Il percorso per il riutilizzo sociale di Villa Sandra a
Formello è stato molto più rapido di quanto avviene normalmente: il nostro
obiettivo è quello di far diventare quest’esperienza una prassi consolidata per
riassegnare in tempi rapidi tutti i beni sequestrati per metterli al centro del
sistema di welfare comunitario del Lazio
06/07/2015 - L’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e
confiscati alla criminalità ha assegnato definitivamente al Comune di Formello
Villa Sandra, la residenza di oltre 3.500 metri quadri situata nel territorio
comunale di Formello e sequestrata alla ‘ndragheta nel 2012, che diventa
ufficialmente un bene pubblico. Attualmente nella struttura è in corso un campo
di volontariato organizzato da Libera. L’obiettivo dell’amministrazione è
quello di realizzare al suo interno una casa famiglia per minori.
Un procedimento sperimentale accelerato che adesso sarà
possibile per tutti i beni sequestrati nel Lazio grazie a un protocollo
d’intesa stipulato tra Regione Lazio, Roma Capitale, Tribunale e Procura di
Roma e sottoscritto anche da organizzazioni del volontariato e della
cooperazione sociale. Il percorso per il
riutilizzo sociale di Villa Sandra è stato molto più rapido di quanto avviene
normalmente: per la prima assegnazione temporanea della villa, di cui ha
beneficiato la Cooperativa sociale Sinergia, non si è attesa la condanna e la
confisca definitiva in Cassazione, ma è bastato il primo grado di giudizio.
L’assegnazione rapida dei beni sequestrati prima della
confisca definitiva è fondamentale per un loro riutilizzo efficace: quando i
tempi per le assegnazioni sono troppo lunghi, il rischio è che le strutture
restino abbandonate e diventino inutilizzabili, o richiedano ristrutturazioni
onerose.
“Non c’è smacco più grande che si possa fare alla
criminalità organizzata del trasformare immediatamente i simboli del potere
illegale e della prevaricazione mafiosa in spazi pubblici di attività sociale-
lo ha detto Rita Visini, assessore alle Politiche sociali e allo Sport, che ha
aggiunto: il nostro obiettivo è quello di far diventare l’esperienza di
Formello una prassi consolidata che ci permetta di riassegnare in tempi rapidi
tutti i beni sequestrati per metterli al centro del sistema di welfare
comunitario del Lazio.
“A Roma e provincia questo tema è particolarmente rilevante
perché solo negli ultimi 18 mesi sono stati sequestrati alle mafie 849 immobili
e 339 aziende e grazie al giudice Guglielmo Muntoni e al procuratore Giuseppe
Pignatone possiamo sperimentare forme innovative di riutilizzo sociale che
rappresentano, come nel caso di Formello un nuovo e modello di contrasto alle
mafie fatto di alleanze tra magistratura, forze di polizia, istituzioni locali
e forze sociali" – è il commento di Gianpiero Cioffredi, Presidente
dell’Osservatorio sicurezza e legalità della Regione.
“In un Comune dell’area metropolitana, dove è sempre
necessario vigilare sul rischio di infiltrazioni, fare Antimafia Capitale è
possibile- così il sindaco di Formello, Sergio Celestino, che ha aggiunto: a
Formello lo facciamo da anni insieme al presidio Libera, alla società civile,
alle scuole e alla rete di Avviso Pubblico contro le Mafie, e continueremo a
farlo".
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