La vincitrice della quarta edizione è la giornalista Liza
Boschin, che insieme alla producer Elena Marzano ha documentato le difficili
condizioni di lavoro degli operai tessili in Bangladesh. Due anni fa nel crollo
dell’edificio di Dacca che ospitava diverse aziende di abbigliamento morirono
oltre 1.100 persone
CHIETI - È Liza Boschin la vincitrice della quarta edizione
del premio giornalistico “Pietro Di Donato”, promosso dal Comune di Taranta
Peligna (Chieti) in collaborazione con Inail Abruzzo, Enel, Fondazione
Carichieti, Ordine dei Giornalisti e Fondazione italiana agricoltori, con l’adesione
del presidente della Repubblica e il patrocinio della Presidenza del Consiglio
dei ministri e dell’Anmil.
Una realtà produttiva
segnata da insicurezza e sfruttamento.
La giornalista si è aggiudicata il primo posto grazie a un
servizio andato in onda nella puntata del 17 marzo 2014 di Presadiretta
(Raitre). La sua video-inchiesta, realizzata insieme alla producer Elena
Marzano, ha documentato la condizione di insicurezza e sfruttamento degli
operai e delle giovanissime operaie della miriade di aziende di abbigliamento
del Bangladesh che riforniscono i marchi multinazionali della moda, partendo
dalla strage avvenuta due anni e mezzo fa al Rana Plaza di Dacca.
È il più grave
incidente mortale mai avvenuto in una fabbrica tessile.
La mattina del 24 aprile 2013 il crollo dell’edificio
commerciale di otto piani, che ospitava diverse fabbriche tessili nella
periferia della capitale del Paese, provocò la morte di oltre 1.100 lavoratori
e più di 2.500 feriti. Un bilancio tragico che ne fa il più grave incidente
mortale avvenuto in una fabbrica tessile nella storia e il più letale cedimento
strutturale accidentale che si sia mai verificato.
Il reportage denso di
difficoltà e pericoli.
Nelle sue motivazioni la giuria del premio – presieduta
dall'ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e composta da Tiziano Treu,
ex senatore e ministro del Lavoro, Enzo Jacopino, presidente dell’Ordine dei
Giornalisti, e Lucia Annunziata, direttrice dell’Huffington Post ed ex
presidente della Rai – ha sottolineato le difficoltà e i pericoli per la
propria incolumità che Boschin e Marzano hanno dovuto affrontare per realizzare
l’inchiesta, che ha avuto il merito di portare alla luce “il grave ruolo di
responsabilità delle aziende italiane ed europee”.
Gli altri
riconoscimenti.
Il secondo premio assegnato dalla giuria è andato ex aequo a
Marilù Merolla, per il servizio “Ferite d’amianto” (Radio 1 Rai), e a Matteo
Spicuglia, del Tgr Piemonte, per il servizio “Ivrea. Il sogno infranto”. Ad
aggiudicarsi il riconoscimento dedicato a Santo Della Volpe, inviato della Rai
e presidente della Federazione nazionale della stampa scomparso lo scorso
luglio, è stato invece Antonio Crispino, autore per il Corriere della Sera
della video-inchiesta "Qui vengono confezionati i pasti per bambini tra
vermi e zolfo", mentre il premio speciale della Confederazione italiana
agricoltori è stato assegnato a Raffella Pusceddu per un servizio di denuncia
delle drammatiche condizioni di lavoro dei Sikh nell’Agro Pontino, realizzato
per Presadiretta. Menzioni speciali, inoltre, per Marco Bazzoni e Stefano
Corradino, autori di due articoli pubblicati sul sito Articolo 21.
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