“L’informatizzazione dei servizi Inps”
Sondaggio della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro
su un campione di 2000 iscritti. Per il 90% gli archivi non sono aggiornati e
questo è fonte di problemi quotidiani”
Roma, 16 ottobre 2015 – Altro che informatizzazione dei
servizi offerti dall’Inps. Il più delle volte sono disagi e doppi adempimenti.
Quasi meglio il vecchio caro sportello. Un dato su tutti parla chiaro: il 90
per cento degli intervistati puntualmente riscontra nelle omissioni
contributive inviate dall’Istituto dati errati. E questo perché gli archivi non
sono aggiornati in tempo reale. Da qualche anno ormai l’Istituto nazionale
della previdenza sociale, ha inteso rendere sempre più efficiente la sua
struttura con un massiccio ricorso all’informatizzazione dei servizi per
arrivare il prima possibile ad un rapporto più diretto fra cittadini e Istituto
in modo da rendere più veloci le pratiche e saltare il passaggio
dell’intermediazione del professionista. Per comprendere a che punto è questo
processo, la Fondazione Studi dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha condotto
un sondaggio interno alla categoria su un campione di circa 2000 iscritti che
quotidianamente utilizzano il portale www.inps.it per le necessarie operazioni
di intermediazione tra le aziende e l'Istituto. I Consulenti del Lavoro
assistono oltre 1 milione 300 mila aziende, gestiscono nei loro studi oltre 7
milioni di rapporti di lavoro (quindi una larghissima parte dei rapporti di
lavoro privati esistenti in Italia) e per il loro tramite transitano l’85%
delle informazioni che entrano a far parte delle banche dati Inps. Ogni
Consulente e ogni suo dipendente in media effettuano fino a cinque accessi al
giorno al sito internet.
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