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sabato 13 giugno 2015

Per gli italiani la trasparenza nella Pa può essere il primo freno alla corruzione

Inail, News dell’11 giugno 2015 

Lo rivela l’indagine condotta da Osservatorio Socialis e istituto Ixè su un campione di 800 persone, presentata al Forum Pa nell’ambito di uno dei seminari organizzati dall’Inail. Zona di residenza, livello scolare e stato occupazionale i tre fattori discriminanti per l’atteggiamento dei cittadini

ROMA - Per gli italiani la trasparenza può essere il primo freno alla corruzione. A dirlo è la prima indagine sulla trasparenza nella pubblica amministrazione connessa all’impiego della rete, condotta dall’Osservatorio Socialis di Errepi Comunicazione, in partnership con l’istituto Ixè, i cui risultati sono stati presentati nel corso del seminario organizzato dall’Inail su trasparenza e anticorruzione nella giornata conclusiva della 26esima edizione del Forum Pa.

Per il 26% è anche un antidoto alle raccomandazioni.
Il campione di italiani intervistato, composto da 800 persone maggiorenni, ha dichiarato che un’azione di trasparenza della Pa funzionerebbe in primo luogo come freno a comportamenti illegittimi come corruzione (43%) e raccomandazioni (26%) e avrebbe anche effetti sul controllo della gestione delle risorse pubbliche (22%), sul miglioramento della qualità dei servizi (19%), sull’aumento dell’efficienza delle amministrazioni pubbliche (14%) e sulla rapidità dei processi di appalto e concorsi (12%).

Le priorità: spese e bilanci delle amministrazioni.
Alla domanda “Quali sono le informazioni da pubblicare?”, le persone interpellate hanno risposto dando priorità a come vengono spese le risorse pubbliche (64%) e ai bilanci delle amministrazioni (41%), mostrando invece meno interesse per la situazione patrimoniale dei politici (29%), per quella degli amministratori pubblici (24%), e per gli stipendi e i compensi (13%).

“Gli enti pubblici devono fare di più”.
“Trasparenza e responsabilità sociale sono due facce della stessa medaglia – ha commentato Roberto Orsi, direttore dell’Osservatorio Socialis – ma mentre le imprese che operano sul territorio si stanno muovendo velocemente – tra il 2012 e il 2014 sono cresciute del 9% quelle impegnate in CSR e sviluppo sostenibile, con un investimento totale annuo di quasi un miliardo di euro – e chiedono alle istituzioni maggiori riconoscimenti, la pubblica amministrazione deve assolutamente fare di più per ascoltare i cittadini, informare meglio e rispondere alle richieste di cambiamento degli italiani”.

L’85% non ha mai sentito parlare dell’accesso civico.
L’85% del campione ha dichiarato, ad esempio, di non aver mai sentito parlare dell’accesso civico, ovvero il diritto di chiunque di richiedere in modo gratuito i documenti, le informazioni o i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria, nel caso in cui gli enti pubblici ne abbiano omesso la pubblicazione sul proprio sito web, mentre il 44% non ha percepito alcun cambiamento nel livello di trasparenza della Pa nell’ultimo anno. Quote quasi paritarie si polarizzano ai due estremi: il 28% rileva un peggioramento e il 23% un miglioramento nella trasparenza.

Chi ha un lavoro è più interessato e coinvolto.
Negli atteggiamenti sui temi della trasparenza nella pubblica amministrazione e della partecipazione attiva dei cittadini l’indagine evidenzia tre forti discriminanti: la zona geografica di residenza, con il Nord Est decisamente più interessato e disposto al coinvolgimento, il livello scolare, al cui aumento corrisponde anche una crescita dell’interesse e della disposizione al coinvolgimento, e lo stato occupazionale, con i cittadini attivi più interessati e coinvolti.

Il 40% ha visitato almeno un sito istituzionale.
Parlando di trasparenza connessa all’impiego della rete, non sorprende che una propensione maggiore a rendersi attivi provenga dalla fascia di età dei nativi digitali, che hanno maggiore consuetudine sia con l’utilizzo di Internet che con il concetto di partecipazione attiva. Si rileva, inoltre, una buona reattività nella fascia della popolazione adulta attiva dal punto di vista professionale e attenta ai cambiamenti del Paese. Nel complesso il 40% del campione dichiara di aver visitato almeno un sito della pubblica amministrazione (la media è di 1,3 per ogni cittadino), un canale di relazione utilizzato soprattutto dagli uomini, i 30-54enni, chi ha un livello scolare alto, la popolazione attiva, i residenti nel Nord Est e chi vive in centri di dimensioni medio-grandi e grandi.

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