L’analisi dei dati Eurostat sul mercato del lavoro ad agosto
conferma il miglioramento della domanda di lavoro e una riduzione della
disoccupazione. Nei primi otto mesi del 2015 il tasso di disoccupazione è sceso
di mezzo punto, passando dal passando dal 12,4% di dicembre 2014 all’11,9% di
agosto 2015, mentre nell’Eurozona il tasso delle persone in cerca di lavoro si
riduce di 0,4 punti; lo spread Italia-Uem scende a 0,9 punti, il minimo degli
ultimi dodici mesi. La disoccupazione è scesa di 0,3 punti in Germania mentre
si riduce in modo più marcato in Spagna (-1,4 punti) dove si sconta, però, un
livello doppio (22,2%) della media Uem (11,0%); in controtendenza la Francia
che registra una salita del tasso di disoccupazione di 0,3 punti. Lo spread
Italia-Francia scende a 1,1 punti e da luglio 2015, dopo due anni, il valore
assoluto dei disoccupati in Italia scende al di sotto di quello della Francia.
Migliora anche il tasso di disoccupazione giovanile che in
Italia scende di 0,4 punti nei primi otto mesi del 2015 mentre nell’Uem la
riduzione appare più marcata (-0,7 punti).
Anche considerando l’arco degli ultimi dodici mesi (agosto
2014-agosto 2015) la riduzione della disoccupazione in Italia è più ampia,
migliorando di 0,8 punti, ritmo più accentuato rispetto alla riduzione di 0,5
punti dell’Eurozona.
I dati trimestrali – che forniscono maggiori informazioni
sulla struttura del mercato del lavoro – evidenziano per l’Italia una riduzione
della quota di disoccupati di lungo periodo, con l’incidenza delle persone in
cerca di lavoro da 12 mesi e più sul totale dei disoccupati che scende dal
61,9% del II trimestre 2014 al 59,5%; è la prima riduzione dopo cinque anni di
aumenti consecutivi.
La riduzione della disoccupazione nel 2015 avviene dopo un
ciclo sfavorevole del mercato del lavoro che nei precedenti due anni ha visto
la disoccupazione in Italia aumentare di 1 punto mentre in Uem, nello stesso
periodo, si è ridotta di mezzo punto.
Va ricordato come la pressione della disoccupazione sugli
ammortizzatori sociali sia molto elevata: nel quinquennio 2008-2012 la spesa
totale per indennità di mobilità e di disoccupazione è stata di 67,9 miliardi,
con un costo di 13.588 milioni in media all’anno.
La riduzione della disoccupazione è diffusa sul territorio,
con 12 regioni/province autonome che registrano una diminuzione del tasso di
disoccupazione tra il II trimestre 2014 ed il II trimestre 2015: il calo più
ampio si osserva in Piemonte e Liguria (-1,1 punti), seguite dalla Puglia
(-1,0), Toscana (-0,9), Veneto (-0,5), Marche e Umbria (-0,4), PA Bolzano e
Molise (-0,3), Lombardia e Basilicata (-0,2) e Sicilia (-0,1). All’opposto
nell’ultimo anno persiste un aumento della disoccupazione in Abruzzo (+1,7
punti) in Friuli Venezia Giulia (+1,4) e Lazio (+1,0).
I dati dell’Inps pubblicati ieri confermano la crescita
della domanda di lavoro nei primi otto mesi del 2015, con una variazione netta
tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni – pari rispettivamente a
3.598.708 e 2.997.850 – positiva per 600.858 unità, 270.471 in più (+81,9%)
rispetto alle 330.387 dello stesso periodo dell’anno precedente; la dinamica
delle assunzioni nei primi otto mesi del 2015 è del +9,7% ed è trainata dalle
assunzioni a tempo indeterminato, il 34,6% in più rispetto all’analogo periodo del
2014.
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