Da oggi nuova partita a livello istituzionale e nella
contrattazione collettiva
“La saga del Jobs Act si è conclusa con l’approvazione degli
ultimi decreti da parte del Consiglio dei Ministri che vara così,
definitivamente, il peggiore e più inutile strumento legislativo degli ultimi
venti anni sul lavoro”.
Con queste parole Francesco Paolo Capone, segretario
generale Ugl, commenta l’esito del Cdm, avvertendo che “da oggi per la nostra
Organizzazione sindacale si apre una nuova partita da giocare a livello
istituzionale e di contrattazione collettiva”.
“Pretendiamo inoltre da Governo e Regioni – sottolinea – la
messa in campo risorse a sostegno del reddito e politiche attive e servizi per
l’impiego efficienti, mentre sul versante della contrattazione collettiva, come
già successo con il rinnovo del contratto del credito, l’Ugl si impegnerà in
ogni modo a sterilizzare alcuni degli effetti maggiormente negativi, sui quali
peraltro si sono pronunciate in forma diversa anche le Commissioni Lavoro di
Camera e Senato”.
“In attesa di leggere con attenzione gli ultimi decreti
attuativi, – conclude Capone – , ormai è evidente a chiunque come con il
governo Renzi siamo passati dall’eterogenesi dei fini a quella degli annunci
considerato che il Jobs Act, partito per introdurre tutele crescenti a chi non
aveva l’articolo 18, ha finito per cancellare ogni tutela reale dal
licenziamento e con il consentire ai datori di lavoro nuovi e più incisivi
strumenti per il controllo a distanza dei dipendenti”.
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