Estate 2015 in
crescita. Ora non si prenda a pretesto un andamento positivo per tassare gli
alberghi
“È stata un’estate in
buona crescita quella appena trascorsa per il turismo italiano, con un +4% di
presenze alberghiere da giugno a settembre, ma ora non si prenda a pretesto
questo andamento finalmente positivo, dopo anni di crisi nera e recessione, per
tassare ulteriormente un settore che se sta rialzando a fatica la testa e
producendo ricchezza per il Paese lo deve alla professionalità ed al sacrificio
di decine di migliaia di imprenditori e centinaia di migliaia di lavoratori”. È
questo il messaggio che il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha
lanciato oggi da Rimini Fiera dove si sono aperti i cancelli di TTG Incontri,
SIAGuest e SUN, le manifestazioni d’eccellenza del settore e del comparto, in
programma su 100mila metri quadrati fino
al 10 ottobre.
“Il
riferimento -sottolinea Bocca- è relativo all’ipotesi circolata in questi
giorni di aumentare l’imposta di soggiorno che, tra l’altro, è già la più alta
in Europa e per la quale inviterei il Governo a fare i controlli e far pagare
la tassa a tutti quelli che la devono pagare a cominciare dai bed and breakfast
abusivi (ne spuntano ogni giorno di nuovi) e agli affitti brevi di seconde case
(anche di una sola notte). Per il solo Giubileo straordinario il Censis ha
stimato un rischio per gli affitti in nero che potrebbe arrivare a 40 milioni
di Euro in meno di incassi fiscali”.
Finora sono 735 i comuni italiani -come risulta dall’ultimo
report realizzato dalla Federalberghi con il supporto dello Studio Becheri- che
applicano l’imposta di soggiorno (712 comuni) o l’imposta di sbarco (24). Tali
comuni, pur costituendo ‘appena’ il 9% degli 8.047 municipi italiani, detengono
il 56,3% della capacità ricettiva nazionale ed ospitano il 66,8% dei
pernottamenti che i clienti italiani e stranieri effettuano ogni anno nel
nostro Paese.
I 735 comuni si distribuiscono per il 34,3% nel nord-ovest,
il 24,8% nel nord-est, il 19,6% nel centro e il 21,4% nel mezzogiorno. Il 22,8%
dei comuni (162) che applicano l’imposta sono località balneari. Un peso
analogo è rivestito dalle località montane (159 comuni; 22,3%) e collinari (154
comuni; 21,6%). Le città d’arte sono ‘solo’ 65, ma comprendono le cosiddette
capitali del turismo italiano, che muovono grandi numeri. Le destinazioni
lacuali sono 86 e quelle termali 31.
“Altro tema,
-aggiunge il Presidente degli albergatori italiani- al quale guardiamo con
attenzione e preoccupazione, è il percorso di modifica della tassazione sugli
immobili. L'IMU più la TASI pagati nel solo 2014 dal comparto ammonta a circa
di 893 milioni di Euro, pari a 817 Euro per ciascuna delle 1,1 milioni di
camere esistenti nei circa 34 mila alberghi italiani. La proposta che avanziamo
è di riconoscere la tipicità dell'immobile alberghiero, che costituisce un
investimento ad uso produttivo, al pari dei cosiddetti imbullonati che si
prevede di esentare, aumentando la deducibilità degli importi pagati dalle
strutture ricettive.
“Ed infine la
promozione -conclude Bocca- attività senza la quale il recupero registrato
quest’anno rischia di dissolversi già nei primi mesi del 2016. Non possiamo
infatti riposare sugli allori e riteniamo come sarebbe ora che l’Enit, appena
riformato, venisse messo in condizioni di operare attivamente, altrimenti ne
soffrirà l’intero sistema turistico nazionale”.
CONSUNTIVO
GENNAIO/SETTEMBRE
Da gennaio a
settembre le presenze nelle strutture alberghiere italiane sono aumentate del
3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Nel dettaglio
i pernottamenti degli italiani sono cresciuti nei primi nove mesi del 2,8% e
quelli degli stranieri hanno registrato un incremento del 3,6%.
A riprova
tuttavia dell’incertezza che ancora grava pesantemente sull’intero settore e
che affligge i bilanci delle imprese ricettive, emergono i dati
dell’occupazione nel comparto alberghiero che segnano una flessione dei
lavoratori dell’1,3%, suddiviso in un -0,6% di lavoratori a tempo indeterminato
ed un -1,9% di lavoratori a tempo determinato.
GENNAIO: +0,7% di presenze: +2,4% italiani e -1,8% stranieri
-4,4% di lavoratori occupati: -3,4% indeterminato e -5,8%
determinato
FEBBRAIO: +7,0% di presenze: +3,8% italiani e +11,2%
stranieri
-1,5% di lavoratori occupati: -2,0% indeterminato e -0,7%
determinato
MARZO: -0,9% di presenze: -4,5% italiani e +3,3% stranieri
-1,2% di lavoratori occupati: -1,8% indeterminato e -0,4%
determinato
APRILE: -2,1% di presenze: -2,4% italiani e -1,7% stranieri
-2,3% di lavoratori occupati: -1,4% indeterminato e -3,3%
determinato
MAGGIO: +5,9% di presenze: +5,1% italiani e +6,6% stranieri
-1,5% di lavoratori occupati: +0,7% indeterminato e -3,3%
determinato
GIUGNO: +0,6% di presenze: +1,4% italiani e -0,1% stranieri
-0,9% di lavoratori occupati: -0,1% indeterminato e -1,4%
determinato
LUGLIO: +7,9% di presenze: +5,9% italiani e +9,9% stranieri
0,0% di lavoratori occupati: +2,9% indeterminato e -1,7%
determinato
AGOSTO: +4,6% di presenze: +5,2% italiani e +3,8% stranieri
-0,6% di lavoratori occupati: -0,4% indeterminato e -0,7%
determinato
SETTEMBRE: +3,4% di presenze: +4,1% italiani e +2,9%
stranieri
+0,3% di lavoratori occupati: +1,7% indeterminato e -0,7%
determinato
TOTALE GIU/SET: +4% di presenze: +4,3% italiani e +3,7%
stranieri
-0,4% di lavoratori occupati: +0,8% indeterminato e -1,1%
determinato
TOTALE GEN/SET: +3,2% di presenze: +2,8% italiani e +3,6%
stranieri
-1,3% di lavoratori occupati: -0,6% indeterminato e -1,9%
determinato
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