Ecco
cosa prevedono le disposizioni del decreto semplificazioni approvato dal CDM di
giovedì in materia di lavoro nero, sospensione attività, cartellino appalti.
In
un articolo pubblicato su un quotidiano di oggi si afferma che le disposizioni
contenute nel decreto legislativo sulle semplificazioni, approvato in prima
lettura dal Consiglio dei Ministri di giovedì 11 giugno, consentono di
condonare il lavoro nero. È un'affermazione che non corrisponde alla verità dei
fatti e deriva, probabilmente, da una scorretta interpretazione della reale
portata delle disposizioni in materia di revisione delle sanzioni in materia di
lavoro.
In
proposito, si ritiene opportuno precisare quanto segue:
In
tema di maxisanzione per il lavoro nero, ferma restando la sanzione fissa nella
misura originaria, si sono introdotti degli "scaglioni" sulla parte
variabile della sanzione stessa, che è commisurata ai giorni di durata della
violazione. Questo perché, trattandosi di lavoro nero, non è facile individuare
con assoluta certezza la effettiva durata del comportamento sanzionato. Gli
scaglioni (0-5 giorni,5-10-10-15 ecc.) aiutano gli ispettori nella definizione
dell'importo della sanzione.
Sempre
sul lavoro nero è stata introdotta una altra novità che favorisce il
mantenimento dell'occupazione del lavoratore in nero dopo la regolarizzazione
forzata dall'intervento ispettivo.
La disposizione prevede un meccanismo premiale
di riduzione della sanzione per chi mantiene in forza il lavoratore per almeno
tre mesi (oggi il lavoratore veniva licenziato il giorno dopo la
regolarizzazione ispettiva).
Sulla
sospensione dell'attività si è semplicemente previsto che la revoca della
sospensione si ottiene con la regolarizzazione completa dei lavoratori sia per
i profili amministrativi (comunicazioni obbligatorie, registrazione sui libri
ecc.) che sostanziali (visite mediche, formazione iniziale) e il pagamento di
una parte (1/4) della sanzione economica, consentendo la rateazione della
restante parte.(Tale richiesta è stata fortemente invocata da più parti, anche
a seguito del tragico evento del suicidio del panettiere di Casalnuovo determinato
dall'impossibilità di disporre subito dei 2.000 euro della sanzione economica).
L'articolo
esprime anche dei rilievi critici circa le disposizioni relative alla tessera
di riconoscimento del lavoratore in edilizia, il cosiddetto
"cartellino". In proposito, si precisa che anche la previsione
concernente l'obbligo di esposizione dei cartellini identificativi in edilizia
è una mera razionalizzazione normativa. Attualmente infatti esiste una
disposizione specifica inizialmente introdotta solo nel settore edile e una
successiva disposizione nel Testo unico sicurezza che riguarda tutti gli
appalti. Due disposizioni identiche che impongono lo stesso obbligo. Per questo
motivo si è prevista l'abolizione della previsione specifica nell'edilizia.
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