo si stanno
ottenendo risultati importanti – ha aggiunto De Felice – con azioni guidate
dalle sedi territoriali dell’Inail”. Gli assistiti al Centro Protesi di Budrio,
in particolare, tra gennaio e settembre sono stati quasi 11mila, le prestazioni
per dispositivi ausiliari circa 14mila, quelle di fisiokinesiterapia e
riabilitazione poco più di 13mila. “Ma si è lavorato molto anche sul piano
delle innovazioni – ha precisato il presidente – con un progetto nell’ambito
dell’apicoltura, esperienze di pet therapy, progetti di adattamento dei mezzi
agricoli e laboratori di cucina”. Come già ricordato nella relazione annuale
dello scorso 9 luglio a Montecitorio, resta però la preoccupazione per il
bilancio dell’Istituto: “Altre riduzioni delle disponibilità economiche – ha
ribadito infatti De Felice – inciderebbero sugli obiettivi istituzionali
dell’Inail”.
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