Il taglio dell'esonero contributivo per le assunzioni
previsto dal Ddl Stabilità 2016 a 3.250 euro annuali, rimette in pista alcuni
"vecchi" bonus per i datori. Si tratta di una serie di agevolazioni
che erano diventate meno competitive, quest'anno, rispetto allo sgravio
triennale da 8060 euro. Al test dei costi, l'apprendistato resta la formula più
conveniente.
È un bonus assunzioni in versione "light" quello
tratteggiato dal disegno di legge di Stabilità 2016: la decontribuzione per
nuovi assunti a tempo indeterminato è confermata anche peri contratti che
saranno stipulati l'anno prossimo, ma il beneficio sarà solo per due anni (e
non più tre). Le imprese potranno risparmiare il 40% dei contributi con un
tetto annuale più che dimezzato: 3.250 euro rispetto agli attuali 8.o6o. Da
gennaio potrebbero rientrare dunque in gioco gli altri incentivi che, secondo
il test di convenienza elaborato dal Sole 24 Ore del Lunedì, risultano più
competitivi, almeno dal punto di vista economico, rispetto al nuovo bonus. Si
tratta però di aiuti su target specifici (per esempio, quelli rivolti a donne e
lavoratori over 50 o disoccupati) oppure destinati a uscire di scena a breve
(come quelli legati alla riassunzione dei lavoratori in mobilità, che
spariranno a fine 2016) o più complessi da gestire. In ogni caso, per valutare
la convenienza delle singole agevolazioni, bisogna considerare anche le durate
massime degli incentivi, che vanno da 18 a 36 mesi. In base alle elaborazioni
realizzate mettendo a confronto il costo di un'assunzione sotto il profilo
contributivo, l'apprendistato si conferma la formula più conveniente: la
retribuzione lorda è più bassa e i contributi Inps sono di poco superiori al
13% (rispetto all'aliquota piena del 31,58%). Queste agevolazioni possono
durare tre anni, ma non va trascurato l'impegno richiesto al datore di lavoro
sul fronte della formazione dei giovani under 30. Torna appetibile anche il
bonus per chi "recluta" i beneficiari di Naspi, la nuova
assicurazione sociale per l'impiego, a patto però che l'indennità spettante al
lavoratore si avvicini o coincida con il massimale di 1.300 euro mensili.
Nell'esempio considerato in questa pagina, per l'assunzione di un operaio
metalmeccanico di quinto livello, questo incentivo riduce il costo mensile a
carico del datore a 1.686 euro, rispetto ai 2.112 da versare per un'assunzione
con il bonus previsto dal Ddl di Stabilità 2016. Un elemento da considerare con
attenzione, però, è la durata residua del tratta *** mento Naspi per il
lavoratore che si assume: il datore può incassare infatti la metà
dell'indennità che sarebbe stata corrisposta al beneficiario, ma se i mesi
residui sono pochi, sarà utile considerare un incentivo di durata maggiore. Da
un punto di vista puramente economico, potrebbe tornare vantaggioso anche il
bonus introdotto dalla legge 92/2012 per assumere donne e over 5o, disoccupati
di lunga durata, che può essere usato anche per inserimenti a termine:
consentirebbe di risparmiare infatti 280 euro mensili, contro i 224 del nuovo
sgravio previsto per il 2016.
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tratto da "Il Sole 24 Ore" di
Barbieri, Melis e Rota Porta
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